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E-le-stelle-stanno-a-guardare
Ricordi, rimorsi, rimpianti... suggestioni, impressioni, riflessioni di una gatta psicopatica.


Diario


11 giugno 2008

11.06.05 6+5=11

 


Le piccole scelte
cambiano
senza che ce ne rendiamo conto
il romanzo
della nostra vita.

*


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10 dicembre 2007

Pensieri come nebbia.





 

Nebbia fredda e bagnata, a celare il firmamento, a schermare i raggi del sole.

La luce ovattata e grigia del giorno scema presto nel buio sordo della notte.

La prospettiva del paesaggio circostante muta, trascina con sé i pensieri.

Tempo di silenzi,  tempo di riflessioni,  tempo di stanco raccoglimento.

Nebbia dal sapore antico di stagioni affastellate, come fascine umide.

Odore pregno di ricordi macerati: strati ammassati, foglie cadute.

Mi guarda negli occhi la gatta nera ed io guardo i suoi, smarriti.

Cosa c’è da dire? Il nostro tempo sta passando e lo capiamo.

Verranno le mattine candide di neve lucente e luce gelida.

Tornerà il verde dolce dei prati, dipinti di tepide corolle.

Come ci ritroverà la vita? Ancora, per sempre mutate.



                


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5 dicembre 2007

Una giornata particolare.

 




"Come sei in tiro oggi!". Il mio collega A., trasandato come sempre, con l'occhio ammiccante, commenta, con le solite allusioni sottese, il mio aspetto.
Non ho assolutamente nulla di diverso dal giorno prima, anzi ho avuto anche poco tempo per curare quel minimo di trucco essenziale, per non avere l'aspetto di chi si è appena alzato dal letto.

Entra M., il professore più giovane e... Stesse parole: "Come sei in tiro oggi!". Cambia solo l'intonazione, più raffinata, mentre mi passa rapidamente in rassegna.
Sono seduta alla scrivania, quindi di me può vedere soltanto il golfino azzurro, la collana e gli orecchini turchesi e... Un'espressione serena, come se l'arcobaleno si fosse riflesso nei miei occhi.

Sì, è quello che mi fa apparire radiosa e me ne accorgo anch'io, specchiandomi in bagno, mentre mi lavo le mani dopo aver cambiato il toner della stampante di rete, tenendo il cellulare a portata di... Orecchio.
Stamattina mi sono alzata presto, senza il desiderio di rimanere sotto le coperte calde. La doccia, che subisco sempre malvolentieri nelle mattine invernali, per quei minuti di freddo prima che l'acqua, scivolando, scaldi il corpo sotto la pelle, è stata una piacevole sferzata.

Avrei dovuto prendere un caffè con l'amico arrivato ieri sera, prima che riparta per la sua città, ma mia madre, mio marito, mia cognata... Tutti, come sempre, hanno bisogno di parlarmi prima che esca e si è fatto tardi... Non posso proprio permettermi di non arrivare in orario al lavoro, soprattutto in questo periodo.
Dispiaciuta, mi rassegno a salutarlo al telefono, ma lui mi propone di passare da me in ufficio a metà mattina. Accetto volentieri, anche perché ci vediamo solo un paio di volte l'anno; ci scherziamo: una volta con il cappotto e una con le maniche corte!

Mentre percorro la strada verso Parma, osservo l'Appennino che si stende, color pervinca, lungo tutto l'orizzonte meridionale. Riconosco le varie cime e ne intravedo altre, solitamente nascoste. Il gigante del Cusna dorme come sempre disteso sul monte, accarezzato da un'alba splendente di luce bianca. E Il Cimone si staglia appuntito, una matita appena temperata.
Dal ponte sull'autostrada, lo sguardo comprende tutta la campagna, prima della città ormai vicina. Sembra che intorno ci sia aria di festa, ma è solo il mio stato d'animo che mi fa vedere tutto più bello e che, evidentemente, dà brio al mio viso.

Così, mentre ritorno alla mia postazione di lavoro, mi soffermo a pensare a quanto le nostre emozioni possano trasparire all'esterno. Sono minime variazioni di mimica che impariamo a riconoscere nei nostri simili e che ci trasmettono lo stato d'animo degli altri.
Lo sguardo opaco della mia vicina di stanza che risponde sottovoce al mio saluto, mi fa infatti chiaramente capire che è ancora sostenuta con me per una stupida questione, ma siccome ho la coscienza tranquilla, la cosa mi lascia indifferente.

Mi dedico alle fatture, alla chiusura dei conti, agli elenchi di studenti che devono sostenere esami o ai verbali di quelli già chiusi, rispondo alle telefonate... Infine il trillo del mio cellulare: "Sono qui giù, se scendi...". Allegra, annuncio in Sezione che esco per una breve pausa e gli vado incontro.
Prendiamo un'orribile bevanda alla macchinetta, ma almeno è calda, non quanto però i nostri sorrisi. Ci vediamo così raramente, ma la nostra è proprio una bella amicizia, di quelle su cui puoi contare nei momenti di sconforto, che ti fanno chiudere ridendo una giornata andata di traverso, che si litigano e si riprendono e che si raccontano da lontano la quotidianità.

Ogni volta c'è una familiarità rinnovata e ogni volta il piacere di potersi riabbracciare. Ci sentiamo un po' vecchi ragazzi in mezzo alla folla di studenti. Davanti a noi uno si china a prendere il bicchiere e lascia scoperta una fascia di pelle poco sopra le natiche, molto... poco sopra!
Sorridente il mio amico mi chiede, un po' divertito e un po' forse preoccupato: "Sono tutti futuri medici?"

Lo invito a rimanere un po' in ufficio con me e ci scambiamo gli ultimi minuti di chiacchiere a quattr'occhi. Sono fortunata perché posso gestire il mio lavoro con un minimo di autonomia che mi permette di recuperare, oltre l'orario di servizio, quanto non sono riuscita a finire.
Infine il commiato, un po' di rammarico, le raccomandazioni... E il definitivo stringersi delle mani.

Nel pomeriggio, mentre mi reco nella segreteria di Dipartimento, inaspettatamente scorgo il sindacalista che - lui solo - mi ha aiutato nei due anni di buio che ho vissuto, per meglio dire non vissuto, tempo fa. Ho saputo, un paio di giorni prima, che ha perso la moglie da alcuni mesi, ma ci siamo sentiti sempre più raramente, fino a non accorgerci che passavano tempi davvero lunghi.
D'istinto lo abbraccio e mi commuovo; è un tipo molto burbero, ma con l'animo tenero, che nasconde con tenacia. Il suo accento salernitano e quel suo modo di parlare lento, mentre gli occhi sorridono e si inumidiscono, mi sciolgono ulteriormente il cuore.

Più tardi mi trovo a considerare quanto sia cambiata. Fino a qualche anno fa mai avrei avuto un simile slancio! Piuttosto strana la resto sempre, questo è nei miei geni, tuttavia mi accorgo di essere in una fase di grande rivoluzione: saranno i cinquant'anni imminenti? Sarà che quando si invecchia ci si cura sempre meno di ciò che possono pensare gli altri e si comincia a fare quello che si desidera? Mah... E' anche vero quanto sosteneva una mia ex collega: "Tu trovi difficile comportarti in modo naturale e poi sorprendi con iniziative che gli altri avrebbero parecchie difficoltà a mettere in atto".

La giornata si chiude come al solito, all'interno della mia "comune": l'iniezione a mia madre, la micia da accudire e coccolare, la nipote più piccola che mi trotterella intorno e vuole giocare, mio marito che ritorna dal lavoro alle dieci e quaranta, qualche lavoretto e il sonno che, infine, mi prende con prepotenza.


                                                                                                    


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5 novembre 2007

Poesia "Alla vita".





ALLA VITA

Nazim Hikmet

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla è più bello, più vero della vita
.

Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia
.





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"Oh Signora Threadgoode,
io mi sento troppo giovane

per essere vecchia
e troppo vecchia
per essere giovane!"
 
Fried green tomatoes
27 Dicembre 1991.


 

 "La donna nell'arte"

 

 

"Women in film"
 

 

Toutefois
l'amour vrai rare peut être,
il est moins ainsi que l'amitié vraie.

Per quanto
il vero amore possa esser raro,
lo è meno della vera amicizia. 

François Duc de La Rochefoucauld

 

 

 


 

 

 Non nascondere
il segreto del tuo cuore,
amico mio!
Dillo a me, solo a me,
in confidenza.
Tu che sorridi così gentilmente,
dimmelo piano,
il mio cuore lo ascolterà,
non le mie orecchie.
La notte è profonda,
la casa silenziosa,
i nidi degli uccelli
tacciono nel sonno.
Rivelami tra le lacrime esitanti,
tra sorrisi tremanti,
tra dolore e dolce vergogna,
il segreto del tuo cuore.

  Rabrindranath Tagore

                                     


    


    Le aleggiava sulle labbra
e le splendeva negli occhi
un sorriso tenero e radioso,
che pareva scaturire
dal cuore medesimo
della femminilità.

 
"La lettera scarlatta"
Nathaniel Hawthorne

 

 

                                               
 
                                                        
             Pierre Auguste Renoir
                 Spring bouquet, 1866


 
 


           

 

"Non permetterò a nessuno
 di mettermi in gabbia".


"Non voglio metterti in gabbia,
 io voglio amarti".

 

" E' la stessa cosa".



              
 

 

 

 


Sognare 

Fabia, sono Catullo.
Ti ricordi quando volevo baciarti
e non l'ho fatto?
Quando volevo toccarti
e non ho potuto?
Quando volevo portarti via
e me l'hanno impedito?
Ora ti sogno tutte le notti
e nessuno può farci nulla.

Da: Poesie d'amore
Enrico Galavotti

                                              
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Upgrade your email with 1000's of cool animations

Hanno alzato lo sguardo
a questo firmamento:


    


Adriana Libretti
Aidi
Aislinn
Ale (a destra)
Aleiorio
Alice
Alternativo 2
Amore di grafica - Kekkina
Anabasi
Animainviaggio
Annamarea - Anna Maria
Annie 80
Anelli di fumo - Sciltian
Ape_blog
Arciprete
Arraffagatto (Arfasatto-Serapione) - Elena
Attimo fuggente
Aurora 86
Barbarab
Baskerville *
Batlogreturns - Kia
Beppone
La casa di Beppone
Blue River - Mass(im)o
Bread & Roses - Simona
Broken clock
Calimero (Nuvolee)
Calma apparente - XaoS
Calzetta
Camera con vista - Claudia
Caravanserral (ex Il cavaliere
errante) - Nicola
Carezza invisibile - Irene
- ex BBMount
Carlo Rubboca *
Cat
Chiamami aquila
Coda di lupo - Gian Pietro
Concy 31
Cristiana G.
Darkismy
Devarim
Dimensione (distrattamente) Morgana - La bottega di spezie - Laura
Eleonora blog
Esperimento
Estrella Vanilla
Esseno - Giuseppe
Eta-beta - Gabriella
Ex Rastagirl- Dina *
Exit - Enrico
Exodus Raian - Mauro Dino *  (doppio link)
Fiore di campo - Gianna
Fort
Forum valdese
Fotogramma
Francesca01
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Garbage
Gatta randagia
Ghezzi Christian
Glitter my passion
Grillo (parlante)
Hellsnymph
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HeavenonEarth - Marco
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Il cavaliere errante - Nicola
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Il gatto silver
Il laicista
Il laicista 2
Il pane e le rose - Aradia - Simona
ImPrecario
Io e lui - Susy
Ivan Jaacov Steinberger   *
Kurtz
La chiesa delle storie - Roberto
La donna che visse più volte
La mia nuova casa
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La rosa in più - Salvatore
La scrittura creativa - Francesca
Le silence de la musique
Liberi di essere
Lupo abruzzese - Giovanni
Maralai - Mario
Marcello *?
Mia Essenza
Mietta - Maria Antonietta
Mokella
Mostro Joe
My sweet gloom
Non lo dico
Note bianche
Ombra
Paolo
Paparazza
Passerotta
Pdecaspita - Pietro *
Peana
Penelope 1951 - Elena
Per sbaglio - Adriana
Petali di antehemis
Piccoli soli arancioni - Lia
Pink and dark elf
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Pyperita
Raffaella Del Greco
Rosa bianca
Rumore di niente
Sabrina di Napoli
Sbriciolina
Senzanomealcuno
Senzapaura - Dyo(tana) - Nicoletta
Sinistra maldestra - Damiano
Skan's exexperiences
Specchio
Stefania 75
Testa bislacca - ex Senzapaura
Triton
Una perfetta stronza
Valigetta
Vedere oltre
Veglie
Vent mauvais
Vetro
Viler - Vito
Violetta Color - Futura3000
W la matematica - Sebastiano
Zemzem
Zlatan - Pino Giuseppe *
1dobby8 - Monica
2 stella a destra







Ivan Jacoov Steinberger

 



        

         Odùsseia 360°   e

Yahoo Answers Odùsseia




                           -  HOMOLAICUS
                           - Amici di Misurina

                           *Luce del mattino
                           *La rosa sul fiume


                          


 

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   quando osservo un gatto
 che sta osservando qualcosa
  che io non riesco a vedere.

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             Il disagio mentale

 

 



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