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E-le-stelle-stanno-a-guardare
Ricordi, rimorsi, rimpianti... suggestioni, impressioni, riflessioni di una gatta psicopatica.


Politica


14 luglio 2009

LIBERTA'



Sempre dalla parte della libertà;

sempre contro la censura.

 







http://dirittoallarete.ning.com/


http://dirittoallarete.ning.com/profile/ClaudiaBarozzi?xg_source=activity


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                                                                         Dal blog di  Blue River


Il DDL Alfano è il classico esempio del lavoro di un governo fascista che emana leggi fasciste, basate sul terrore.
Già la normativa vigente permette tranquillamente di perseguire chi commetta reati a mezzo web -prova ne sia la chiusra operata dalla Polizia postale contro siti criminogeni e criminali- per cui basterebbe applicare quella.

In realtà si gioca con la minaccia, la delazione, lo stato di polizia che entra anche nelle opinioni di quelli che scrivono su un blog: più che la censura in sè, quello che mette paura è il meccanismo di autocensura che viene indotto nelle teste (ancora) pensanti di chi voglia esprimere una propria opinione.
Faccio un esempio per spiegarmi: se io scrivo che le poesie di Bondi hanno effetto lassativo ed al "poeta" stesso viene conferito il premio per l'opera poetica dalla proloco di Roccacannucciadisotto, con il ddl puo' denunciarmi e chiedere risarcimento danni (che mi vedrei costretto a pagare in natura, non essendo abbiente...) oltre ad oscurarmi il sito. Quindi mi vedrei costretto a parlarne bene comunque, magari bruciando i libri di Montale per far spazio alle rime del Bondi stesso. Per questo aderisco alla protesta.

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Temo tuttavia che non basterà

e che ci sarà da guadagnarsela questa libertà,

come se non fosse un diritto.
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30 giugno 2009

Evoluzioni ed involuzioni.



26 marzo 2009

I saggi consigli del buon leader.





Da "GIORNO/RESTO/NAZIONE" di giovedì 26 marzo 2009

IERI LA VISITA A NAPOLI Berlusconi ai licenziati «Non state con le mani in mano Io mi darei da fare»

ROMA - HO DETTO che deve lavorare di più chi ha la possibilità di farlo. Auspico che chi è stato licenziato si trovi qualcosa da fare».

Silvio Berlusconi arriva a Napoli per l`inaugurazione del termovalorizzatore di Acerra e risponde così alle critiche scaturite dopo l`invito agli italiani a rimboccarsi le maniche per uscire dalla crisi.

Come esempio, porta se stesso: «Io non starei con le mani in mano. Spero comunque che si faccia di tutto affinché non si lasci nessuno a casa, anche gli imprenditori si devono inventare qualcosa».

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Da "Il Corriere della Sera" di giovedì 26 marzo 2009

Berlusconi: i licenziati? Trovino qualcosa da fare «Aprirò una trattativa per la Fiat a Pomigliano». E sull`edilizia: sì al confronto ma decideremo noi Il premier a Napoli incontra gli operai: se io perdessi il lavoro non starei con le mani in mano DAL NOSTRO INVIATO NAPOLI - «Chi perde il lavoro non stia con le mani in mano, si trovi qualcosa da fare.

Io almeno, se fossi licenziato, farei così, auspico questo».

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Da CORRIERE DELLA SERA.IT di giovedì 26 marzo 2009

«CHI PERDE IL LAVORO NON STIA CON LE MANI IN MANO» - Il presidente del Consiglio è tornato poi anche sulle frasi pronunciate mercoledì a Napoli e che hanno sollevato qualche polemica. «Se io perdessi il lavoro non starei con le mani in mano - ha detto Berlusconi -, me ne cercherei un altro», ha ribadito il premier e ha aggiunto: «La mia era una risposta ad una domanda di un giornalista in un contesto più grande, che raccontava ciò che il governo sta facendo e farà per sostenere chi non ha lavoro». «Ero reduce da un incontro con le maestranze e i lavoratori di Pomigliano - ha spiegato Berlusconi in diretta telefonica a Panorama del giorno - a cui avevo garantito l'impegno del governo. Quando mi hanno chiesto cosa farei io nella situazione di una persona licenziata ho risposto che non starei con le mani in mano e magari mi cercherei un altro lavoro, perchè non è detto che bisogna fare tutta la vita lo stesso lavoro».

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Effettivamente lui ha dato più volte dimostrazione di non saper tenere "le mani in mano",
 
sia nella cura dei suoi affari privati,
 
                                                                                  sia nella sua spontanea, simpatica gestualità.


         

    

                                          


Eh i saggi consigli del buon leader, che ha confidato a un barista di non avere più tempo per se stesso,
ma di non potersi tirare indietro: che missione la sua, quanto gli dobbiamo, noi popolo di ingrati e fannulloni!

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14 ottobre 2008

George and Silvio - Love... Forever!

   


13 Ottobre 2008 - Silvio Berlusconi ospite di George W. Bush a Washington per le celebrazioni del Columbus day.

«Con Berlusconi ho un rapporto eccellente, e un genuino rispetto. Ne ho apprezzato l'amicizia e la saggezza. È un uomo sincero, capace di parole chiare e leali, capace di mantenere la parola data e mi piace il suo ottimismo senza limiti. Sono orgoglioso dell'alleanza dell'Italia», ha affermato il capo della Casa Bianca.
 
«La storia dirà che George W. Bush è stato un grandissimo presidente degli Stati Uniti», ha risposto Berlusconi.
«Bush è un uomo di grandi principi, grandi ideali, grande visione, ma soprattutto uno che ha il coraggio di perseguire questa visione. In lui non ho mai visto il calcolo del politico, ma la spontaneità e la sincerità di colui che crede in quello che fa. Mi è stato facile condividere le decisioni di Bush fondate sull'amore della libertà, la democrazia e il rispetto per gli altri».

Berlusconi ha concluso ribadendo che l'Italia continuerà a «servire la causa della pace e della stabilità in Libano, Kosovo e Bosnia, la crescita delle democrazie e la difesa degli innocenti in Afghanistan e in Iraq. Continueremo a restare al vostro fianco finché i nemici della libertà, che non hanno alla base delle loro decisioni l'amore, non saranno completamente sconfitti».





L'album fotografico:

l'incontro, il corteggiamento, l'innamoramento,
l'amore, in viaggio, litigi e gelosie,
la riconciliazione, la proposta di matrimonio,
le nozze e la timidezza della "sposa",
la commozione, la festa,
la felicità.



Silvio era un fanciullo allegro e... ottimista, ma inaspettatamente timoroso e riservato,
che abbassava lo sguardo sotto quello affascinante di George...


 

Poi un sorriso timido, la proposta di G.W. e gli occhi levati a un... "Sì, manderemo anche le nostre truppe"...

 

"Furono baci e furono sorrisi..."                  
 

           

"...Poi furono soltanto i fiordalisi, che videro con gli occhi delle stelle fremere al vento (del Texas) e ai baci la sua pelle..."

 


        


Ma, come in tutte le storie d'amore, ci furono momenti dolorosi, dissapori e litigi...

         
"E accuse...

              E scuse..." 

  

E infine la riconciliazione, i sorrisi ritrovati e G.W. chiese la mano di Silvio, che rispose... "Cribbio!"

La data delle nozze venne stabilita in fretta perhé George presto sarebbe dovuto partire.
Silvio era intimorito, titubante all'idea di affrontare la cerimonia in pubblico, ma il suo George gli stava al fianco,
lo sosteneva, lo... Spingeva proprio!
E così, rincuorato, mano nella mano, dita intrecciate, si avviarono all'altare...
Pardon... Al leggio. 


                         

                               

"Parla tu per primo, no vai tu"...
Si scambiarono parole d'amore che sarebbero passate alla storia
e Silvio promise che sarebbe stato fedele a George per sempre,
anche quando fossero arrivati il giovane e aitante Barack
o il fascinoso John dalla bianca criniera.

 

 


Aaah... Permettetemi un sospiro di commozione... 

                  
                                              
          La festa fu magnificente.
Il tavolo adorno di candele e fiori, ricoperto di cibi raffinati e vini...

Forse Silvio brindò un po' troppe volte, perché per accorrere presso l'amato,
fece cadere rovinosamente a terra un altro leggio...
Ma non si arrese e con un pezzo solo del medesimo, quello dove era attaccato il microfono,
dichiarò al mondo il suo amore per George... Forever!






  e vissero per sempre
                                                                                             felici e contenti... Loro!







Ed ora perdonatemi, ma avrei una leggerissima... nausea...

Sorry Silvio, sorry George!


Spero che Fabrizio De André - dall'aldilà - perdoni l'uso "improprio" dei suoi versi


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14 ottobre 2008

Bush accoglie Berlusconi con tutti gli onori.

 

Bush accoglie Berlusconi con tutti gli onori

di Cristiano Del Riccio

WASHINGTON - Ha ascoltato sull'attenti l'Inno di Mameli, Silvio Berlusconi, sul palco del giardino della Casa Bianca, con lo sguardo puntato sulla piccola folla di italo-americani che agitavano le bandierine dei due paesi. E quando e' poi giunto il momento dell'inno americano il premier ha sollevato d'istinto per un attimo la mano, imitando il gesto di Bush che la portava al cuore, in perfetta sintonia con l'amico George.

Ma Berlusconi si e' fermato subito e si e' rimesso sull'attenti, con lo sguardo pieno d'orgoglio. Orgoglio di essere un italiano a Washington in questo perfetto Columbus Day. Orgoglio della sua grande amicizia con George Bush, che oggi gli ha regalato un benvenuto alla Casa Bianca degno di un capo di stato, con salve di cannone e picchetti e bande militari, per rendere omaggio, nel giorno della festa degli italiani d'America, ''ad un grande amico'', ''ad una grande nazione'' e al ''contributo di milioni di immigrati italiani all'America''.

 I due leader non hanno risparmiato lodi reciproche nei due discorsi, prima nella cerimonia di benvenuto e quindi nella conferenza stampa seguita al loro colloquio di un'ora nello Studio Ovale. Bush, che ha accolto Berlusconi alla Casa Bianca con un sonoro 'Buongiorno! in italiano, ha definito il premier italiano ''un uomo sincero e di grandi principi, che dice quello che pensa e rispetta sempre la parola data''. Il tutto alla presenza del vicepresidente Dick Cheney e del segretario di Stato Condoleezza Rice. Berlusconi, quando e' giunto il suo turno, ha allargato le braccia: ''Anch'io avevo preparato un discorso scritto, ma tu hai gia' detto tutte le cose belle che volevo dire anch'io e quindi ti voglio parlare dal cuore''. ''Mai una volta, in tutti questi incontri, ho visto in te il calcolo del politico: ho trovato in te la spontaneita' e la sincerita' di un uomo che crede sinceramente a profondamente in tutto quello che fa'', ha affermato Berlusconi. Il tono del premier ha assunto a volte il sapore di un commiato: ''Mi e' stato facile stare al tuo fianco, condividere le tue decisioni'', ha detto ad un certo punto.

Berlusconi ha cercato anche di guardare oltre: ''Continuero' in questi quattro anni di governo - ha detto - ad avere verso l'America il comportamento che ho sempre avuto: di profonda gratitudine''. Bush e' entrato da ieri nei suoi ultimi 100 giorni alla Casa Bianca. Ma ancor piu' delle parole la sintonia tra i due leader emergeva dal linguaggio dei gesti. Le mani che sfioravano spesso le rispettive schiene, le pacche sulle spalle - Berlusconi, durante il suo discorso a 'cuore aperto', ha collocato per alcuni secondi la sua mano saldamente sulla spalla del presidente americano - gli sguardi d'intesa. ''La storia dira' che George W. Bush e' stato un grande, grandissimo presidente degli Stati Uniti'', ha esclamato ad un certo punto Berlusconi.

La festa del Columbus Day ha offerto una occasione perfetta ai due leader per celebrare l'enorme contributo degli italiani alla vita e alla cultura dell'America. E per sottolineare ''il superbo stato delle relazioni tra Italia e Stati Uniti'', come ha messo in evidenza Bush. Facendo numerosi esempi concreti: le missioni Nato in Afghanistan, i compiti di addestramento in Iraq, l'impegno delle forze italiane in Libano, Kosovo e Bosnia, la cooperazione nella lotta al terrorismo e adesso nell'affrontare insieme la crisi dei mercati finanziari. ''Il presidente Bush vuole che questa sia veramente una giornata speciale per il suo grande amico Berlusconi'', aveva spiegato un funzionario della Casa Bianca alla vigilia della visita. A giudicare dalla espressione raggiante di Berlusconi sul prato della Casa Bianca, negato a cosi' tanti altri leader italiani, lo scopo e' stato raggiunto.

http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_789186032.html


Italia USA. Bush gli regala una cena di gala. Berlusconi si emoziona. Silvio, riflessi pronti.

di Cristiano Del Riccio

15-10-2008

WASHINGTON. È finita con un podio a pezzi e con le note vibranti di ‘Oh, What a Night' la lunga giornata di Silvio Berlusconi alla Casa Bianca: l'omaggio di George Bush alla grande amicizia tra due leader e due nazioni si è concluso con una ‘notte italiana', piena di commozione ed allegria. L'emozione del premier italiano è apparsa evidente quando, dopo aver concluso il suo brindisi con un commosso "George, resteremo amici per sempre!", Berlusconi è inciampato nel filo del microfono mentre tentava di abbracciare il sorridente Bush.
Con grande prontezza di riflessi, Berlusconi ha preso al volo il leggio del podio, mentre la base crollava sul pavimento della ‘State Dining Room', continuando a parlare come se nulla fosse, conquistando una standing ovation da parte dei 130 invitati e un abbraccio da parte del presidente Usa.
 "Questo è ciò che può fare il troppo amore", ha esclamato il premier italiano.

La promessa di Bush di regalare una ‘serata speciale' al ‘grande amico' italiano è stata mantenuta. Il presidente americano ha riservato a Berlusconi tutti gli onori possibili e immaginabili - pedane rosse e picchetti militari, bande dei marine e salve di cannone - sottolineando in ogni discorso la sua stima per l'amico italiano.

Il tema italiano della serata, organizzata mentre l'America festeggiava il Columbus Day, è emerso in mille modi: dal cibo (la cena si è aperta con i ravioli e si è chiusa con il ‘Santa Maria', un dolce di cioccolata a forma di caravella), alla scelta della musica. La lista degli invitati comprendeva i Vip dell'amministrazione Bush - inclusi il vicepresidente Dick Cheney (accompagnato da tutta la famiglia, compresa la partner della figlia omosessuale) e il segretario di stato Condoleezza Rice - e il Gotha dei politici di origine italiana (dalla speaker del Congresso Nancy Pelosi, all'ex-sindaco di New York Rudy Giuliani). C'erano anche i due giudici ‘italiani' della Corte Suprema, Antonino Scalia e Samuel Alito.

Quando Bush ha ricordato nel suo brindisi che la Pelosi è diventata la ‘first woman' a guidare la Camera, la traduzione italiana della frase, ‘prima donna', ha prodotto una grande risata, per l'uso americano dell'espressione intesa ad indicare qualcuno che vuole essere sempre al centro dell'attenzione. Un gioco di parole azzeccatissimo nel caso della Pelosi, che si è unita alla allegra risata.

Lo scambio di attestati di stima tra Bush e Berlusconi - già iniziato lunedì mattina sul prato della Casa Bianca quando il premier aveva pronosticato che "la storia dirà che George W. Bush è stato un grande, grandissimo presidente degli Stati Uniti" - è proseguito al gala. Berlusconi, che lunedì pomeriggio aveva parlato per telefono sia con Barack Obama che con John McCain, nel brindisi serale ha parlato anche del dopo Bush: "Gli Usa avranno presto un nuovo presidente con il quale collaborerò con tutto il cuore - ha detto - ma lasciatemi dire che sarà molto difficile trovare un altro uomo idealista e coraggioso come George: resteremo amici per sempre".

È scattato da qui l'abbraccio commosso con Bush che, grazie all'incidente del podio, è stata ieri tra le ‘news' più cliccate sui siti Usa. La serata si è chiusa con un altro omaggio all'Italia: con le canzoni del musical ‘Jersey Boys', la storia di un gruppo rock italo-americano (creato negli anni '60 da Frankie Valli). Il ritmo trascinante della musica ha contagiato la platea raccolta nella East Room: Berlusconi, seduto tra la Rice e Laura Bush, ha sorriso piu' volte, visibilmente soddisfatto. Le note finali di ‘Oh, What a Night' sono state la conclusione perfetta di una serata veramente diversa anche per la Casa Bianca.

 http://www.americaoggi.info/2008/10/15/8019-italia-usa-bush-gli-regala-una-cena-di-gala-berlusconi-si-emoziona-silvio-riflessi-p




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8 luglio 2008

"In pericolo la democrazia"

 

 

"In pericolo la democrazia"


Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione.
Significa che la maggioranza ha il diritto di governare.

Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto.

Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini.

Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia.

Umberto Eco





25 gennaio 2008

L'indifferenza è il peso morto della storia?



Odio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che «vivere vuol dire essere partigiani».
Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.


L'indifferenza è il peso morto della storia. E' la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall'impresa eroica.

L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E' la fatalità; e ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all'iniziativa dei pochi che operano, quanto all'indifferenza, all'assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare.

La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell'ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa.

Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell'ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile.

Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch'io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano.

I più di costoro, invece, ad avvenimenti compiuti, preferiscono parlare di fallimenti ideali, di programmi definitivamente crollati e di altre simili piacevolezze. Ricominciano così la loro assenza da ogni responsabilità. E non già che non vedano chiaro nelle cose, e che qualche volta non siano capaci di prospettare bellissime soluzioni dei problemi più urgenti, o di quelli che, pur richiedendo ampia preparazione e tempo, sono tuttavia altrettanto urgenti. Ma queste soluzioni rimangono bellissimamente infeconde, ma questo contributo alla vita collettiva non è animato da alcuna luce morale; è prodotto di curiosità intellettuale, non di pungente senso di una responsabilità storica che vuole tutti attivi nella vita, che non ammette agnosticismi e indifferenze di nessun genere.

Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze virili della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano nel sacrifizio; e colui che sta alla finestra, in agguato, voglia usufruire del poco bene che l'attività di pochi procura e sfoghi la sua delusione vituperando il sacrificato, lo svenato perché non è riuscito nel suo intento.
Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.


Antonio Gramsci - "La Città futura", 1917.





QUANTI DI NOI HANNO DETTO:

BASTA, FACCIANO QUELLO CHE VOGLIONO, NON SE NE PUO' PIU'!
GLI ITALIANI SI MERITANO "QUESTO"! 
 ?

A QUALI RIFLESSIONI VI INDUCE QUESTO PASSO ?



17 gennaio 2008

Mastella & Co.

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PREMESSA al POST SUCCESSIVO
 

Mi sono chiesta: pubblico qualcosa sul Pappa, qualcosa su Mastella...

Il mio non è un blog adatto... Faccio un salto da
Fiore prima e...  Che meraviglia di sintesi!!!
Ho appena ricevuto da due studentesse di Comunione e Liberazione il discorso che il Papa avrebbe dovuto tenere e una mia collega mi ha riferito che ieri dalla sua dottoressa di base, ce n'era uno su ogni sedia, nella sala d'aspetto.
Mi accorgo adesso di aver scritto Pappa... Ma non lo correggo, perché almeno il lapsus mi fa ridere :-)    Non il resto.

Questo è il mio commento al post  "Basta!" di   Fioredicampo, che invito a visitare.

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L'argomento che proporrò subito dopo questo segue invece il filone del rapporto uomo-donna, con una provocazione.

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2 gennaio 2008

Messaggio agli italiani a blog unificati.

   

La  
Costituzione  della Repubblica Italiana è la legge fondamentale e fondativa dello Stato Italiano.

Il 2 Giugno 1946 si svolsero contemporaneamente il referendum istituzionale e l'elezione dell'Assemblea Costituente, con la partecipazione dell'89% degli aventi diritto.
Il 54% dei voti (più di 12 milioni) fu per lo stato repubblicano, superando di 2 milioni i voti a favore dei monarchici (che contestarono l'esito).
L'Assemblea fu eletta con un sistema proporzionale e furono assegnati 556 seggi, distribuiti in 32 collegi elettorali. 

Occorsero tre anni e mezzo di gestazione, dalle prime decisioni prese a guerra ancora in corso, sino all'entrata in vigore della Costituzione.
L'intesa che permise la realizzazione della Costituzione è stata più volte definita "compromesso costituzionale", consistente in una commistione di concezioni politiche diverse, risultato di reciproche rinunce e successi.
Le forze in seno all'Assemblea, infatti, tendenzialmente, non avendo sicure idee sul possibile prosieguo della vita poilitca italiana, piuttosto che tentare di ostacolare le altri parti politiche, spinsero per l'approvazione di norme che rispecchiassero i rispettivi principi base.

                      

La Costituzione della Repubblica Italiana fu approvata dall'Assemblea Costituente il 22 Dicembre 1947 con 453 voti a favore e 62 contro, e promulgata dal Capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, il 27 Dicembre 1947.
Fu pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 298, edizione straordinaria, del 27 Dicembre 1947.
Entrò in vigore l' 1 Gennaio 1948.
                                                               
Oggi la Costituzione non e' proprio la stessa che fu votata nel 1947: ha consevato la propria identita' ma anche con modifiche importanti. Dei 139 articoli (con una coda di 18 disposizioni transitorie e finali) approvati nel 1947, circa due terzi, o poco piu' sono rimasti nella stesura originaria. Il resto ha subito modifiche, a volte di poco conto, a volte radicali; e per cinque articoli (tutti concentrati nel titolo V della seconda parte), e' stata decisa l'abrogazione.

Il testo della nostra Costituzione
http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm

La sua storia
http://it.wikipedia.org/wiki/Costituzione_della_Repubblica_italiana


                                  

                      Messaggio agli italiani a blog unificati

L'anno che si sta concludendo è stato difficile ed aspro.
Certo, alcuni di noi hanno raggiunto traguardi importanti… ma si tratta di risultati personali, che, per quanto ci riempiano di gioia e di legittimo orgoglio, non incidono sulla vita di tutti.

Il 2007 ha visto troppe promesse non mantenute, troppi rinvii, troppe prese di posizione generate dalla volontà di conservare il proprio orticello felice piuttosto che dal desiderio di agire concretamente per pacificare e rifondare l'Italia.

In democrazia vince la maggioranza, ci insegnano. Ma chi può sostenere onestamente che la maggioranza degli Italiani non voglia una vita serena per sé, per i propri cari, ma anche per gli sconosciuti? Chi può cercare di convincerci a rinunciare alla nostra umanità, alla solidarietà, alla dignità nostra, dei nostri connazionali – ovunque si trovino – come pure di tutti gli esseri che abitano questa terra?

L'anno trascorso ha visto spesso la volontà popolare travisata, non considerata o strumentalizzata per fini propri – dalla richiesta di rinnovamento di un sistema che non funziona, né in economia, né nella sanità, o nell'istruzione o nella politica, al rifiuto del nucleare nuovamente messo in discussione, al procrastinare sine die l'emissione di una legge che regolamenti la gestione dell'informazione, all'approvazione affrettata di un indulto di cui hanno beneficiato i soliti noti – cercando di farla passare per "clemenza" nei confronti dei carcerati per reati minori.

Neppure nel campo del lavoro si è verificato quel cambiamento di rotta, quella stabilizzazione che in tanti auspicavamo, in cui in tanti abbiamo creduto. Abbiamo assistito invece ad un'impressionante sequela di morti sul lavoro, la più eclatante delle quali, sia per numero di vittime che per il luogo in cui è avvenuta, ha risvegliato – forse – le coscienze sopite, con promesse di leggi ad hoc.

Abbiamo assistito ad inchieste revocate, censure appioppate, esternazioni tollerate, richieste di grazia discutibili, prese di posizione indifendibili… all'arrogarsi il diritto di cercare accordi di modifica a leggi statali da parte di chi non ne è legittimato… perfino alla messa a punto di topi che non hanno paura dei gatti… ma se invece di inventare qualcosa di cui nessuno sentiva la mancanza gli scienziati si impegnassero a realizzare il siero della verità – e fosse ammesso come prova nei procedimenti giudiziari?

Indipendentemente dalle convinzioni politiche, pensiamo sia evidente a tutti che in quest'anno che si sta concludendo ha predominato ancora una volta la logica degli interessi personali, dei particolarismi, degli egoismi – a cui ha fatto da contraltare, peraltro solo in alcuni casi, l'elargizione condiscendente di quanto in un mondo civile sarebbe meno del giusto e un continuo fare a chi urla più forte.

Non vogliamo scadere nel qualunquismo – le differenze ci sono sempre, e dovunque.
Ma vogliamo fare una richiesta a tutti, siano essi italiani, politici, amministratori, cittadini comuni, associazioni, italiani all'estero o stranieri in Italia – una richiesta che per noi è un impegno costante.

Non abbiamo bisogno di altre leggi, di stravolgimenti o di beneficenza. Abbiamo una legge che contiene tutto quello che è necessario. E non è comunista, o democristiana o liberale.
E' super partes, ed è talmente bella e giusta che è costata sangue.

RISPETTIAMO E METTIAMO IN PRATICA LA COSTITUZIONE.
Questa è la proposta che noi facciamo a tutti gli italiani per il 2008.

Invitiamo tutti i bloggers che condividono la nostra proposta a postarla nei loro siti – citando cortesemente la fonte – per la massima diffusione possibile. 


Hanno aderito finora:

arpaspada.blogspot.com
franca-bassani.blogspot.com
tanuccio-diariodibordo.blogspot.com
diario_di_bordo.ilcannocchiale.it
ricordilaura.splinder.com
cornettiecappuccino.blogspot.com
socialambientalismo.blogspot.com
solleviamoci.blogspot.com
italianiestero.blogspot.com
vogliadisinistra.blogspot.com
fioredicampo.ilcannocchiale.it
elestellestannoaguardare.ilcannocchiale.it
sinistramaldestra.ilcannocchiale.it


 


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"Oh Signora Threadgoode,
io mi sento troppo giovane

per essere vecchia
e troppo vecchia
per essere giovane!"
 
Fried green tomatoes
27 Dicembre 1991.


 

 "La donna nell'arte"

 

 

"Women in film"
 

 

Toutefois
l'amour vrai rare peut être,
il est moins ainsi que l'amitié vraie.

Per quanto
il vero amore possa esser raro,
lo è meno della vera amicizia. 

François Duc de La Rochefoucauld

 

 

 


 

 

 Non nascondere
il segreto del tuo cuore,
amico mio!
Dillo a me, solo a me,
in confidenza.
Tu che sorridi così gentilmente,
dimmelo piano,
il mio cuore lo ascolterà,
non le mie orecchie.
La notte è profonda,
la casa silenziosa,
i nidi degli uccelli
tacciono nel sonno.
Rivelami tra le lacrime esitanti,
tra sorrisi tremanti,
tra dolore e dolce vergogna,
il segreto del tuo cuore.

  Rabrindranath Tagore

                                     


    


    Le aleggiava sulle labbra
e le splendeva negli occhi
un sorriso tenero e radioso,
che pareva scaturire
dal cuore medesimo
della femminilità.

 
"La lettera scarlatta"
Nathaniel Hawthorne

 

 

                                               
 
                                                        
             Pierre Auguste Renoir
                 Spring bouquet, 1866


 
 


           

 

"Non permetterò a nessuno
 di mettermi in gabbia".


"Non voglio metterti in gabbia,
 io voglio amarti".

 

" E' la stessa cosa".



              
 

 

 

 


Sognare 

Fabia, sono Catullo.
Ti ricordi quando volevo baciarti
e non l'ho fatto?
Quando volevo toccarti
e non ho potuto?
Quando volevo portarti via
e me l'hanno impedito?
Ora ti sogno tutte le notti
e nessuno può farci nulla.

Da: Poesie d'amore
Enrico Galavotti

                                              
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Aidi
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Ale (a destra)
Aleiorio
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Anabasi
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Annamarea - Anna Maria
Annie 80
Anelli di fumo - Sciltian
Ape_blog
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Arraffagatto (Arfasatto-Serapione) - Elena
Attimo fuggente
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Batlogreturns - Kia
Beppone
La casa di Beppone
Blue River - Mass(im)o
Bread & Roses - Simona
Broken clock
Calimero (Nuvolee)
Calma apparente - XaoS
Calzetta
Camera con vista - Claudia
Caravanserral (ex Il cavaliere
errante) - Nicola
Carezza invisibile - Irene
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