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Ricordi, rimorsi, rimpianti... suggestioni, impressioni, riflessioni di una gatta psicopatica.


Parma


5 gennaio 2008

Parco Ducale sotto la neve.

Andando alla ricerca di fotografie da pubblicare, sto riscoprendo Parma da un differente punto di vista. E' normale che gli abitanti non apprezzino come un turista le bellezze della città in cui dimorano, lavorano, vivono... A meno che non siano talmente sfolgoranti da essere universalmente note.

Mi piace passeggiare - per il momento virtualmente, ma già domani dovrei recarmi in centro - e rimirare con una diversa consapevolezza.

E siccome si dice che... Non ci sia il due senza il tre, questo è il terzo e probabilmente l'ultimo - almeno per qualche tempo - post in cui vi porto con me, a spasso sotto la neve.

           Oggi facciamo un giretto nel Parco Ducale di Maria Luigia D'Austria.

                 


Il Palazzo Ducale. Il primo nucleo dell'attuale palazzo fu forse un castello visconteo posto in riva al torrente Parma, a difesa delle mura cittadine. Da quel castello, tramutato in casino dai Sancitale ai primi del XVI secolo, Ottavio Farnese decise di ricavare la sua nuova residenza, creando un giardino nella grande area verde circostante. Nel tempo schiere di pittori si alternarono a decorare la reggia ducale. Ancora ammirabili sono gli affreschi cinquecenteschi del Mirola e del Bertoia, quelli seicenteschi di Alessandro Tiarini e le raffigurazioni mitologiche di Agostino Carracci, Carlo Cignani e Gian Battista Trotti, detto il Malosso. In un androne interno, ancora nel Seicento, trovava spazio una grande fontana comunicante con l'esterno, poi demolita. Per volere dei Borbone, nel Settecento l'architetto Ennemond Alexandre Petitot intervenne sull'edificio, dandogli un aspetto più classicheggiante. Nuove decorazioni vennero eseguite nelle sale interne tra cui quella spettacolare del Bossi, sulla volta della Sala degli Uccelli. Nell'Ottocento anche Maria Luigia ordinò rimaneggiamenti ad opera di Nicolò Bettoli, il progettista del Teatro Regio. Parte del Palazzo venne distrutta durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e in seguito ricostruita. Dagli scavi effettuati nell'area prospiciente il palazzo sono emerse tracce delle mura a difesa della città, di epoca medievale, e un tratto del probabile canale di adduzione per l'acqua della fontana monumentale del palazzo o per le fortificazioni del castello visconteo.


                      

Tempietto d'Arcadia. Progettato da Petitot in occasione delle feste per il matrimonio di Ferdinando, figlio di don Filippo di Borbone, e Maria Amalia d'Austria (1769), il tempietto doveva costituire un luogo privilegiato ed esclusivo per la ricreazione all'interno del Giardino. Più volte fece da sfondo per rappresentazioni arcadiche e gare di poesia.
Negli scavi  eseguiti in seguito ad un intervento conservativo, di restauro e di risistemazione dell'area circostante secondo lo schema originario del Petitot,  si sono rinvenute tracce di una canalizzazione in legno che doveva portare acqua per simulare la sorgente da cui sgorgava un ruscelletto. La struttura, temporanea, era volta a ricreare un ambiente arcadico-bucolico per le nozze ducali del 1769.


Nel progetto settecentesco del Parco, era contemplato lo spargimento di statue e arredi finto boscherecci e arcadici, congrui all'epoca. Il
Gruppo del Sileno, opera di Jean-Baptiste Boudard (1710-1768), posizionato come in origine nei pressi del tempietto d'Arcadia, è una copia da poco realizzata per preservare l'originale dal degrado.


          

La costruzione della peschiera, il laghetto al centro del parco, fu voluta da Ranuccio II nel 1690, per rappresentarvi una naumachia in occasione delle nozze del primogenito Odoardo con la figlia dell'Elettore Palatino.

La Fontana del Trianon (1712-1719) sull'isolotto al centro della peschiera era stata realizzata in origine per il giardino della Reggia di Colorno da Giuliano Mozzani, e solo nel 1920 venne collocata nell'attuale posizione, assecondando il gusto scenografico dei parchi alla francese. Rappresenta i fiumi Parma e Taro, e il nome è solo un riferimento alla fontana nei giardini di Versailles, a cui quella del Mozzani si ispira.

 

Vi siete già stancati? Come dite? Avete freddo?

Va bene, allora vi lascio riposare: ritorneremo in primavera :-)





http://turismo.parma.it


4 gennaio 2008

La Parma e l'Oltretorrente.

              

Per rimanere in tema di nevicate, finché ce n'è ancora traccia, vi presento un altro scorcio della mia città, in versione invernale.

Il torrente che vedete scorrere tra la neve è la Parma. No, non mi sono sbagliata: a differenza degli altri fiumi italiani, da noi c'è la Parma, il cui nome non eccelle per fantasia, ma assume un valore di appartenenza proprio per quell'articolo femminile. Se dici il Parma, parli della squadra di calcio o sei un forestiero.

Non è il Tevere o l'Arno o l'Adige... E' un torrente soggetto a siccità o piene, tuttavia è l'acqua che scorre sotto i ponti cittadini e come tale amata dai parmigiani.

Sulla riva occidentale sorge l'Oltretorrente, parte di Parma vecchia. Pur se ristrutturate, le strette case attaccate le une alle altre, a picco sulla sponda e spesso soggette ad alluvioni nei piani più bassi, costituiscono ancora uno dei quartieri tipici della città.

Un tempo abitato dal popolo più povero, l'Oltretorrente è stato anche teatro di aspre battaglie contro il fascismo. Storica e unica in Italia, fu la vittoria riportata dalla popolazione in occasione dello sciopero generale nazionale in "difesa delle libertà politiche e sindacali", nell'Agosto 1922. Furono scavate trincee ed innalzate barricate, sopportate rappresaglie e affrontati combattimenti, ma alla fine i fascisti dovettero cedere e trattare.

                   


Qui sotto - fortunosamente fotografati da un concittadino - due caprioli arrivati dalle colline fin sotto il ponte Caprazucca, in un periodo di siccità.

         

Termina la breve rassegna, l'insolitamente innevato Lungoparma, che si stende lungo le rive di tutta la Parma, collegando i vari ponti.

                                                               


3 gennaio 2008

Una spruzzata di neve.




Infine una spruzzata di neve è arrivata, quel tanto da imbiancare i tetti della città, qualche strada o piazza dove non transitano veicoli, i prati e gli alberi in campagna.

Stamattina, al discendere dei primi fiocchi, mentre percorrevo la provinciale, mi sono imbattuta in un fagiano e alcuni leprotti che cercavano riparo, con movimenti frettolosi.
I gatti del cortile se ne stanno rincantucciati nel fieno della stalla, prendendone l'odore caldo.

Non durerà: molto presto, almeno secondo le previsioni, la pioggia discoglierà il sottile candore.
Un passaggio fugace, solo per non farsi dimenticare del tutto.

Approfitto per mostrarvi un paio di immagini di Parma, ripresa durante le nevicate di inverni passati.

Rimandendo in tema con l'ultima foto che ho pubblicato, questa è sempre Piazza Garibaldi, ripresa da diverse angolazioni. Sullo sfondo il Palazzo del Governatore e sulla piazza le piccole sale bar riscaldate, con le pareti in vetro, che in primavera cederanno il posto a verdi pergolati e a staccionate ricoperte di fiori.

          
 


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29 dicembre 2007

Parma in festa - 2007.



   



Piazza Garibaldi, con il tradizionale albero di Natale.






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28 dicembre 2007

Scorci di Parma.

Inauguro oggi la periodica pubblicazione di fotografie della mia città.

Non le ho scattate personalmente, ma prossimamente potrei anche trovarmi tra le mani una macchina fotografica digitale e allora chissà…

In realtà io abito in provincia, a una trentina di chilometri, ma fin dai tempi della quarta ginnasio, Parma è diventata il luogo dove trascorro la maggior parte del tempo.
Mi piace. A volte mi è capitato di andare in centro per compere e di fingere di essere una qualsiasi turista, con il naso in su a guardare con altro occhio i monumenti e le vie così note. E’ un’esperienza curiosa, interessante, che mi sento di consigliare.

 


Questi sono due dei simboli della città: l’opera lirica e le biciclette.

I loggionisti del Teatro Regio decretarono il successo o la débâcle delle prime di parecchie opere.

Giuseppe Verdi e Arturo Toscanini, le due stelle della musica a Parma.

Le biciclette, come in altre città dell’Emilia, sono ancora molto diffuse per gli spostamenti cittadini. A volte qualcuno ce lo fa notare, ma per noi è un’immagine quotidiana veder passare signore eleganti o ragazzi in jeans o operai o studentesse... La bicicletta non fa distinzione di classe, almeno quella.

                                                                                       


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"Oh Signora Threadgoode,
io mi sento troppo giovane

per essere vecchia
e troppo vecchia
per essere giovane!"
 
Fried green tomatoes
27 Dicembre 1991.


 

 "La donna nell'arte"

 

 

"Women in film"
 

 

Toutefois
l'amour vrai rare peut être,
il est moins ainsi que l'amitié vraie.

Per quanto
il vero amore possa esser raro,
lo è meno della vera amicizia. 

François Duc de La Rochefoucauld

 

 

 


 

 

 Non nascondere
il segreto del tuo cuore,
amico mio!
Dillo a me, solo a me,
in confidenza.
Tu che sorridi così gentilmente,
dimmelo piano,
il mio cuore lo ascolterà,
non le mie orecchie.
La notte è profonda,
la casa silenziosa,
i nidi degli uccelli
tacciono nel sonno.
Rivelami tra le lacrime esitanti,
tra sorrisi tremanti,
tra dolore e dolce vergogna,
il segreto del tuo cuore.

  Rabrindranath Tagore

                                     


    


    Le aleggiava sulle labbra
e le splendeva negli occhi
un sorriso tenero e radioso,
che pareva scaturire
dal cuore medesimo
della femminilità.

 
"La lettera scarlatta"
Nathaniel Hawthorne

 

 

                                               
 
                                                        
             Pierre Auguste Renoir
                 Spring bouquet, 1866


 
 


           

 

"Non permetterò a nessuno
 di mettermi in gabbia".


"Non voglio metterti in gabbia,
 io voglio amarti".

 

" E' la stessa cosa".



              
 

 

 

 


Sognare 

Fabia, sono Catullo.
Ti ricordi quando volevo baciarti
e non l'ho fatto?
Quando volevo toccarti
e non ho potuto?
Quando volevo portarti via
e me l'hanno impedito?
Ora ti sogno tutte le notti
e nessuno può farci nulla.

Da: Poesie d'amore
Enrico Galavotti

                                              
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Hanno alzato lo sguardo
a questo firmamento:


    


Adriana Libretti
Aidi
Aislinn
Ale (a destra)
Aleiorio
Alice
Alternativo 2
Amore di grafica - Kekkina
Anabasi
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Annamarea - Anna Maria
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Anelli di fumo - Sciltian
Ape_blog
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Arraffagatto (Arfasatto-Serapione) - Elena
Attimo fuggente
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Blue River - Mass(im)o
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Calma apparente - XaoS
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Camera con vista - Claudia
Caravanserral (ex Il cavaliere
errante) - Nicola
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