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E-le-stelle-stanno-a-guardare
Ricordi, rimorsi, rimpianti... suggestioni, impressioni, riflessioni di una gatta psicopatica.


Diario


21 giugno 2007

Federico Zandomeneghi - A letto. La dormiente.








Federico Zandomeneghi
 Venezia 1841 - Parigi 1917

A letto, 1878.

Firenze, Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti






La dormiente, 1876.






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21 giugno 2007

21 Giugno - Notte di mezza estate.


Solstizio d'estate
21 Giugno 2007 - 19:08

92,75 giorni

 


La fotografia del cielo di "Notte Stellata"
dà l'addio insieme con il nome del blog.


Lascerò scorrere un po' di tempo prima di riaprire il terzo step del mio strampalato blog, che si doveva chiamare Notturno, ma fu solo una password d'ingresso per divenire subito  Notte Nera, quindi Notte Stellata, che ho così amato e prossimamente   "E le stelle stanno a guardare".

Mi è necessario cambiare periodicamente, per sfuggire ad occhi indiscreti che non desidero tra quelli che possono guardare attraverso le mie parole, troppo trasparenti.

A coloro che mi sono amici, darò il nuovo indirizzo; i frequentatori saltuari mi perderanno se non interessati o mi sapranno ritrovare, con il metodo del tam-tam, qualora volessero volare in firmamento di tanto in tanto.
 
Nel frattempo, occultata nell'oscurità, subito dopo, lascerò le immagini di una giovane dormiente, raggiunta da una gattina nera, accoccolata a ronfare tra le coltri soffici.
 



 




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19 giugno 2007

Zhora: riflessioni di una replicante. Post ospitato.

                                                      

                                          E' davvero una replicante?



La mia collega della stanza accanto è una persona che non capita di frequente di incontrare: è un'artista con la matita o il pennello, la macchina fotografica o la tavoletta grafica. Ascolta musica scelta, legge parecchio, riflette anche di più e di tanto in tanto scrive.
 
L'hanno definita una "talentuosa, che spreca i suoi talenti passando dall'uno all'altro, senza approfondirli".  Forse è vero, ma a lei sta bene così.
E' una passionale fino ad arrivare, a volte, all'aggressione verbale, ma certo non si può dire che si lasci vivere. E' fuori dagli schemi, è un'artista appunto.

Ieri ha aperto un suo blog  
http://zhora.blog.lastampa.it/  ed ha pubblicato i suoi primi post.  Stamattina già sosteneva che sarebbero stati gli unici, ma la conosco da cinque anni e so che può essere così o il contrario.

Ho tratteggiato un suo vago ritratto, che di proposito non ho voluto approfondire, prima di pubblicare sul mio blog il post di cui sopra.

Vi si tratta di INFORMAZIONE.  La tesi supportata da Zhora - a mio avviso - può convincere, suscitare perplessità o discussioni, ma certo non indifferenza.  E' comunque interessante.  Eccola.


 

I buoni media

Immaginate una società in cui i media diano solo ed esclusivamente notizie “buone”.
Che reazione potrebbe provocare questo negli spettatori?
La risposta che parrebbe più ovvia è questa: indignazione.

Dare solo ed esclusivamente notizie buone significa “nascondere” la verità dei fatti, dato che è impossibile pensare che in una società non avvengano fatti “cattivi”.
Le notizie “cattive” dunque vengono date per far conoscere al popolo la verità.

Ma su questa “motivazione” ci sarebbe da mettersi a ridere.
Tutti quanti ormai si rendono conto che i media diffondono solo verità parziali e  che la realtà nuda e cruda è l’unica cosa che veramente non viene mai detta.
Penso che non occorra uno studio approfondito per poter affermare senza tema di smentita che i media si guardano bene dal rivelare la “verità” su tutte quelle questioni che riguardano  i veri  fini e interessi (sia politici che economici) di una nazione.

Dunque, escludendo che si possa  “conoscere la verità”, nella sostanza non cambierebbe molto se venissero diffuse solo notizie “buone”.
Allo stesso modo, avere solo notizie “buone”, oltre a far piacere, dovrebbe anche portare a lungo andare ad una "idea buona” della società.

Lo spettatore comune assiste quotidianamente a spettacoli sempre più violenti, dal vandalismo  allo stupro, dal furto alla pedofilia, dalla rapina alle stragi familiari, eccetera; la criminalità pare così tanto diffusa da non stupire più, da diventare, dunque, abitudine.
 
In questo tipo di comunicazione,  le azioni “cattive” sono la norma mentre le azioni "buone" sono considerate  “eccezioni” alla norma.
I media, in pratica, creano  nella mente dello spettatore un'idea "cattiva" della società.

Questo modello di  informazione è malsano: per prima cosa la notizia “cattiva” è un dato di fatto al quale il fruitore dell’informazione non può che assistere impotente.

La notizia “cattiva” poi, “abitua” le persone a pensare che la  cattiveria sia normale.
Quando lo spettatore assisterà nella realtà alla “cattiveria”, la considererà dunque meno grave di quello che dovrebbe essere.
Data la sua abitudine alla “cattiveria” la persona normale è portata a pensare che la cattiveria sia insita nelle persone stesse.
E dunque tenderà ad isolarsi dagli altri temendo di essere vittima della “cattiveria” altrui...

Si ottiene così un cittadino spaventato, isolato e rassegnato all'impotenza di fronte al crimine .
Ma questo  è anche il cittadino ideale da governare poiché chi ha paura  cerca protezione ed ecco correre in suo "aiuto" le istituzioni, i politici, la polizia, il potente di turno eccetera.

In questa ottica si capisce meglio l'accanirsi dei vari media nella ricerca dell'orrido, del crimine più efferato, della notizia disgustosa; con la scusa di informarci, in realtà ci terrorizzano per poterci manovrare meglio.

_________________________________________

 




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17 giugno 2007

Sir Francis Bernard Dicksee - Romeo and Juliet.

 



Romeo and Juliet  (1884? 1890?)

Sir Francis Bernard Dicksee (1853-1928)
Southampton City Art Gallery, Hampshire, UK





William Shakespeare

ROMEO E GIULIETTA


SCENA QUINTA   -   Il giardino dei Capuleti

GIULIETTA:   Vuoi già partire? Il giorno non è ancora vicino: era l'usignolo, e non l'allodola, quello che ti ha ferito col suo canto l'orecchio trepidante; esso canta tutte le notti su quel melograno laggiù: credi, amor mio, era l'usignolo.

ROMEO:   Era l'allodola, messaggera del mattino, non l'usignolo: guarda, amore, come quelle strisce di luce invidiose della nostra gioia, cingono di una frangia luminosa le nubi che si disperdono laggiù nell'oriente; i lumi della notte si sono spenti a poco a poco, e il dì giocondo si affaccia in punta di piedi sulle nebbiose cime delle montagne: io debbo partire e vivere, o restare e morire.

GIULIETTA:   Quella luce laggiù non è la luce del giorno, io lo so bene: è qualche meteora che il sole emana, affinché stanotte essa ti sia come una face, e rischiari la via a te in cammino per Mantova; perciò rimani ancora; non è vero che tu devi partire ad ogni costo.

ROMEO:   Mi prendano pure, mi mettano a morte: io sono contento, se tu vuoi così. Dirò che quel barlume laggiù non è l'occhio del mattino, ma il pallido riflesso della fronte di Cinzia; dirò che non è l'allodola quella che ferisce coi suoi accenti la volta del cielo, su in alto sopra le nostre teste: io ho più desiderio di rimanere che volontà di partire: vieni, o morte, e sii la benvenuta! Giulietta vuol così. Va bene, anima mia? discorriamo, non è ancor giorno.

GIULIETTA:   E' giorno, è giorno: parti, fuggi di qua, presto! E' l'allodola quella che canta in sì discordi accenti, sforzando la sua voce a striduli suoni e sgradevoli acuti. Dicono che l'allodola canta come da una dolce partitura: questa no, poiché partisce noi due; dicono che l'allodola e l'aborrito rospo hanno fatto scambio degli occhi: oh, in questo momento io vorrei che si fossero scambiata anche la voce! poiché quella voce ci strappa con terrore l'una dalle braccia dell'altro e scaccia di qui te sonando la sveglia al giorno. Ah, parti, ora: la luce si fa sempre più chiara.

ROMEO:   Più chiara, sempre più chiara; e di più in più cupi i nostri dolori!




 





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15 giugno 2007

Guérin - Morpheus and Iris.

 



Morpheus and Iris, 1811.

Guérin, Pierre Narcisse (1774-1833)


The Hermitage Museum, Saint Petersburg







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15 giugno 2007

Pierre-Auguste Cot - Le Printemps







Le Printemps (1873)

Pierre-Auguste Cot (1837-1883)


Exhibited in [in private collection], but currently exhibited in Metropolitan Museum in New York









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13 giugno 2007

Non è numerologia: do proprio... i numeri!

       La mia memoria fisiognomica è scarsissima.         
Quella per i nomi delle persone anche.

Nella migliore delle ipotesi ricordo i volti o i nomi, ma non riesco quasi mai ad associarli, a meno che non si tratti di qualcuno che frequento regolarmente.

Non sarei mai una buona testimone per i RIS, anche perché ho una capacità di osservazione molto limitata, che genera perfino stupore ed incredulità.
E' perché tendo a muovermi come protetta da un velo e a cercare di passare il più anomima possibile.


                                                                

Tuttavia riesco a memorizzare date e numeri talvolta sorprendendo anche me stessa.  La conditio sine qua non deve essere però l'interesse per quella particolare serie di cifre. 
                                                                       
 
Non è allenamento, ma una caratteristica: "do i numeri"...   anche in senso psichiatrico, ma poco poco..  ;)

Un esempio del mio amore per i numeri?
Per questo  strampalato post  ho scelto volontariamente le 13:13.


13
.06.07 - 13:13  *  6 + 7 =
13

13 x 4 = 52  *  5 + 2 =
7

4 + 52 = 56  *  5 + 6 = 11
4 + 5 + 2 =
11

______________________________________________________

7-11-13 sono tra i miei numeri preferiti:

7 sono le lettere del mio nome, 7 quelle del cognome
11 il giorno in cui sono nata
58 l'anno (5 + 8 = 13)
49 gli anni che compirò in dicembre ( 4 + 9 = 13)
13
le lettere complessive di nome e cognome di 3 uomini importanti


Anche il 9, ma attualmente è un po' " in ribasso ":

09.06.1984  il giorno in cui ci siamo baciati per la prima volta
6 + 1 + 8 + 4 = 1
9
6 + 8 + 4 = 18  *  1 + 8 =
9

09.09.1990 - 09:30  il giorno in cui ci siamo sposati

______________________________________________________



RADICE NUMERICA DEI PERFETTI

Un numero si dice perfetto quando è uguale alla somma di tutti i suoi divisori escluso sé stesso.

I numeri perfetti furono inizialmente studiati dai pitagorici. Un teorema enunciato da Pitagora e dimostrato da Euclide rivelò che se  2n+1 - 1  è un numero primo, allora  2n · (2n+1 - 1)  è perfetto. Successivamente Eulero dimostrò che tutti i numeri perfetti pari devono essere di tale forma.

Non si sa se i numeri perfetti continuino all'infinito, né se esistano numeri perfetti dispari (quelli conosciuti sono tutti pari).
Se la somma dei divisori è maggiore del numero, esso si dice abbondante, se risulta minore, verrà chiamato difettivo.

Come è noto, in matematica i perfetti sono delle entità numeriche rare. Per convincersi di ciò basta dare uno sguardo all’elenco sottoriportato, in ordine di grandezza, dei primi 9, rispettivamente composti da 1, 2, 3, 4, 8, 10, 12, 19 e 28 cifre. (L’ultimo dei 39 numeri perfetti conosciuti, scoperto il 14 novembre 2001 dalla associazione americana GIMPS, è composto da oltre 8 milioni di cifre).

Lista dei primi 9 numeri perfetti

6

28

496

8.128

33.550.336

8.589.869.056

137.438.691.328

2.305.843.008.139.952.128

2.658.455.991.569.831.744.654.692.615.953.842.176

Man mano che la ricerca sui numeri perfetti è andata avanti è stata notata una loro curiosa proprietà: la somma delle singole cifre di cui è composto ciascun numero (ad eccezione del 6), perpetuata fino al raggiungimento di una sola cifra, converge sempre a 1. Ad esempio, sommando le singole cifre del quarto numero perfetto (8128) si ha che 8+1+2+8 = 19; a sua volta 1+9 = 10; infine, 1+0 = 1.

Tale caratteristica ha indotto i ricercatori ad avanzare l’ipotesi che tutti i numeri perfetti, compresi quelli ancora ignoti, conservino tale proprietà. Tuttavia, fin quando tale congettura è rimasta non dimostrata, ogni dubbio sulla sua veridicità era legittimo nonché avvalorato dalla diversità del primo numero perfetto (il perfetto 6 che, per l’appunto, ha radice numerica = 6). Dubbi e perplessità che coincidevano con i seguenti interrogativi:

Per quale motivo il primo perfetto non collima con la radice 1 ?

Esso costituisce l’unica eccezione oppure, in seguito, se ne scopriranno altre?

Lo squarcio di luce che illumina la congettura proviene da una riflessione che (così come per la congettura di Teone di Smirne riguardante la cifra finale dei perfetti sempre uguale a 6 oppure 8) trova spiegazione nelle dimensioni cicliche dei sistemi numerici.

Per chi fosse interessato ad approfondire:
http://www.matematicamente.it/giordano/teorema_numeri_perfetti.htm






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11 giugno 2007

Giugno. 11 Giugno 2005.

Qualcuno, di cui preferisco tacere il nome ed il nick, mi aveva più volte attaccato, stravolgendo - a mio avviso - le mie parole.
Ero un po' depressa e un po' scocciata, quando mi arrivò questo:

Hai ricevuto un messaggio dal tuo Diario: http://gattaselvatica.carodiario.com
xxxxxxx ti ha scritto:

----------------------------------
Ciao, non te la prendere, se può consolarti non riesco a socializzare nel web.
Sono tutti permalosi o vuoti, se accenni ad un discorso serio fuggono e poi sono estremamente egocentrici, solo loro ed i loro problemi, tu non capisci, non sei umile, sei presuntuoso etc.
Se vuoi possiamo fare un tentativo fra due "sfigati del web".
Ciao


Accettai, con riserva...  E cominciò una preziosa Amicizia, che dura tuttora!


   Merci beaucoup, mon ami!

Tu es entré dans ma vie comme un gros, méticuleux, mais tendre chat rouge.
Moi, je suis une sauvage chatte noire:
combien de bagarres et  combien de ronronnements!

____________________________________________________________________




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9 giugno 2007

Giugno. 9 Giugno 1984.

 
                                                      

                                   ... Ma non andò proprio così...



Il mio (quasi) primo bacio fu molto meno romantico, anzi lui era così timido che dovetti prendere io l'iniziativa, cosa di cui sono ancor adesso pentita.

Ultimamente il mio blog è costellato di schiocchezze, perché quasi tutti i giorni di Giugno mi portano alla mente sensazioni e ricordi, che non potrei condividere con voi: sono importanti solo per me.

_____________________________________________________________




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8 giugno 2007

Giugno. 8 Giugno 1980 - 16 Marzo 1981.

 



La vita non potrebbe continuare se non si gettasse il passato nel passato,
liberando il presente dal suo peso.
Paul Tillich




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7 giugno 2007

Clima pesante.



 

Clima pesante

Il vertice degli otto grandi parte e subito «finisce». Il surriscaldamento del pianeta ne doveva essere il centro, ma «sul clima non ci sarà accordo», annuncia il portavoce di Bush. Gli Usa non vogliono inserire nel documento finale nessun obiettivo sui gas serra. Ora i G8 cercheranno un testo che salvi le apparenze.
Si parlerà invece molto di armamenti. E della rinata tensione Washington-Mosca. Mentre continuano le proteste e Roma si prepara per sabato...


Piove ancora. Piove a catinelle da stanotte, diluvia da un cielo plumbeo e corrucciato, adirato.

Non c’è vento; la pioggia batte dritta e incessante sul grano quasi maturo, sugli alberi di ciliegie, sui fiori della prima estate.

La provinciale che mi porta in città è allagata in parecchi punti e i fossi tracimano. Devo inserire la massima velocità ai tergicristallo, ma non è sufficiente, anche perché il parabrezza continua ad appannarsi.

Il giornale radio parla del G8, dei “Grandi della Terra” e subitanea sfugge alle labbra una considerazione sboccata: “Sì, i grandi stronzi!”.
In automobile si è spesso nervosi, ma questa volta non c’entra il traffico.


Poi la voce del Papa, lamentosa, strascicata che si appella ai “Grandi” per chiedere che si preoccupino anche dei Paesi poveri, specialmente di quelli africani...

E ancora: “Tutti assolti i cinque imputati per la morte di Roberto Calvi, il presidente del Banco Ambrosiano trovato senza vita sotto il ponte dei Frati Neri, a Londra, il 18 giugno del 1982…”

Calvi “fu suicidato”, ma ancora non si sa da chi. Lo spiker fa un breve riassunto della vicenda e sento parole lontane nel tempo: crack, Banco Ambrosiano, Licio Gelli, Loggia P2, Michele Sindona, Ior, Banca Vaticana, Marcinkus…

E allora sdegno, rabbia salgono prepotenti dalla bocca dello stomaco alla testa e ridiscendono.
Si rincorrono sensazioni forti e pensieri sconnessi, ma legati da un filo sottile e indistruttibile: potere e denaro.

La Chiesa Cattolica che, potente per beni materiali e legami che Cristo non credo benedirebbe, si appella in favore della povertà, anziché avere il pudore di cambiare e di fare ammenda per il passato.

La Chiesa che, ostentando opulenza perfino nei paramenti dei suoi più alti prelati, non si vergogna di chiedere senza dare, di giudicare senza giudicarsi: ma quanta ipocrisia gronda?

E perché non rammenta ai cosiddetti “grandi” che se un Dio ci ha donato, anzi ci ha permesso di vivere in questo Pianeta, il peccato più grave che si possa commettere è distruggerlo, anzi distruggerlo deliberatamente, in nome dei propri meschini interessi?

Invece nega perfino di indurre il cancro con le emissioni elettromagnetiche troppo elevate di Radio Vaticana. E sempre tutti assolti, perché non si può fare a meno del suo potente appoggio, oserei dire del suo ricatto.

Leggo: “L'America preferisce mettere l'accento sullo sviluppo di nuove tecnologie per risolvere il problema ambientale (piuttosto che ricorrere a regole e limiti). Bush ha esortato oggi gli altri paesi a eliminare le barriere tariffarie che ostacolano la diffusione di tecnologia volta a sviluppare energie non inquinanti".

Nel 2007 pensano allo sviluppo di tecnologie alternative?!
Ma si parlava di inquinamento quando io frequentavo le scuole medie, negli anni settanta!
La ricerca sulle fonti di energia alternativa è stata volutamente ignorata, tarpata in favore di un ben più remunerativo petrolio, oro nero solo per pochi.

Adesso, perché sono soprattutto i Paesi in via di sviluppo a produrre inquinamento, crescendo rapidamente e facendo una spietata concorrenza alla ricca economia occidentale, ci si rivolge alla ricerca scientifica?

Meglio tardi che mai, ma a questo punto è una scelta obbligata porsi anche dei limiti e possibilmente rigorosi! E’ da suicidi continuare a sperare che il Pianeta non si ribelli, anzi ha già cominciato e finora ha solo mugugnato un po’. Ha avuto pazienza la Terra, ma guai a quando prenderà atto che gli uomini sono per la maggior parte ottusi, egoisti, pericolosi: virus da eliminare.

L’umana è una specie più egoista e meno lungimirante di quelle che noi consideriamo inferiori, che viceversa hanno da sempre istintivamente salvaguardato l’equilibrio e le sorti di sé e dell’ambiente.

A cosa ci serve quella che noi chiamiamo, con arroganza, intelligenza degli esseri “superiori”? A distruggere noi stessi e gli altri, imperterriti, sordi a tutti gli avvertimenti che la Natura ci ha mostrato.

Cosa faranno, riuniti, i “Grandi”?  Cercheranno ciascuno di affermare in primis la propria Nazione.
Discuteranno di scudo spaziale, si azzanneranno diplomaticamente sulle solite questioni, magari innescheranno qualche altra guerra sulla quale qualcuno possa speculare e trarre benefici economici.

E intanto a Roma si sigillano i tombini, si portano via i cassonetti, si blinda un intero quartiere, si chiude lo spazio aereo… perché un coglione possa arrivare incolume a Trastevere per incontrare la Comunità di Sant’Egidio!
Servi anche i nostri politici!  Se proprio voleva incontrarla, avrebbero potuto far muovere alcuni rappresentanti della comunità medesima in luogo chiuso e controllabile. Forse però il Presidente gradiva una passeggiatina... Un po' cara!

Ho sentito qualcuno affermare: “No, non faremo critiche di alcun genere, in questa occasione… E’ un ospite e gli ospiti si trattano con amicizia”.
Certo: stendendo perfino la propria giacchetta sulle pozzanghere, affinché non si bagni le scarpe!

Eviterò di guardare in TV tutte le strette di mano, gli abbracci e i sorrisi che ci si scambieranno in Germania e in Italia: non amo particolarmente dar di stomaco.

E la pioggia continua a scendere.


                                                                                                                    

 



16.06.07 - Domanda provocatoria  -  Fiore di campo

Ne ho già parlato in un post più di un anno fa, ma adesso vale la pena di aggiungere qualche riga visto che, a così grande distanza di tempo dall’uscita del "Codice da Vinci", la Chiesa ha nuovamente "denunciato" il regista Ron Howard, il produttore, il distributore ed altri che hanno contribuito alla realizzazione del film: una decina di persone in tutto.
L’accusa è "pubblicazione di spettacoli osceni" e la procura di Civitavecchia, contrariamente a quella di Roma che aveva archiviato la denuncia, ha aperto un’inchiesta iscrivendo regista & company nel registro degli indagati per violazione 
dell’articolo 528 del Codice Penale.
Per la Chiesa l’oscenità riguarda due scene in particolare. La prima quella nella quale si afferma che Gesù Cristo era padre, l’altra nell’aver riconosciuto la Maddalena e non un discepolo nel famoso dipinto di Leonardo alludendo all’utero femminile come al calice del Santo Graal.
Il film, definito dissacratorio, viene contestato anche per il fatto di non essere stato vietato ai minori di 14 anni ai quali la sua visione potrebbe confondere le idee dal momento che gli insegnamenti che vengono loro dispensati a catechismo sono di tutt’altra natura.
Immagino che adesso Dan Brown e Ron Howard, nonostante la ridicola denuncia, si stiano fregando le mani per la soddisfazione al pensiero della inaspettata pubblicità tardiva che li porterà nuovamente al centro dell’attenzione.

Invece io mi chiedo: visto che le menti dei giovani sono così plasmabili e i ragazzi non sono capaci di discernere la realtà dalla fantasia, non sarebbe opportuno rimandare alla maggiore età, invece della visione di un banale film o la lettura di un fantasioso libro, proprio l’insegnamento del catechismo?




commento di   gatta nera - utente certificato  lasciato il 18/6/2007 alle 20:34, 160.78.85.xxx

Ciao Fiore, al volo esprimo la mia opinione.

E infine - seIo credo che il desiderio di censura, da chiunque provenga e in qualsiasi direzione sia volto, celi una paura. Chi è sicuro delle proprie opinioni, convinzioni, fede non teme le critiche e le discussioni; e accetta anche chi la pensa in modo diverso.
Nel caso specifico non è certo la visione o la lettura de "Il Codice da Vinci" che può minare le certezze religiose dei credenti; io ho letto il libro e visto il film e sinceramente non mi pare che le tesi proposte siano suffragate da prove tali da sconvolgere la comunità cristiana.
A mio avviso un ragazzo moderno potrebbe leggerlo come una volta si leggevano i Tre Moschettieri, guarda quanto mi spingo in là!
Un romanzone di intrighi e qualche colpo di scena.

E infine, se  anche questo libro (film) fosse così potente da suscitare dubbi e riflessioni, tanto meglio!
Non mi pare corretto insegnare ai giovani ad essere cristiani "per nascita", ma dovrebbe esserlo per scelta e quindi dopo un cammino di conoscenza, di meditazione e di convinzione.

Mi scandalizza molto di più Benedetto XVI che da Assisi esorta alla pace nel mondo, con questo incipit: "Ritengo mio dovere..." Suo dovere?!
E ancor di più quando parla di San Francesco, che era il "poverello" per antonomasia, mentre è vestito con paramenti costosissimi e sfarzosi. Non era certo quello l'abito indossato da Cristo e dai suoi apostoli e discepoli!
Non avevano ricchezze da tenere strette. Il nome di San Francesco stona sulle bocche di questi "alti" e ipocriti, se mi permetti, prelati!

Ipocriti come coloro che chiedono la censura di un film perfino noioso e non denunciano tutti i film o le fiction violente che, proposte in prima serata, esaltano l'uso delle armi e l'intolleranza.

Basta, altrimenti posso prendere un panchettino, montarci sopra e tenere un comizio (come a Londra).
Torno al mio lavoro.
A presto.




commento di   fioredicampo - utente certificato  lasciato il 18/6/2007 alle 21:15, 79.9.131.xxx

STARRY NIGHT – Ciao carissima gatta frettolosa.
Temere che un film come “il Codice da Vinci”, praticamente un fumettone fantasioso e movimentato, possa minare le certezze dei fedeli, significa che le “certezze” sono davvero deboli e che quella “verità assoluta” predicata dalla chiesa è piuttosto contestabile!
Anch’io mi scandalizzo di più per quelli affermazioni e per quegli atteggiamenti del Papa che tu hai ben descritto e che non sto a ripetere.
Sono ben altri i film che andrebbero censurati e poi non dimentichiamo mai che è preciso dovere dei genitori sorvegliare i figli di età inferiore ai 14 anni in modo da poter intervenire qualora sia necessario spiegare loro quegli aspetti della vita, di un film, o di un dialogo qualunque che potrebbero averli turbati.
Un bacio.








 




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"Oh Signora Threadgoode,
io mi sento troppo giovane

per essere vecchia
e troppo vecchia
per essere giovane!"
 
Fried green tomatoes
27 Dicembre 1991.


 

 "La donna nell'arte"

 

 

"Women in film"
 

 

Toutefois
l'amour vrai rare peut être,
il est moins ainsi que l'amitié vraie.

Per quanto
il vero amore possa esser raro,
lo è meno della vera amicizia. 

François Duc de La Rochefoucauld

 

 

 


 

 

 Non nascondere
il segreto del tuo cuore,
amico mio!
Dillo a me, solo a me,
in confidenza.
Tu che sorridi così gentilmente,
dimmelo piano,
il mio cuore lo ascolterà,
non le mie orecchie.
La notte è profonda,
la casa silenziosa,
i nidi degli uccelli
tacciono nel sonno.
Rivelami tra le lacrime esitanti,
tra sorrisi tremanti,
tra dolore e dolce vergogna,
il segreto del tuo cuore.

  Rabrindranath Tagore

                                     


    


    Le aleggiava sulle labbra
e le splendeva negli occhi
un sorriso tenero e radioso,
che pareva scaturire
dal cuore medesimo
della femminilità.

 
"La lettera scarlatta"
Nathaniel Hawthorne

 

 

                                               
 
                                                        
             Pierre Auguste Renoir
                 Spring bouquet, 1866


 
 


           

 

"Non permetterò a nessuno
 di mettermi in gabbia".


"Non voglio metterti in gabbia,
 io voglio amarti".

 

" E' la stessa cosa".



              
 

 

 

 


Sognare 

Fabia, sono Catullo.
Ti ricordi quando volevo baciarti
e non l'ho fatto?
Quando volevo toccarti
e non ho potuto?
Quando volevo portarti via
e me l'hanno impedito?
Ora ti sogno tutte le notti
e nessuno può farci nulla.

Da: Poesie d'amore
Enrico Galavotti

                                              
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