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E-le-stelle-stanno-a-guardare
Ricordi, rimorsi, rimpianti... suggestioni, impressioni, riflessioni di una gatta psicopatica.


Poesia


22 febbraio 2009

L'Albero degli amici.

 

 

Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici
per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino.

Alcuni percorrono il cammino al nostro fianco,
vedendo molte lune passare,
gli altri li vediamo appena tra un passo e l'altro.

Tutti li chiamiamo amici e ce sono di molti tipi.
Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta uno dei nostri amici.


I primi che nascono sono
il nostro amico papà e la nostra amica mamma,
che ci mostrano cosa è la vita.
Dopo vengono gli amici fratelli,
con i quali dividiamo il nostro spazio
affinché possano fiorire come noi.
Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che
rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene.


Ma il destino ci presenta ad altri amici
che non sapevamo avrebbero incrociato il nostro cammino.
Molti di loro li chiamiamo amici dell'anima, del cuore.
Sono sinceri, sono veri.
Sanno quando non stiamo bene, sanno cosa ci fa felici.
E alle volte uno di questi amici dell'anima
si infila nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato.
Egli dà luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra, salti ai nostri piedi.


Ma ci sono anche quegli amici di passaggio,
talvolta una vacanza o un giorno o un'ora.
Essi collocano un sorriso nel nostro viso
per tutto il tempo che stiamo con loro.

Non possiamo dimenticare gli amici distanti,
quelli che stanno nelle punte dei rami
e che quando il vento soffia appaiono sempre tra una foglia e l'altra.


Il tempo passa, l'estate se ne va, l'autunno si avvicina
e perdiamo alcune delle nostre foglie,
alcune nascono l'estate dopo, e altre permangono per molte stagioni.
Ma quello che ci lascia felici è che
 le foglie che sono cadute continuano a vivere con noi,
alimentando le nostre radici con allegria.
Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando
incrociarono il nostro cammino.


Ti auguro, foglia del mio albero,
pace, amore, fortuna e prosperità.
Oggi e sempre... semplicemente
perché ogni persona che passa nella nostra vita è unica.
Sempre lascia un poco di sé e prende un poco di noi.
Ci saranno quelli che prendono molto,
ma non ci sarà chi non lascia niente.

Questa è la maggior responsabilità della nostra vita
e la prova evidente che due anime
non si incontrano per caso.

*

La carta viene dal Venezuela
è stata scritta da Paul Montes
un missionario sud-americano.

*


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9 settembre 2008

La rosa bianca.

La rosa bianca







Coglierò per te

l'ultima rosa del giardino,

la rosa bianca che fiorisce

nelle prime nebbie.

Le avide api l'hanno visitata

sino a ieri,

ma è ancora così dolce

che fa tremare.

E' un ritratto di te a trent'anni,

un po' smemorata, come tu sarai allora.





Attilio Bertolucci


Da
:   Fuochi in Novembre








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13 luglio 2008

Corpo di donna. Pablo Neruda

 



Corpo di donna...


Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
assomigli al mondo nel tuo gesto di abbandono.
Il mio corpo di rude contadino ti scava
e fa scaturire il figlio dal fondo della terra.

Fui solo come un tunnel. Da me fuggivano gli uccelli
e in me irrompeva la notte con la sua potente invasione.
Per sopravvivere a me stesso ti forgiai come un'arma,
come freccia al mio arco, come pietra per la mia fionda.

Ma viene l'ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.
Ah le coppe del seno! Ah gli occhi d'assenza!
Ah le rose del pube! Ah la tua voce lenta e triste!

Corpo della mia donna, resterò nella tua grazia.
Mia sete, mia ansia senza limite, mio cammino incerto!
Rivoli oscuri dove la sete eterna rimane,
e la fatica rimane, e il dolore infinito.


da:  "Venti poesie d'amore e una canzone disperata"







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7 luglio 2008

Sogni.


 


 

NON RESPINGERE I SOGNI PERCHE' SONO SOGNI

Non respingere i sogni perché sono sogni.
Tutti i sogni possono
essere realtà, se il sogno non finisce.
La realtà è un sogno.
Se sogniamo
che la pietra è pietra, questo è la pietra.
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l'acqua, cristallina.
La realtà traveste
il sogno, e dice:
"Io sono il sole, i cieli, l'amore".
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola.
Sognare è il mezzo che l'anima ha
perché non le fugga mai
ciò che fuggirebbe se smettessimo
di sognare che è realtà ciò che non esiste.
Muore solo
un amore che ha smesso di essere sognato
fatto materia e che si cerca sulla terra.

Pedro Salinas





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3 luglio 2008

Poesie.


Sono passata da "casa", invitata da   
Fioredicampo   
per partecipare ad una catena di poesie...

Come potevo rifiutare?  Adoro la poesia, pur se mi accosto ad essa, come alle altre arti, in modo emozionale e non acculturato.

E soprattutto, come potevo dire di no alla mia cara, ormai "vecchia" amica...?

La cosa più difficile è stata decidere cosa pubblicare: alla fine ho scelto di rimanere sul classico.

Le nomination? Alcuni dei miei antichi contatti sono già stati nominati da Fiore...


E poi non vorrei tornare ed essere immediatamente invadente.
 

Facciamo così: chi passa di qui e apprezza le poesie che ho pubblicato e lo spirito della catena, aderirà nel proprio blog, magari facendomene cenno acciocché io possa ricambiare la visita...

Regolamento:

1 - Scrivere il nome di almeno cinque poeti di ogni tempo e luogo dei quali si è innamorati.
2 - Citare alcuni versi significativi di almeno uno dei poeti elencati.
3 - In aggiunta o in alternativa al punto 2 citare un proprio componimento poetico,
     o anche soltanto alcuni versi di esso.
4 - Per i veri patiti dell'arte poetica, sarebbe gradito un componimento,
     anche brevissimo, appositamente creato e pubblicato: no, decisamente non ne sono in grado!
5 - Infine incatenare altri bloggers raccomandando il rispetto di queste semplici regole.

 


Questi i poeti e le poesie che ho scelto, con notevole imbarazzo,

avendo dovuto tralasciare tante splendide opere e sommi autori...








    Giacomo Leopardi
        La mia passione giovanile

    Canti. XII
L'infinito
      

    Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
    e questa siepe, che da tanta parte
    dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
    Ma sedendo e mirando, interminati
    spazi di là da quella, e sovrumani
    silenzi, e profondissima quïete
    io nel pensier mi fingo, ove per poco
    il cor non si spaura. E come il vento
    odo stormir tra queste piante, io quello
    infinito silenzio a questa voce
    vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
    e le morte stagioni, e la presente
    e viva, e il suon di lei. Così tra questa
    immensità s'annega il pensier mio:
    e il naufragar m'è dolce in questo mare.
 

 




Canti. XIII -
La sera del dì di festa.

Dolce e chiara è la notte e senza vento, 
E queta sovra i tetti e in mezzo agli orti
Posa la luna, e di lontan rivela
Serena ogni montagna. O donna mia,
Già tace ogni sentiero, e pei balconi
Rara traluce la notturna lampa:
Tu dormi, che t'accolse agevol sonno
Nelle tue chete stanze; e non ti morde
Cura nessuna; e già non sai nè pensi
Quanta piaga m'apristi in mezzo al petto.
Tu dormi: io questo ciel, che sì benigno
Appare in vista, a salutar m'affaccio,
E l'antica natura onnipossente,
Che mi fece all'affanno. A te la speme
Nego, mi disse, anche la speme; e d'altro
Non brillin gli occhi tuoi se non di pianto.
Questo dì fu solenne: or da' trastulli
Prendi riposo; e forse ti rimembra
In sogno a quanti oggi piacesti, e quanti
Piacquero a te: non io, non già, ch'io speri,
Al pensier ti ricorro. Intanto io chieggo
Quanto a viver mi resti, e qui per terra
Mi getto, e grido, e fremo. Oh giorni orrendi
In così verde etate! Ahi, per la via
Odo non lunge il solitario canto
Dell'artigian, che riede a tarda notte,
Dopo i sollazzi, al suo povero ostello;
E fieramente mi si stringe il core,
A pensar come tutto al mondo passa,
E quasi orma non lascia. Ecco è fuggito
Il dì festivo, ed al festivo il giorno
Volgar succede, e se ne porta il tempo
Ogni umano accidente. Or dov'è il suono
Di que' popoli antichi? or dov'è il grido
De' nostri avi famosi, e il grande impero
Di quella Roma, e l'armi, e il fragorio
Che n'andò per la terra e l'oceano?
Tutto è pace e silenzio, e tutto posa
Il mondo, e più di lor non si ragiona.
Nella mia prima età, quando s'aspetta
Bramosamente il dì festivo, or poscia
Ch'egli era spento, io doloroso, in veglia,
Premea le piume; ed alla tarda notte
Un canto che s'udia per li sentieri
Lontanando morire a poco a poco,
Già similmente mi stringeva il core.
 






Ugo Foscolo

A Zacinto
una delle prime poesie imparate
a memoria per averle tanto lette

Né più mai toccherò le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell'onde
del greco mar da cui vergine nacque

Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l'inclito verso di colui che l'acque

cantò fatali, ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse

Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra; a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura.






Giuseppe Ungaretti
La potenza dell'ermetismo e non solo...


12 Settembre 1966
 
Sei comparsa al portone
in un vestito rosso
per dirmi che sei fuoco
che consuma e riaccende.

Una spina mi ha punto
delle tue rose rosse
perchè succhiasse al dito,
come già tuo, il mio sangue.

Percorremmo la strada
che lacera il rigoglio
della selvaggia altura,
ma già da molto tempo
sapevo che soffrendo con temeraria fede,
l'età per vincere non conta.

Era di lunedì,
per stringerci le mani
e parlare felici
non si trovò rifugio
che in un giardino triste
della città convulsa. 






Soldati

Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie
 




Mattina

M'illumino
d'immenso







                   

     

 
Gaius Valerius Catullus
L'amore non cambia nei secoli

Carme V

Vivamus mea Lesbia, atque amemus,
rumoresque senum severiorum
Omnes unius aestimemus assis!
soles occidere et redire possunt:
nobis cum semel occidit brevis lux,
nox est perpetua una dormienda.
Da mihi basia mille, deinde centum,
deinde mille altera, deinde secunda centum,
deinde usque altera mille, deinde centum.

Deinde, cum milia multa fecerimus,
conturbabimus illa, ne sciamus,
aut ne quis malus invidere possit,
cum tantum sciat esse basiorum. 
           *** * *** * ***

Viviamo, mia Lesbia, e amiamo
e ogni mormorio perfido dei vecchi
valga per noi la più vile moneta.
Il giorno può morire e poi risorgere,
ma quando muore il nostro breve giorno,
una notte infinita dormiremo.
Tu dammi mille baci, e quindi cento,
poi dammene altri mille, e quindi cento,
quindi mille continui, e quindi cento.
E quando poi saranno mille e mille
nasconderemo il loro vero numero,
che non getti il malocchio l'invidioso
per un numero di baci così alto.

Traduzione di Salvatore Quasimodo




 
Carme LXXXV

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior. 


L'odio e l'adoro. Perché ciò faccia, se forse mi chiedi,
io, nol so: ben so tutta pena che n'ho. 
Traduzione di G. Pascoli

Odio e amo. Forse chiederai come sia possibile;
non so, ma è proprio così e mi tormento. 
Traduzione di S. Quasimodo

Odio e amo. Come vi riesca, forse chiedi.
Non so, ma sento che avviene e mi tormento.
Traduzione personale (indegnamente) 





Dante Alighieri


La Divina Commedia - Inferno - Canto V

(omissis)  

Poscia ch’io ebbi il mio dottore udito

nomar le donne antiche e ’ cavalieri,

pietà mi giunse, e fui quasi smarrito.

I’ cominciai: “Poeta, volontieri

parlerei a quei due che ’nsieme vanno,

e paion sì al vento esser leggeri”.

Ed elli a me: “Vedrai quando saranno

più presso a noi; e tu allor li priega

per quello amor che i mena, ed ei verranno”.

Sì tosto come il vento a noi li piega,

mossi la voce: “O anime affannate,

venite a noi parlar, s’altri nol niega!”.

Quali colombe dal disio chiamate

con l’ali alzate e ferme al dolce nido

vegnon per l’aere dal voler portate;

cotali uscir de la schiera ov’è Dido,

a noi venendo per l’aere maligno,

sì forte fu l’affettüoso grido.

“O animal grazïoso e benigno

che visitando vai per l’aere perso

noi che tignemmo il mondo di sanguigno,

se fosse amico il re de l’universo,

noi pregheremmo lui de la tua pace,

poi c’hai pietà del nostro mal perverso.

Di quel che udire e che parlar vi piace,

noi udiremo e parleremo a voi,

mentre che ’l vento, come fa, ci tace.

Siede la terra dove nata fui

su la marina dove ’l Po discende

per aver pace co’ seguaci sui.

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,

prese costui de la bella persona

che mi fu tolta; e ’l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Amor condusse noi ad una morte.

Caina attende chi a vita ci spense”.

Queste parole da lor ci fuor porte.

Quand’io intesi quell’anime offense,

china’ il viso e tanto il tenni basso,

fin che ’l poeta mi disse: “Che pense?”.

Quando rispuosi, cominciai: “Oh lasso,

quanti dolci pensier, quanto disio

menò costoro al doloroso passo!”.

Poi mi rivolsi a loro e parla’ io,

e cominciai: “Francesca, i tuoi martìri

a lagrimar mi fanno tristo e pio.

Ma dimmi: al tempo d’i dolci sospiri,

a che e come concedette amore

che conosceste i dubbiosi disiri?”.

E quella a me: “Nessun maggior dolore

che ricordarsi del tempo felice

ne la miseria; e ciò sa ’l tuo dottore.

Ma s’a conoscer la prima radice

del nostro amor tu hai cotanto affetto,

dirò come colui che piange e dice.

Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lancialotto come amor lo strinse;

soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disïato riso

esser basciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi basciò tutto tremante.

Galeotto fu ’l libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo avante”.

Mentre che l’uno spirto questo disse,

l’altro piangëa; sì che di pietade

io venni men così com’io morisse.

E caddi come corpo morto cade.






            



        Saffo

            Frammento 31 Voigt (= 2 Gallavotti)

                Mi appare simile agli dei
                essere quell'uomo, che di fronte a te
                siede e da presso ti ascolta
                parlare dolcemente

                e ridere con grazia, e questo il mio
                cuore nel petto sconvolge;
                come infatti ti vedo, subito mi pare
                di non poter piú parlare,

                ma la lingua si spezza, e sottile,
                subito, sotto la pelle un fuoco mi corre,
                cogli occhi nulla vedo, ronzano
                le orecchie,

                e sudore freddo mi domina, un tremito
                tutta mi pervade, piú pallida dell'erba
                sono, dalla morte poco diversa
                appaio a me stessa.

                Ma tutto è sopportabile,
                poiché anche le miserie [...]

                  

  

                                                                        


                                     Paul Verlaine


                                                      Il pleure dans mon coeur 

                                                                             Il pleure dans mon cœur 
                                                                             Comme il pleut sur la ville; 
                                                                             Quelle est cette langueur 
                                                                             Qui pénètre mon coeur? 

                                                                    Ô bruit doux de la pluie 
                                                                    Par terre et sur les toits! 
                                                                    Pour un cœur qui s'ennuie, 
                                                                    Ô le chant de la pluie! 

                                                                            Il pleure sans raison 
                                                                            Dans ce cœur qui s'écœure. 
                                                                            Quoi ! nulle trahison...? 
                                                                            Ce deuil est sans raison. 

                                                                    C'est bien la pire peine 
                                                                    De ne savoir pourquoi 
                                                                    Sans amour et sans haine 
                                                                    Mon cœur a tant de peine!




Piange il mio cuore

Piange il mio cuore
Come piove sulla città
Cos'è questo languore
Che penetra il mio cuore?

O dolce rumore della pioggia
Sulla terra e sopra i tetti!
Per un cuore che s'annoia,
Oh, il canto della pioggia

Piange senza ragione
Questo cuore che s'accora.
Che! Nessun tradimento...?
E' un lutto senza ragione.

Ed è la peggior pena
Non sapere perché
Senza odio e senza amore
Il mio cuore ha tanta pena! 


                                                    En sourdine

                                                                Calmes dans le demi-jour
                                                                Que les branches hautes font,
                                                                Pénétrons bien notre amour
                                                                De ce silence profond.

                                                                    Fondons nos âmes, nos cœurs
                                                                    Et nos sens extasiés,
                                                                    Parmi les vagues langueurs
                                                                    Des pins et des arbousiers.

                                                                Ferme tes yeux à demi,
                                                                Croise tes bras sur ton sein,
                                                                Et de ton coeur endormi
                                                                Chasse à jamais tout dessein.

                                                                    Laissons-nous persuader
                                                                    Au souffle berceur et doux,
                                                                    Qui vient à tes pieds rider
                                                                    Les ondes de gazon roux.

                                                                Et quand, solennel, le soir
                                                                Des chênes noirs tombera,
                                                                Voix de notre désespoir,
                                                                Le rossignol chantera. 




    In sordina

    Calmi nella penombra 
    che gli alti rami spargono
    penetriamo il nostro amore 
    di questo silenzio profondo.

        Uniamo le nostre anime, i cuori 
        ed i sensi in estasi,
        in mezzo ai vaghi languori 
        dei pini e dei corbezzoli.

    Socchiudi gli occhi,
    incrocia le braccia sul seno,
    e dal tuo cuore assopito 
    scaccia per sempre ogni progetto.

        Lasciamoci persuadere 
        al dolce soffio che culla
        e che ai tuoi piedi viene ad increspare 
        le onde di erba rossa.

    E quando, solenne, la sera 
    cadrà dalle nere querce,
    voce della nostra disperazione 
    l'usignolo canterà.




                                  


Jacques Prévert

Sables mouvants

Démons et merveilles
Vents et marées
Au loin déjà la mer s'est retirée
Démons et merveilles
Vents et marées
Et toi
Comme une algue doucement carressée par le vent
Dans les sables du lit tu remues en rêvant
Démons et merveilles
Vents et marées
Au loin déjà la mer s'est retirée
Mais dans tes yeux entrouverts
Deux petites vagues sont restées
Démons et merveilles
Vents et marées
Deux petites vagues pour me noyer.





Sabbie mobili

Dèmoni e meraviglie
Venti e maree
S'è ritirato già il mare in lontananza
E tu
Come alga dolcemente dal vento accarezzata
Nelle sabbie del letto ti agiti sognando
Dèmoni e meraviglie
Venti e maree
Il mare s'è ritirato già in lontananza
Ma nei tuoi occhi socchiusi
Due piccole onde son rimaste
Dèmoni e meraviglie
Venti e maree
Due piccole onde per farmi annegare.





Alicante

Une orange sur la table
Ta robe sur le tapis
Et toi dans mon lit
Doux présent du présent
Fraîcheur de la nuit
Chaleur de ma vie.
 

Alicante

Un'arancia sul tavolo
Il tuo vestito sul tappeto
E nel mio letto, tu
Dolce dono del presente
Frescura della notte
Calore della mia vita.






          
                Nazim Hikmet


                            Anima mia

                                    Anima mia
                                    chiudi gli occhi 
                                    piano piano
                                    e come s’affonda nell’acqua
                                    immergiti nel sonno
                                    nuda e vestita di bianco
                                    il più bello dei sogni
                                    ti accoglierà
                                    anima mia 
                                    chiudi gli occhi 
                                    piano piano
                                    abbandonati come nell’arco delle mie braccia 
                                    nel tuo sonno non dimenticarmi
                                    chiudi gli occhi pian piano 
                                    i tuoi occhi marroni 
                                    dove brucia una fiamma verde 
                                    anima mia.



Ti amo come se mangiassi il pane

Ti amo come se mangiassi il pane
spruzzandolo di sale 
come se alzandomi la notte bruciante di febbre 
bevessi l'acqua con le labbra sul rubinetto 
ti amo come guardo il pesante sacco della posta 
non so che cosa contenga e da chi pieno di gioia 
pieno di sospetto agitato 
ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo 
ti amo come qualche cosa che si muove in me quando il 
crepuscolo scende su Istanbul poco a poco 
ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.






Rabindranath Tagore


Da 
Gitanjali
 

Non celare
il segreto del tuo cuore,
amico mio!
Dillo a me, solo a me,
in segreto.
Tu che sorridi così gentilmente,
dimmelo piano,
il mio cuore lo ascolterà,
non le mie orecchie.
La notte è profonda,
la casa silenziosa,
i nidi degli uccelli
son coperti di sonno.
Rivelami tra le lacrime esitanti,
tra sorrisi tremanti,
tra dolore e dolce vergogna,
il segreto del tuo cuore.




Da
Petali sulle ceneri

Amica mia, questa sera
mi sembra che,
attraverso mondi innominabili
dove già siamo vissuti,
abbiamo lasciato
il ricordo della nostra unione,
Tu e Io.
Quando leggo antiche
leggende, ispirate
da passioni spente, oggi,
mi sembra che una volta
eravamo una persona sola,
Tu e Io
e che la memoria ritorni
a quel tempo...

Immagino che il mattino,
che trasfigurava
la terra in secoli annullati,
abbia introdotto
ancora qualche ragione
nel tuo cuore, come nel mio.
Perché il nostro cuore
rimane eternamente giovane
nella vecchiaia delle ere,
e l’universo intero
diventa così testimone
del nostro amore.





Da Il Giardiniere

Io ti amo, amore mio, perdona il mio amore.
Sono presa come un uccello, smarrito lungo la via.
Quando il mio cuore fu scosso e perse il suo velo,
rimase nudo.Coprilo con la tua pietà, amore mio,

e perdona il mio cuore.
Se non puoi amarmi, amore mio, perdona il mio dolore.
Non guardarmi sdegnato, da lontano.
Tornerò nel mio cantuccio e siederò al buio.

Con entrambe le mani coprirò
la mia nuda vergogna.
Volgi la testa, amore mio, e perdona il mio dolore.
Se mi ami, amor mio, perdona la mia gioia.

Quando il mio cuore è trascinato dal vortice
della felicità, non ridere della mia tenerezza.
Quando siedo sul mio trono e ti tiranneggio

col mio amore, o quando, come una dea,
ti concedo la mia grazia, sopporta il mio orgoglio,
amore mio, e perdona la mia felicità.




 


16 marzo 2008

Rosa fresca aulentissima...






Rosa fresca aulentis[s]ima
ch'apari inver' la state
le donne ti disiano,
pulzell' e maritate:
tràgemi d'este focora,
se t'este a bolontate;
per te non ajo abento notte e dia,
penzando pur di voi, madonna mia.


Cielo d'Alcamo, Rosa fresca aulentissima 1-20





Per ascoltarla:
 
http://it.encarta.msn.com/media_221638242_761563851_-1_1/Cielo_d%E2%80%99Alcamo_da_Rosa_fresca_aulentissima.html



20 febbraio 2008

Rosa gelata.

 


 

Sognare tutti i sogni, raccontare
di sé e di tutti il volto e il cammino.

Rosa gelata, fiore appena nato
felicità promessa a tutti e data
per sempre nel più lieve dei sussurri.



Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón
pittrice
 (Coyoacán6 luglio 1907 – Coyoacán13 luglio 1954)


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"Oh Signora Threadgoode,
io mi sento troppo giovane

per essere vecchia
e troppo vecchia
per essere giovane!"
 
Fried green tomatoes
27 Dicembre 1991.


 

 "La donna nell'arte"

 

 

"Women in film"
 

 

Toutefois
l'amour vrai rare peut être,
il est moins ainsi que l'amitié vraie.

Per quanto
il vero amore possa esser raro,
lo è meno della vera amicizia. 

François Duc de La Rochefoucauld

 

 

 


 

 

 Non nascondere
il segreto del tuo cuore,
amico mio!
Dillo a me, solo a me,
in confidenza.
Tu che sorridi così gentilmente,
dimmelo piano,
il mio cuore lo ascolterà,
non le mie orecchie.
La notte è profonda,
la casa silenziosa,
i nidi degli uccelli
tacciono nel sonno.
Rivelami tra le lacrime esitanti,
tra sorrisi tremanti,
tra dolore e dolce vergogna,
il segreto del tuo cuore.

  Rabrindranath Tagore

                                     


    


    Le aleggiava sulle labbra
e le splendeva negli occhi
un sorriso tenero e radioso,
che pareva scaturire
dal cuore medesimo
della femminilità.

 
"La lettera scarlatta"
Nathaniel Hawthorne

 

 

                                               
 
                                                        
             Pierre Auguste Renoir
                 Spring bouquet, 1866


 
 


           

 

"Non permetterò a nessuno
 di mettermi in gabbia".


"Non voglio metterti in gabbia,
 io voglio amarti".

 

" E' la stessa cosa".



              
 

 

 

 


Sognare 

Fabia, sono Catullo.
Ti ricordi quando volevo baciarti
e non l'ho fatto?
Quando volevo toccarti
e non ho potuto?
Quando volevo portarti via
e me l'hanno impedito?
Ora ti sogno tutte le notti
e nessuno può farci nulla.

Da: Poesie d'amore
Enrico Galavotti

                                              
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Hanno alzato lo sguardo
a questo firmamento:


    


Adriana Libretti
Aidi
Aislinn
Ale (a destra)
Aleiorio
Alice
Alternativo 2
Amore di grafica - Kekkina
Anabasi
Animainviaggio
Annamarea - Anna Maria
Annie 80
Anelli di fumo - Sciltian
Ape_blog
Arciprete
Arraffagatto (Arfasatto-Serapione) - Elena
Attimo fuggente
Aurora 86
Barbarab
Baskerville *
Batlogreturns - Kia
Beppone
La casa di Beppone
Blue River - Mass(im)o
Bread & Roses - Simona
Broken clock
Calimero (Nuvolee)
Calma apparente - XaoS
Calzetta
Camera con vista - Claudia
Caravanserral (ex Il cavaliere
errante) - Nicola
Carezza invisibile - Irene
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Carlo Rubboca *
Cat
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Coda di lupo - Gian Pietro
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Eta-beta - Gabriella
Ex Rastagirl- Dina *
Exit - Enrico
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