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Ricordi, rimorsi, rimpianti... suggestioni, impressioni, riflessioni di una gatta psicopatica.


Diario


18 gennaio 2008

This Is The End, My Friend.





Non so se chiedere venia per aver chiuso il blog o per averlo riaperto. Questa mattina, quando sono entrata, mi sono molto vergognata, leggendo i vostri commenti: non avrei potuto sopportarne altri senza arrossire. Vorrei davvero essere creduta quando affermo che non è per avere l'altrui attenzione che di tanto in tanto abbasso la saracinesca, al contrario.

Mi dispiace, ma di tanto in tanto mi prendono delle crisi (chiamiamole così) talmente violente che ho solo voglia di chiudermi nel mio "buco nero", dove non posso far male a nessuno e nessuno può farne a me.
E' il mio modo di difendere me stessa e gli altri da me stessa.
Quando succede sono certa che non uscirò, invece finora, presto o tardi, sono sempre uscita.

In tutta fretta ho scritto la prima frase che mi veniva alla mente "This is the end, my (dear) friend", ho spento il cielo stellato, ho chiuso porte e finestre e lasciato la gigantesca immagine (ora rimpicciolita) di come mi sentivo in quel momento.

Qualcuno che non è qui mi ha scritto in privato: "meno male che ormai non ti voglio credere, quando chiudi", insieme ad altre parole di conforto. Ed io ho risposto d'istinto e convinta: "questa volta puoi credermi, tanto per quel che vale...".
Forse mi conosce più di quanto mi conosca io o quanto meno più di quanto mi conosca io quando sono chiusa nel "buco".

Grazie a tutti voi che avete avuto la pazienza di aspettarmi e a tutti coloro che si sono preoccupati per me: posso solo chiedere scusa, anche se le scuse non sono altro che una toppa messa su uno strappo.

20 Gennaio 2008. 11:51

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permalink | inviato da gatta nera il 18/1/2008 alle 19:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (29) | Versione per la stampa


5 dicembre 2007

Una giornata particolare.

 




"Come sei in tiro oggi!". Il mio collega A., trasandato come sempre, con l'occhio ammiccante, commenta, con le solite allusioni sottese, il mio aspetto.
Non ho assolutamente nulla di diverso dal giorno prima, anzi ho avuto anche poco tempo per curare quel minimo di trucco essenziale, per non avere l'aspetto di chi si è appena alzato dal letto.

Entra M., il professore più giovane e... Stesse parole: "Come sei in tiro oggi!". Cambia solo l'intonazione, più raffinata, mentre mi passa rapidamente in rassegna.
Sono seduta alla scrivania, quindi di me può vedere soltanto il golfino azzurro, la collana e gli orecchini turchesi e... Un'espressione serena, come se l'arcobaleno si fosse riflesso nei miei occhi.

Sì, è quello che mi fa apparire radiosa e me ne accorgo anch'io, specchiandomi in bagno, mentre mi lavo le mani dopo aver cambiato il toner della stampante di rete, tenendo il cellulare a portata di... Orecchio.
Stamattina mi sono alzata presto, senza il desiderio di rimanere sotto le coperte calde. La doccia, che subisco sempre malvolentieri nelle mattine invernali, per quei minuti di freddo prima che l'acqua, scivolando, scaldi il corpo sotto la pelle, è stata una piacevole sferzata.

Avrei dovuto prendere un caffè con l'amico arrivato ieri sera, prima che riparta per la sua città, ma mia madre, mio marito, mia cognata... Tutti, come sempre, hanno bisogno di parlarmi prima che esca e si è fatto tardi... Non posso proprio permettermi di non arrivare in orario al lavoro, soprattutto in questo periodo.
Dispiaciuta, mi rassegno a salutarlo al telefono, ma lui mi propone di passare da me in ufficio a metà mattina. Accetto volentieri, anche perché ci vediamo solo un paio di volte l'anno; ci scherziamo: una volta con il cappotto e una con le maniche corte!

Mentre percorro la strada verso Parma, osservo l'Appennino che si stende, color pervinca, lungo tutto l'orizzonte meridionale. Riconosco le varie cime e ne intravedo altre, solitamente nascoste. Il gigante del Cusna dorme come sempre disteso sul monte, accarezzato da un'alba splendente di luce bianca. E Il Cimone si staglia appuntito, una matita appena temperata.
Dal ponte sull'autostrada, lo sguardo comprende tutta la campagna, prima della città ormai vicina. Sembra che intorno ci sia aria di festa, ma è solo il mio stato d'animo che mi fa vedere tutto più bello e che, evidentemente, dà brio al mio viso.

Così, mentre ritorno alla mia postazione di lavoro, mi soffermo a pensare a quanto le nostre emozioni possano trasparire all'esterno. Sono minime variazioni di mimica che impariamo a riconoscere nei nostri simili e che ci trasmettono lo stato d'animo degli altri.
Lo sguardo opaco della mia vicina di stanza che risponde sottovoce al mio saluto, mi fa infatti chiaramente capire che è ancora sostenuta con me per una stupida questione, ma siccome ho la coscienza tranquilla, la cosa mi lascia indifferente.

Mi dedico alle fatture, alla chiusura dei conti, agli elenchi di studenti che devono sostenere esami o ai verbali di quelli già chiusi, rispondo alle telefonate... Infine il trillo del mio cellulare: "Sono qui giù, se scendi...". Allegra, annuncio in Sezione che esco per una breve pausa e gli vado incontro.
Prendiamo un'orribile bevanda alla macchinetta, ma almeno è calda, non quanto però i nostri sorrisi. Ci vediamo così raramente, ma la nostra è proprio una bella amicizia, di quelle su cui puoi contare nei momenti di sconforto, che ti fanno chiudere ridendo una giornata andata di traverso, che si litigano e si riprendono e che si raccontano da lontano la quotidianità.

Ogni volta c'è una familiarità rinnovata e ogni volta il piacere di potersi riabbracciare. Ci sentiamo un po' vecchi ragazzi in mezzo alla folla di studenti. Davanti a noi uno si china a prendere il bicchiere e lascia scoperta una fascia di pelle poco sopra le natiche, molto... poco sopra!
Sorridente il mio amico mi chiede, un po' divertito e un po' forse preoccupato: "Sono tutti futuri medici?"

Lo invito a rimanere un po' in ufficio con me e ci scambiamo gli ultimi minuti di chiacchiere a quattr'occhi. Sono fortunata perché posso gestire il mio lavoro con un minimo di autonomia che mi permette di recuperare, oltre l'orario di servizio, quanto non sono riuscita a finire.
Infine il commiato, un po' di rammarico, le raccomandazioni... E il definitivo stringersi delle mani.

Nel pomeriggio, mentre mi reco nella segreteria di Dipartimento, inaspettatamente scorgo il sindacalista che - lui solo - mi ha aiutato nei due anni di buio che ho vissuto, per meglio dire non vissuto, tempo fa. Ho saputo, un paio di giorni prima, che ha perso la moglie da alcuni mesi, ma ci siamo sentiti sempre più raramente, fino a non accorgerci che passavano tempi davvero lunghi.
D'istinto lo abbraccio e mi commuovo; è un tipo molto burbero, ma con l'animo tenero, che nasconde con tenacia. Il suo accento salernitano e quel suo modo di parlare lento, mentre gli occhi sorridono e si inumidiscono, mi sciolgono ulteriormente il cuore.

Più tardi mi trovo a considerare quanto sia cambiata. Fino a qualche anno fa mai avrei avuto un simile slancio! Piuttosto strana la resto sempre, questo è nei miei geni, tuttavia mi accorgo di essere in una fase di grande rivoluzione: saranno i cinquant'anni imminenti? Sarà che quando si invecchia ci si cura sempre meno di ciò che possono pensare gli altri e si comincia a fare quello che si desidera? Mah... E' anche vero quanto sosteneva una mia ex collega: "Tu trovi difficile comportarti in modo naturale e poi sorprendi con iniziative che gli altri avrebbero parecchie difficoltà a mettere in atto".

La giornata si chiude come al solito, all'interno della mia "comune": l'iniezione a mia madre, la micia da accudire e coccolare, la nipote più piccola che mi trotterella intorno e vuole giocare, mio marito che ritorna dal lavoro alle dieci e quaranta, qualche lavoretto e il sonno che, infine, mi prende con prepotenza.


                                                                                                    


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permalink | inviato da gatta nera il 5/12/2007 alle 23:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa


18 novembre 2007

Cerchi nell'acqua.

Car. X...........,
oggi, nel primo pomeriggio, avevo intenzione di scriverti, invece, come sempre, mi sono lasciata prendere da altri impegni. E' da un po' che mi ripropongo di farlo per bene, ma, come sai anche tu, manca sempre il tempo.

Poi mi sono detta che al tempo occorre dare delle priorità e che dovevo decidere se tu eri tra queste: per me lo sei ancora, al punto che ti trascuro.

Capita purtroppo che le persone che si considerano più vicine paghino lo scotto di essere lasciate in disparte, confidando che ti comprenderanno, che avranno pazienza. E così passano i giorni, i mesi e il rapporto si allenta come un elastico tenuto tirato troppo a lungo.

Ci si accorge, forse troppo tardi (spero non sia il nostro caso) che non si conosce più la persona da cui eravamo stati attratti e che lei non sa più chi siamo noi.

Se è vero che le amicizie "di rete" sono rette dalle parole e che sono tanto più profonde in quanto ci si scambiano pezzetti d'anima, che difficilmente faremmo trapelare in un rapporto tradizionale basato sull'incontro fisico, non solo scritto, è pur vero che, a maggior ragione, le amicizie cosiddette virtuali si scaldano e si nutrono necessariamente di parole e non di silenzi.

Ultimamente ci leggiamo e scriviamo nei rispettivi blog, come due qualsiasi conoscenze a cui aggiungiamo qualche bacio o qualche smile in più. Poche mail private, poche notizie in tutta fretta, come una pratica da sbrigare senza entusiasmo.
Sono forse state tutte quelle "conoscenze" che ci hanno allontanato? Una folla troppo vasta con la quale intrattenere rapporti di buon vicinato? Una piccola smania di visibilità, un simulacro di successo?

O forse leggerci in mezzo agli altri ci ha fatto apparire diversamente che a tu per tu: osservarci mentre ci confrontiamo con altri ci ha presentato una persona differente da quella che ci pareva di conoscere, per quanto si possa conoscere un altro individuo al di fuori di noi, che pure siamo per noi stessi un mistero da scoprire?                                            

Mi hai mandato due brevissime mail, quasi due sms via internet, in cui mi facevi notare scherzosamente che avevo "conquistato" un paio di bloggers: per me è stato come ricevere due pugni nello stomaco, uno dopo l'altro.

Quella faccina che strizza l'occhio in fondo alla riga non è bastata a lenire il doloroso stupore che ho provato. Probabilmente tu mi prendevi in giro amichevolmente, ma una punta di verità c'era dietro e magari non ne sei nemmeno consapevole.
 
In tutta sincerità, chi di noi bloggers sarebbe contento di pubblicare solo per sé, di non ricevere visite o alcun commento?  Positivo ci lusinga. Negativo ci spinge e costringe all'autocritica, se siamo intelligenti, allo scontro se siamo ottusi... Ma tutti desideriamo "un posto al sole".  Chi sostiene il contrario mente a se stesso. Però da qui a cercare di "conquistare" consensi... Non è il mio scopo.

Tuttavia tu mi hai fatto capire di non aver gradito che io uscissi dal "gruppo": con noi o contro di noi sembrava celare quel "scusa... ti ho sottovalutata".  Il fatto è che io non mi sento parte di un gruppo, non voglio o non voglio più schierarmi in modo manicheo. Sicuramente, se potessi, mi risponderesti che anche tu la pensi come me, che lo scambio di opinioni diverse ci migliora e sono certa della tua sincerità.
Eppure, eppure...  Quanto siamo liberi di rispondere solo a noi stessi? Quanto paghiamo le alleanze che stringiamo
?
Quanti non hanno mai pensato: "Se è amico di quello, non può essere amico mio"?

La mia lettera vuol essere come un sassolino in una pozzanghera: precipitare in un punto e sollevare intorno tanti cerchi interrogativi, cento e più motivi sui quali riflettere la propria immagine e stabilire se la verità sia quella specchiata o quella che si specchia.

Affettuosamente ;-)
gatta nera alias c...........


Per quanti desiderassero allo spasimo sapere chi sia il/la destinatario/a della suddetta mail, risponderò pirandellianamente: uno, nessuno e centomila.

Il destinatario è la maschera di un qualsiasi blogger, di chiunque vi si riconosca, magari di me stessa.
No, non contate il numero dei puntini dopo la X: sono 11, solo perché attualmente è il mio numero preferito.

Questa è una lettera verosimile, come la fantasia che insegue la realtà e questa  rincorre e supera la precedente, ragione per cui la fantasia si ispira alla realtà, ma più ancora quest'ultima alla prima, legittimandola.


                                                    


18 ottobre 2007

Dedicato.


Qualche giorno fa, passando come sempre a vedere se una delle mie amiche blogger aveva pubblicato qualcosa, anche un solo pensiero che testimoniasse che stava iniziando ad uscire dalle tenebre, ho trovato una sorpresa che mi ha fatto sussultare.

Dedicato a me (ne ho poi avuto la conferma), con il mio nome reale, c'era questo:

                                     


Probabilmente a qualcuno sembrerà un pensiero sdolcinato, qualcun altro considererà fra sé e sé che, pubblicandolo a mia volta, io voglia vantarmene, ma chi mi conosce almeno un pochino sa che non è vero.

Questo è un post che non richiede commenti. E' per me.
E' un dono che mi hanno fatto e che ho portato nella mia casa.
E' un segno che mi ricorda che anch'io, come ciascuno di noi, posso contare qualcosa.

Non so fino a che punto meritato, ma è un pensiero che mi aiuterà a rialzarmi ancora una volta.
Un ringraziamento che rinvio al mittente con affetto e reciproco incoraggiamento.
Una rosa che ha sparso il suo profumo.


                      


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permalink | inviato da gatta nera il 18/10/2007 alle 4:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


9 settembre 2007

Auguri per un anniversario.

                            


E' domenica anche oggi, come diciassette anni fa e la luce è la stessa: quella calda del primo Settembre.
Cosa stavi facendo alle 9 di quel 09.09.90, mattino domenicale di nebbia spruzzata di luce argentea e poi dissolta in raggi dorati?

Io indossavo l'abito e i guanti bianchi, davo una sistematina ai fiori tra i capelli e già stavo recitando, compresa nel mio personaggio.

Sei arrivato trafelato, mi hai scorto tra la gente e hai commentato, rivolto ad un invitato: "Come è bella!", anche tu, come me, attore completamente calato nella parte, fino a credere di essere nella realtà e non in una commedia.

Uno, nessuno, centomila... Chi e che cosa stavamo rappresentando?

Chissà se dopo diciassette anni farei ancora scrivere all'interno della fede nuziale "Uniti, forti e liberi" e tu faresti ancora incidere "Hai dipinto i miei sogni amore"?

Ridevano tutti della frase che avevo pensato per te, ma la concisione non è mai stato uno dei miei punti forti ed erano troppe le speranze che volevo esprimere.
Chi mi diceva che sembrava un motto fascista, chi lo slogan di una squadra di calcio.

Tu invece avevi scelto una frase ispirata ad una poesia di un libro di Tagore, che ti avevo prestato e la gente si congratulava per il tuo temperamento artistico, per il tuo animo poetico.
Senza accorgercene, ci eravamo scambiati i ruoli.

Forse lo credevi davvero, allora, che fossi la realizzazione dei tuoi sogni, ma come dai nostri anulari le vere sono sparite - la tua subito e la mia presto - senza acrimonia, senza un motivo particolare se non il peso di sentirsi "legati", così la realtà ci ha aggredito senza alcuna compassione: te senza preavviso e me che ne avevo presagito l'arrivo da tempo; nessuna attenuante.

Non ci sono stati sogni realizzati in questi diciassette anni, non ci sono stati liti furiose, ma un affetto profondo e agonizzante, un affetto che ancora fa male.

Non è colpa tua, non è a causa mia, semplicemente non siamo una coppia ben assortita, mentre potremmo essere due amici per la pelle.

E' questo che ti chiedo: salviamo la nostra amicizia e sacrifichiamo l'amore. Può essere un sentimento ben saldo anche il primo e sicuramente non fa soffrire come può fare il secondo.
Perché inseguendo un amore che è stato solo un falso miraggio noi rischiamo di non dare valore al grande affetto che ci unisce, al rispetto dell'altro, al poter contare sull'altro.

Questo il mio augurio per noi: che alla monotonia non subentri subdola l'indifferenza, che il silenzio rancoroso venga ucciso sul nascere da un colloquiare sereno e da una calorosa affettività. 

                                                                                    


7 agosto 2007

A come Amicizia.

 





Sovente mi sono chiesta cosa sia l'amicizia.
Per me è un sentimento quasi inesplorato, che mi ha inferto parecchie ferite e donato poche gioie; molto più numerose le disillusioni.

Mi è stato detto che tendo ad amare troppo e che questo atteggiamento spaventa; forse è così anche nelle amicizie, considerando gli scarsi risultati che ho ottenuto nella mia vita.

Il fatto è che io attribuisco a tal termine una valenza molto alta, quasi più che all'amore; o per meglio dire: non concepisco amore senza amicizia. 

E dunque cos'è l'amicizia, sulla quale tanto si è scritto fin dall'antichità?
Cosa distingue i semplici conoscenti dagli amici, dal momento che anche i primi ormai vengono onorati di tal nome?

Cosa l'amicizia gentile, cortese, semplice dall'Amicizia con la A maiuscola, come si suol dire?

Lo sbocciare in età giovanile e l'essere cresciuti insieme?  O ha pari dignità un'amicizia fra due anziani, conosciutisi durante una partita a bocce?  E quella - così attuale - sostenuta dagli scambi epistolari in internet si può definire tale?

E' la durata nel tempo?  L'intensità di incontri?  La profondità del sentimento? Ma un sentimento può divenire profondo anche se nasce in tarda età, anche se i momenti di contatto sono brevi e fugaci?

E cosa determina l'attrazione che poi si svilupperà in un legame amichevole? Stessi interessi? Medesimo background? Ambiente culturale simile?
No, non credo.
Forse una questione chimica, come pare sia per l'amore?

Talvolta mi è capitato di sentirmi definire "amica" da persone per le quali io nutro stima e simpatia, ma non quell'affetto profondo che giudico indispensabile per poter parlare di amicizia e di provare per questo un certo imbarazzo.

Ciò mi è successo soprattutto nei rapporti creatisi tramite la lettura dei blog. Le persone sono più o meno sempre le stesse: si formano delle aggregazioni, con varie propaggini, che girano intorno a pochi nuclei, tanto che se ci trovassimo tutti in una piazza, forse ci riconosceremmo anche senza esserci mai visti.

In ogni modo, mi accorgo che basta poco per essere incensati e accarezzati. In un primo momento questo mi infastidiva; ora ho imparato non a essere falsa, ma meno ritrosa di quanto sarei di natura.

Sto imparando però anche a fare una cernita, molto selettiva. Infatti a leggere e lasciare commenti sul mio blog non passa quasi più nessuno.  Non è soltanto perché è poco interessante, ma perché le "amicizie" vanno coltivate, altrimenti sublimano.  E questo io non so farlo a comando.

Nella vita reale non ho persone che considero amiche. Sì ho rapporti buoni o discreti con i colleghi, ci si fanno anche confidenze, si ride insieme, ma quando sono sola difficilmente penso a loro. Non voglio qui dilungarmi a spiegare il perché sia così isolata.

Mi succede invece di portare con me, durante la giornata, pochissime persone conosciute tramite i due blog che ho tenuto. Il rapporto che ho con ciascuno di loro è di diversa intensità, ma mi procura una tale gioia che non pensavo potesse accadermi sul far dell'autunno della vita.

Ero sul punto di parlarne, ma non lo farò.
Voglio lasciare tutte le domande che mi sono posta in sospeso... Per chi avrà la generosità di leggere e di aggiungere un proprio contributo.



                                                             

                                                              Alberto Cristini
                                                              Statua dell'Amicizia
       ________________


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permalink | inviato da gatta nera il 7/8/2007 alle 19:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
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"Oh Signora Threadgoode,
io mi sento troppo giovane

per essere vecchia
e troppo vecchia
per essere giovane!"
 
Fried green tomatoes
27 Dicembre 1991.


 

 "La donna nell'arte"

 

 

"Women in film"
 

 

Toutefois
l'amour vrai rare peut être,
il est moins ainsi que l'amitié vraie.

Per quanto
il vero amore possa esser raro,
lo è meno della vera amicizia. 

François Duc de La Rochefoucauld

 

 

 


 

 

 Non nascondere
il segreto del tuo cuore,
amico mio!
Dillo a me, solo a me,
in confidenza.
Tu che sorridi così gentilmente,
dimmelo piano,
il mio cuore lo ascolterà,
non le mie orecchie.
La notte è profonda,
la casa silenziosa,
i nidi degli uccelli
tacciono nel sonno.
Rivelami tra le lacrime esitanti,
tra sorrisi tremanti,
tra dolore e dolce vergogna,
il segreto del tuo cuore.

  Rabrindranath Tagore

                                     


    


    Le aleggiava sulle labbra
e le splendeva negli occhi
un sorriso tenero e radioso,
che pareva scaturire
dal cuore medesimo
della femminilità.

 
"La lettera scarlatta"
Nathaniel Hawthorne

 

 

                                               
 
                                                        
             Pierre Auguste Renoir
                 Spring bouquet, 1866


 
 


           

 

"Non permetterò a nessuno
 di mettermi in gabbia".


"Non voglio metterti in gabbia,
 io voglio amarti".

 

" E' la stessa cosa".



              
 

 

 

 


Sognare 

Fabia, sono Catullo.
Ti ricordi quando volevo baciarti
e non l'ho fatto?
Quando volevo toccarti
e non ho potuto?
Quando volevo portarti via
e me l'hanno impedito?
Ora ti sogno tutte le notti
e nessuno può farci nulla.

Da: Poesie d'amore
Enrico Galavotti

                                              
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Upgrade your email with 1000's of cool animations

Hanno alzato lo sguardo
a questo firmamento:


    


Adriana Libretti
Aidi
Aislinn
Ale (a destra)
Aleiorio
Alice
Alternativo 2
Amore di grafica - Kekkina
Anabasi
Animainviaggio
Annamarea - Anna Maria
Annie 80
Anelli di fumo - Sciltian
Ape_blog
Arciprete
Arraffagatto (Arfasatto-Serapione) - Elena
Attimo fuggente
Aurora 86
Barbarab
Baskerville *
Batlogreturns - Kia
Beppone
La casa di Beppone
Blue River - Mass(im)o
Bread & Roses - Simona
Broken clock
Calimero (Nuvolee)
Calma apparente - XaoS
Calzetta
Camera con vista - Claudia
Caravanserral (ex Il cavaliere
errante) - Nicola
Carezza invisibile - Irene
- ex BBMount
Carlo Rubboca *
Cat
Chiamami aquila
Coda di lupo - Gian Pietro
Concy 31
Cristiana G.
Darkismy
Devarim
Dimensione (distrattamente) Morgana - La bottega di spezie - Laura
Eleonora blog
Esperimento
Estrella Vanilla
Esseno - Giuseppe
Eta-beta - Gabriella
Ex Rastagirl- Dina *
Exit - Enrico
Exodus Raian - Mauro Dino *  (doppio link)
Fiore di campo - Gianna
Fort
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Testa bislacca - ex Senzapaura
Triton
Una perfetta stronza
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Viler - Vito
Violetta Color - Futura3000
W la matematica - Sebastiano
Zemzem
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1dobby8 - Monica
2 stella a destra







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                           *Luce del mattino
                           *La rosa sul fiume


                          


 

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   quando osservo un gatto
 che sta osservando qualcosa
  che io non riesco a vedere.

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