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E-le-stelle-stanno-a-guardare
Ricordi, rimorsi, rimpianti... suggestioni, impressioni, riflessioni di una gatta psicopatica.


Diario


31 luglio 2007

Insolite sentenze.

29/7/2007 (11:14)

Condannati a vestirsi da pollo  Uno dei condannati all'insolita punizione
E’ questa l’insolita sentenza decisa da un giudice americano per tre uomini colpevoli di aver chiesto prestazioni sessuali a una poliziotta in incognito.


PAINESVILLE, OHIO

Il giudice Michael Cicconetti aggiunge un’altra insolita sentenza a quelle per cui è divenuto famoso negli Stati Uniti.
Tre uomini sono stati giudicati colpevoli di aver chiesto, in un ristorante della città, prestazioni sessuali a una poliziotta in incognito. Il giudice Cicconetti in prima istanza li aveva condannati a 30 giorni di prigione, ma poi ha commutato la pena in qualcosa di più fantasioso: i tre uomini, a turno, dovranno indossare un costume giallo da pollo e a rimanere per 3 ore al giorno di fronte al palazzo di giustizia locale con un cartello con la scritta «Nessun Chicken Ranch a Painesville».

Il messaggio fa riferimento a "World Famous Chicken Ranch” (“Il più famoso pollaio del mondo”), un casinò-bordello nel Nevada dove la prostituzione è legale.
Il costume è stato preso in affitto da una persona del luogo che normalmente lo utilizza per far divertire i bambini nell’ospedale locale.

Come detto il giudice Cicconetti non è nuovo a sentenze fantasiose. In passato aveva condannato una persona che aveva dato del maiale a un poliziotto a sostare in strada, per alcune ore al giorno, con accanto un maiale e un cartello con su scritto: «questo non è un poliziotto».

In precedenza, una coppia di persone che aveva rubato la statua Gesù in fasce dal presepe venne condannata a indossare gli abiti di Giuseppe e Maria e a camminare al fianco di un asinello.

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200707articoli/24195girata.asp




Potrebbe essere un'idea?  

commento di   gatta nera - utente certificato  lasciato il 31/7/2007 alle 20:52
 
E ultimo, dulcis in fundo come il sidro di... Mele, il nostro (nel senso di appartenente al nostro parlamento) Cosimo.
E va beh! Ha predicato bene e razzolato maluccio... Può capitare...
Ah, dici che è un cristiano cattolico integralista, quasi un ultrà del sacro vincolo della famiglia?
Allora le cose cambiano, allora è davvero in malafede... Quando pontifica in camera... Pardon alla Camera!
Per la camera d'albergo saranno affari suoi e della "consorte finché morte non vi separi".
Quello che mi fa specie è che si sia dimesso dall'UDC e resti in Parlamento: ma chi lo ha votato lo voleva dell'UDC, adesso che parte di elettori rappresenta?
Mandarlo a casa non si può, poi perde la pensione se non arriva almeno a metà mandato... Ecco, rifacendomi alle sentenze bizzarre di Michael Cicconetti, giudice in USA, io lo farei terminare la legislatura presenziando alle sedute con le "orecchie d'asino", come si faceva con gli scolari discoli.

Tra malafede ed ipocrisia ovvero Mele e Casini.
30 Luglio 2007 - 20:31

http://www.fioredicampo.ilcannocchiale.it/


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31 luglio 2007

Se volete adottare un gatto...





Quante volte, osservando un tenero micino, avete desiderato di portarlo a casa vostra?  Se lo avete fatto, sapete già di cosa si tratta, altrimenti dovete essere consapevoli che adottottare un gatto significa essere scelti e amati oppure sopportati.

La prima ipotesi è di gran lunga la più diffusa, a meno che vi imbattiate in un felino davvero "bastardo dentro" (ed è molto raro) o abbiate agito scorrettamente, cosa che difficilmente il gatto dimentica in fretta (e ha ragione!).

Nel mio caso, Sherazade, la nostra grossa e attempata micia nera, di indole tendenzialmente aggressiva (a causa della sua insicurezza di gatta cresciuta senza mamma e alle prese con una colonia di gatti semi-selvatici nel cortile) e carattere alquanto deciso, ha tuttavia sviluppato una tale fiducia nei miei confronti che sono diventata la sua infermiera ufficiale.

Al momento di medicarla (è affetta da allergia alle punture di zanzare ed ha avuto vari incidenti), si abbassa a tappetino, ma si lascia prendere in grembo; soffre, ma non oppone resistenza.  Quando proprio non sopporta il fastido o il dolore, allunga le zampe anteriori per allontanarmi, ma con poca forza, senza unghie, quasi come a pregarmi di sbrigarmi.

Questo per un gatto è fidarsi totalmente del suo umano, anche quando non capisce perché gli procuri un po' di male; non può sapere che sto operando per farla guarire o star meglio, ma SA che non potrei mai farle qualcosa di malvagio.

Non succede sempre così, questo dovete saperlo, perché potrebbe capitare che il cucciolino dall'aria dolcissima, si trasformi da grande in una peste.  Nel qual caso o si ama ugualmente... o si ama ugualmente, perché il vostro gatto troverà mille altri modi per farsi perdonare e... adorare...
 



Come far prendere una pillola ad un gatto.

1)   Prendete il gatto e sistematelo in grembo tenendolo col braccio sinistro come se fosse un neonato. Posizionate pollice e indice sui rispettivi lati della bocca del gatto ed esercitate una pressione delicata ma decisa finché il gatto apre la bocca. Appena il gatto apre la bocca, inserite la pillola.
Consentite al gatto di chiudere la bocca, tenetela chiusa e con la mano destra massaggiate la gola per invogliare la deglutizione.

2)   Cercate la pillola in terra, recuperate il gatto da dietro il divano e ripetete dal punto n. 1.

3)   Recuperate il gatto dalla camera da letto e buttate la pillola ormai molliccia.

4)  Prendete una nuova pillola dalla confezione, sistemate il gatto in grembo tenendo le zampe anteriori ben salde nella mano sinistra. Forzate l'apertura delle fauci e spingete la pillola in bocca con il dito indice della mano destra. Tenetegli la bocca chiusa e contate fino a dieci.

5)  Recuperate la pillola dalla boccia del pesce rosso e cercate il gatto nel guardaroba. Chiamate qualcuno ad aiutarvi.

6)   Inginocchiatevi a terra con il gatto ben incastrato tra le gambe, tenete ben salde le zampe anteriori e posteriori. Ignorate il leggero ringhiare del gatto. Dite al vostro aiutante di tenere ben salda la testa con una mano mentre inserisce un abbassalingua di legno in bocca. Inserite la pillola, togliete l'abbassalingua e sfregate vigorosamente la gola del gatto.

7)   Convincete il gatto a scendere dalle tende. Annotate di farle riparare. Spazzate con attenzione i cocci di statuine e vasi rotti cercando di trovare la pillola. Mettete da parte i cocci con la nota di re-incollarli più tardi e, se non avete trovato la pillola, prendete un'altra pillola dalla confezione.

8)   Avvolgete il gatto in un lenzuolo e chiedete al vostro aiutante di tenerlo fermo usando il proprio corpo in modo che si veda solo la testa del gatto. Mettete la pillola in una cannuccia, forzate l'apertura delle fauci del gatto aiutandovi con una matita e usando la cannuccia come cerbottana posizionate la pillola in bocca al gatto.

9)   Leggete il foglietto illustrativo del farmaco per controllare che non sia dannoso per gli esseri umani. Bevete un succo di frutta per mandare via il saporaccio. Medicate il braccio del vostro aiutante e lavate il sangue dal tappeto usando acqua fredda e sapone.

10)  Recuperate il gatto dal garage dei vicini. Prendete un'altra pillola. Incastrate il gatto nell'anta dell'armadio in modo che si veda solo la testa. Forzate l'apertura delle fauci con un cucchiaino. Ficcategli la pillola in gola usando un elastico a mo' di fionda.

11)  Cercate un giravite nella vostra cassetta degli attrezzi e rimettete a posto l'anta dell'armadio. Medicatevi la faccia e controllate quando avete fatto l'ultima antitetanica. Buttate la maglietta e indossatene una pulita e intatta.

12)  Telefonate ai pompieri per recuperare il gatto dall'albero del dirimpettaio. Chiedete scusa al vostro vicino di casa che rincasando ha sbandato e ha fracassato la macchina contro il muro per evitare di investire il vostro gatto impazzito che attraversava la strada di corsa. Prendete l'ultima pillola dalla confezione.

13)  Legate le zampe anteriori e le zampe posteriori del gatto con un corda e legatelo alla gamba del tavolo. Cercate i guanti da lavoro e indossateli. Inserite la pillola nella bocca del gatto facendola seguire da un grosso pezzo di filetto di manzo. Tenete la testa del gatto in posizione verticale e inserite 2 bicchieri di acqua in modo da assicurarvi che abbia ingoiato la pillola.

14)  Dite al vostro aiutante di portarvi al pronto soccorso; restate seduti pazientemente mentre i dottori ricuciono le vostre dita alla mano ed estraggono i frammenti di pillola dall'occhio destro. Sulla strada per tornare a casa fermatevi al negozio di arredamento per comprare un nuovo tavolo.

15)   Telefonate alla Protezione Animali per vedere se possono prendersi cura di un gatto mutante. Telefonate al più vicino negozio di animali per vedere se ci sono in vendita dei criceti.


                      

 POSTILLA

Ho forse dimenticato di aggiungere che da qualche anno le pillole per cani e gatti sono... "appetibili"?

                                                                     Ops, che sbadata!

 


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30 luglio 2007

Lettera di un amore - Dario Chioli


                                                  Amica mia, da quando hai offerto, a me viandante, acqua 
dal tuo pozzo di pietra, tutta la mia percezione è filtrata dalla tua immagine.

L'immagine della tua figura seduta presso il pozzo, del passo lieve con cui te ne sei andata, dei tuoi occhi che riflettevano la luce del meriggio, del calice della tua mano da cui ho bevuto, è costantemente presente in una finestra della mia mente.

L'odore del muschio del pozzo e di te sono fusi nelle mie narici.

Il sibilo del vento che fischiava contro le tue parole, e le tue parole stesse, sono nelle mie orecchie.

Quelle che non ho potuto intendere sono l'enigma che mi lega all'ignoto.

Stanotte ti ho veduta, tra le maglie di uno scialle argenteo, nelle profondità del bosco. Dagli alberi fluivano liquori d'oro, un fiume profondo e vorticoso mi separava da te. Avevo timore, ma la tua immagine mi esaltava, e mi son gettato in acqua per raggiungerti. Ho perso coscienza, e mi son ritrovato dentro il bosco, tu protesa su di me che mormoravi una canzone di dolcezza indescrivibile. Proprio allora sono tornato in me, e cercavo intorno, quella meraviglia, che una donna come te porgesse rimedio alla mia sete, e col rimedio se stessa.

Spero contro ogni probabilità che questa sensazione non cessi mai, che mai l'irripetibile venga da noi ridotto al consueto.

Quel pozzo a cui abbiamo attinto, quello sguardo che ci siamo scambiati, sono doni che non possiamo sprecare.

Non possiamo e non dobbiamo dimenticare mai come, uniti, fummo liberi.

Hai fuso in me sonno veglia ed immaginazione, la mia percezione è adesso un diamante inattaccabile, immortale. Tutto ciò che perisce, fluisce su di esso senza permanere.

Non parlerò a nessuno di noi due. Questo segreto illumina la mia vita. Anche tu, credo, non ne parlerai, perché questi non sono giorni di cui si possa dire, non sono giorni di tempo, ma giorni d'anima, giorni d'immortalità.

Amica mia, ho paura che la limpidezza possa offuscarsi, ho paura che il passato sopraffaccia il presente. Mi sento come la vedetta in attesa contro l'imperscrutabile. Sarebbe felice di poter finire i suoi giorni senza che l'ignoto arrivi.

Vieni e abbracciami fino ad allora.

Mio specchio, mia anima.
                                      Dario Chioli  
  
 

 


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29 luglio 2007

Dedicato a te...


IL 29 LUGLIO


Il 29 luglio
quando il grano è maturato
trum-lallà
larallalà,
è nata una bambina
con una rosa in mano,
è nata una bambina
con una rosa in mano.
Non era paesana
e nemmeno cittadina
trum-lallà
larallalà,
è nata in un boschetto
vicino alla marina,
è nata in un boschetto
vicino alla marina.
Vicino alla marina
dove è più bello stare
trum-lallà
larallalà,
si vedon le barchette
a navigar sul mare,
si vedono le barchette
a navigar sul mare.

A navigar sul mare
ci voglion le barchette
trum-lallà
larallalà,
per fa l'amor di sera
ci vuol le ragazzette,
per far l'amor di sera
di vuol le ragazzette.
Le ragazzette belle
l'amor non lo san fare
trum-lallà
larallalà,
e noi da bravi Alpini
glielo faremo fare,
e noi da bravi Alpini
glielo faremo fare.
Glielo faremo fare,
glielo farem sentire,
trum-lallà
larallalà,
stasera dopo cena
prima d'andà a dormire,
stasera dopo cena
prima d'andà a dormire.

Quando eri ragazza, ti cantavano questa canzone, che ora non ricordi più.
 L'ho ritrovata per te e te ne farò dono.





Dedicato ai tuoi occhi verdi come l’acquamarina,

dedicato al tuo carattere schietto, a volte troppo, ma cristallino,

dedicato ai tuoi settantatre anni pregni di vita,

dedicato al tuo compleanno, anche se tu non leggerai.

Ti voglio bene, mamma,
nonostante e forse anche di più per tutte le nostre battaglie.



Pubblicato il 14 Agosto 2007 - 21.07 - per pudore




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29 luglio 2007

L'affabulatrice.

 


E un giorno la vecchia affabulatrice ricomincerà a narrare delle storie del mondo e della sua lontana e lontana giovinezza, ma nessuno può dire con certezza quando questo avverrà.

Ai suoi piedi il gatto nero delle streghe, nella gola la voce ammaliante delle fate. Tra fantasia e realtà, tra lacrime e risa, tra canti d'amore e nenie di sofferenza, l'ammaliatrice vi farà uscire dal vostro mondo e vi porterà con sé nel passato e nel sogno, senza mai svelare dove finisce l'uno e inizia l'altro.

Ritornerà, ma il vento dovrà prima asciugare tutte le sue lacrime e le stelle illuminarle gli occhi e la musica far cantare il suo cuore.

La sua magia risiede nelle parole.



Martedì, 20 Marzo 2007 - 01:17                                                             




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27 luglio 2007

Oscar the cat, angel of death? (articolo segnalato da un caro amico gattofilo)




Oscar was raised in the nursing home

Oscar, a hospice cat at the Steere House Nursing and Rehabilitation Center in Providence, RI, is seen Monday, July 23, 2007. Oscar the cat seems to have an uncanny knack for predicting when nursing home patients are going to die, by curling up next to them during their final hours. (AP Photo/Stew Milne)

***   *   ***   *   *** 

Il gatto «angelo della morte»
Oscar, sette vite e un sesto senso

Vive in un istituto per anziani con malattie degenerative e «prevede» la morte dei degenti.
Negli Usa è diventato un caso.


PROVIDENCE (USA) – Oscar affascina il personale medico dell'ospedale Steere House di Providence negli Stati Uniti. Ha un bel mantello soffice di colore grigio-bianco, le sue zampine sono candide e vellutate. Ciononostante il bel micione crea inquietudine tra i pazienti nella casa di cura: già perché l'animale sembra che riesca a presentire la morte dei malati. Il fenomeno è stato descritto anche dalla rivista medica New England Journal of Medicine, e trattato in questi giorni dai maggiori telegiornali del paese. «Il gatto riesce sempre ad apparire nel luogo qualche ora prima che il paziente muoia».

MORTE - Il felino di due anni è stato allevato quando era ancora un cucciolo, è cresciuto nel reparto per demenza del centro di cura e riabilitazione «Steer House Nursing and Rehabilitation Center» nello stato di Rhode Island. Qua vengono assistiti pazienti malati di Alzheimer, Parkinson e altre malattie degenerative. Già all'età di 6 mesi il micio ha iniziato il suo personalissimo lavoro. Il personale medico si è accorto che il gatto era solito fare un giro quotidiano nei corridoi e nelle stanze dei ricoverati, esattamente come dottori e infermiere. Controllava spesso i residenti della casa, li annusava, li osservava e si metteva vicino alle persone, la cui morte avveniva di solito nel giro di poche ore. In 25 casi la «previsione» è risultata giusta. Quando il gatto si trova nella stanza di un ricoverato, il personale dell'ospedale ormai passa ad avvertire i congiunti. Perché questo significa, nella regola, che il malato ha solo qualche ora di vita.

CONFORTO - «Non fa mai errori. Proprio come un sensitivo sembra che riesca a capire quando un paziente è vicino a morire», spiega il dottor David Dosa al New England Journal of Medicine. Dosa è un medico specialista di geriatria e professore presso l'Università di Brown a Providence. «Molti parenti trovano conforto in questo - prosegue Dosa -. Sono contenti se il micio tiene compagnia ai propri cari». E aggiunge: «Sembra che Oscar prenda molto sul serio il suo lavoro. Anche perché di solito si tiene a distanza dalla gente. La sua non è una razza che si lega molto alle persone».
                                                                 

CAPACITA' - «E' vero che il gatto riesce ad avvertire la morte meglio delle persone che lavorano in questa struttura - dice Joan Teno della Brown-University, medico curante e esperta nella terapia di malati terminali - ma non penso che questo sia un gatto sensitivo. Credo, invece, che ci sia probabilmente una spiegazione biochimica». Durante una visita ad una paziente, la dottoressa Teno, si è accorta che la donna non mangiava più, aveva problemi di respirazione e le sue gambe erano di un colore bluastro - sintomi che spesso indicano una morte imminente. Oscar in quel caso non è restato nella stanza. «Pensavo che questa volta si fosse sbagliato finché più tardi - erano oramai passate dieci ore - è apparso, è rimasto per due ore vicino al letto della paziente, dopodiché è deceduta». Un giorno il gatto prodigio è salito sul letto di un'anziana paziente della stanza numero 313. La sua presenza ha allertato il personale della casa di cura. E quando il nipote della paziente ha chiesto il perché della presenza del gatto, sua madre gli ha spiegato: «È qui per aiutare la nonna ad arrivare in cielo». La paziente è morta dopo mezz'ora.

MEDAGLIA - «La maggioranza delle persone che si trova nell'ospedale è così malata da non rendersi nemmeno conto quando arriva il gatto», riferiscono i medici. Non sanno quindi che li aspetta probabilmente una morte in meno di quattro ore. Finora non è stata trovata nessuna spiegazione all'insolita capacità del felino. «Sono cose difficili da studiare. Penso che probabilmente i cani e i gatti possano percepire cose che noi non riusciamo a sentire», ha detto Thomas Graves, esperto di felini e coordinatore del College dell'Università dell'Illinois. Nei giorni scorsi a Oscar è stata pubblicamente assegnata una piccola medaglietta per la sua «compassionevole assistenza ai ricoverati».

Elmar Burchia
Il Corriere della Sera, 27 Luglio 2007.
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/07_Luglio/26/gatto_angelo_morte.shtml





Oscar the cat doesn't like to be put out in the hall when a patient is dying.



When death comes calling, so does Oscar the cat

PROVIDENCE, Rhode Island (AP) -- Oscar the cat seems to have an uncanny knack for predicting when nursing home patients are going to die, by curling up next to them during their final hours.

His accuracy, observed in 25 cases, has led the staff to call family members once he has chosen someone. It usually means the patient has less than four hours to live.
"He doesn't make too many mistakes. He seems to understand when patients are about to die," Dr. David Dosa said in an interview. He describes the phenomenon in a poignant essay in Thursday's issue of the New England Journal of Medicine.
"Many family members take some solace from it. They appreciate the companionship that the cat provides for their dying loved one," said Dosa, a geriatrician and assistant professor of medicine at Brown University.
The 2-year-old feline was adopted as a kitten and grew up in a third-floor dementia unit at the Steere House Nursing and Rehabilitation Center. The facility treats people with Alzheimer's, Parkinson's disease and other illnesses.
After about six months, the staff noticed Oscar would make his own rounds, just like the doctors and nurses. He'd sniff and observe patients, then sit beside people who would wind up dying in a few hours.
Dosa said Oscar seems to take his work seriously and is generally aloof. "This is not a cat that's friendly to people," he said.
Oscar is better at predicting death than the people who work there, said Dr. Joan Teno of Brown University, who treats patients at the nursing home and is an expert on care for the terminally ill.
She was convinced of Oscar's talent when he made his 13th correct call. While observing one patient, Teno said she noticed the woman wasn't eating, was breathing with difficulty and that her legs had a bluish tinge, signs that often mean death is near.
Oscar wouldn't stay inside the room, though, so Teno thought his streak was broken. Instead, it turned out the doctor's prediction was roughly 10 hours too early. Sure enough, during the patient's final two hours, nurses told Teno that Oscar joined the woman at her bedside.
Doctors say most of the people who get a visit from the sweet-faced, gray-and-white cat are so ill they probably don't know he's there, so patients aren't aware he's a harbinger of death. Most families are grateful for the advance warning, although one wanted Oscar out of the room while a family member died. When Oscar is put outside, he paces and meows his displeasure.
No one's certain if Oscar's behavior is scientifically significant or points to a cause. Teno wonders if the cat notices telltale scents or reads something into the behavior of the nurses who raised him.
Nicholas Dodman, who directs an animal behavioral clinic at the Tufts University Cummings School of Veterinary Medicine and has read Dosa's article, said the only way to know is to carefully document how Oscar divides his time between the living and dying.
If Oscar really is a furry grim reaper, it's also possible his behavior could be driven by self-centered pleasures like a heated blanket placed on a dying person, Dodman said.
Nursing home staffers aren't concerned with explaining Oscar, so long as he gives families a better chance at saying goodbye to the dying.
Oscar recently received a wall plaque publicly commending his "compassionate hospice care."

updated 6:04 p.m. EDT, Wed July 25, 2007
http://www.cnn.com/2007/US/07/25/death.cat.ap/


                           




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27 luglio 2007

Nulla di più.



 




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25 luglio 2007

Uno smeraldo.

  

Ci sono giorni o anche solo poche ore o addirittura un momento in cui ti chiedi cosa mai potresti avere in più di quella sensazione di felicità che ti pervade le vene.
Pare impossibile essere stati per tanto tempo ciechi alla bellezza della vita.
Durano poco, ma mentre sono lì, anzi mentre tu sei lì, dentro la loro magia, sembrano inondarti l’animo e svaniscono così soavemente da non lasciarti che un dolcissimo senso di benessere, il desiderio di pronunciare la parola “grazie”, senza neppure sapere a chi o a cosa rivolta.
Sono pochi, rari smeraldi che ci riserva la nostra esistenza, che si trovano al costo di tanta melma spalata e setacciata, di tanta roccia spaccata, ma che ci ripagano di ogni travaglio; che non si fanno rimpiangere quando sono sfuggiti, ma lievemente ricordare.
Questa sera ho raccolto una di queste pietre. L’avevo scorta la mattina e rimirata, ma solo verso il tramonto ho sentito appieno diffondersi in me il suo luminoso calore.
Mentre ritornavo a casa e vivevo quei minuti solo miei, viaggiando piano sull’asfalto ancora caldo, ho scorto il mio volto nello specchietto retrovisore: lo sguardo brillava ridente e sembrava restituirmi il luccichio che avevo lasciato riflettersi.
Il sole calante all’orizzonte ha voluto regalarmi altra gioia: un pizzico in più e il mio cuore sarebbe esploso come un fuoco d’artificio.
Un tramonto di quelli che solo la natura sa mandare in scena: spettacolarmente affascinante. Di ampio respiro, di tinte insolitamente accostate: squarci di cielo fra poche nubi sfumate e cangianti.
Ho spento l’automobile e mi sono fusa con le emozioni che filtravano attraverso gli occhi, dalle orecchie con i primi accordi di grilli e gli ultimi di cicale, dal ricordo, dalla gioia di poter ripetere le parole maestre: “Sono viva” e comprenderne la grandezza del significato.

                                                                                           


            




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20 luglio 2007

20072007 ... Ma il cammino continua...





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20 luglio 2007

20072006 - Ricordi...






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19 luglio 2007

Fate morgane.

 

Mercoledì, 18 Luglio 2007
Era un gioco e non un fuoco

by  Masso - Blue River
http://blueriver.splinder.com/

Adelmina pensava che fosse solamente un gioco, un gioco che poteva realizzare il suo sogno proibito, arricchirsi con nessuna fatica e magari anche legalmente.

Adelmina non sarebbe mai diventata una sarta in nero, e non voleva andare in giro per case a fare punture a dieci euro che le sarebbero sembrati estorti, solo per arrotondare una pensione strappata alla raccolta di frutta.
Ma…

Adelmina non sapeva che quello che inizialmente sembra essere un gioco, ben presto diventa un metodo legale per perdere ogni bene. Questo pizzo sui sogni proibiti ha un nome, "Gratta&Vinci": un gioco che riesce a prevalere sulla ragione, un gioco che ti ammalia a tal punto da non resistere dal tentare la sorte, ignari dall'essere entrati in un tunnel senza uscita.

Il gioco, per chi non lo sapesse (ma col bombardamento mediatico, chi non lo sa?) è alquanto semplice: consiste nel grattare una striscia argentata sotto la quale sono nascosti dei numeri. Questi numeri sono solitamente abbinati a premi in denaro e, se si trova la combinazione vincente, si possono portare a casa un po’di soldini. Ovviamente, come si può resistere ai vari bottini messi in palio?
Questo è il punto.

La fame di denaro è così forte da portare a sperperare il proprio capitale certo in qualcosa di incerto. Anche se consapevole di avere poche possibilità di realizzare la vincita della vita, Adelmina non rinuncia a sperare: quando il gioco diventa dipendenza.
Faceva caldo, ieri pomeriggio: Adelmina guarda le sue MS, e lascia sul tavolo la moneta. Un euro, un sogno. Ma a volte succede che tentando la sorte con un solo biglietto da un euro, se ne vincano due: a quel punto, Adelmina, cosa fai, te ne vai? Nemmeno per sogno.
L’esercente ti guarda con l’aria della pezzente, mentre tu guardi lui che già è pronto ad allungarti un’altra dose.

Allora prendi due biglietti, due possibilità di vincere: ma, se per una particolare congiunzione astrale, vinci dieci euro dieci, cosa fai? Te ne vai? Nemmeno adesso. Prendi altri dieci biglietti, “maial!!”, dieci possibilità di vincere, poi oggi è il tuo giorno fortunato…

Invece, la buona sorte non è dalla tua parte, i biglietti sono tutti perdenti. “Binario morto per il treno dei sogni”: Adelmina, almeno adesso, te ne vuoi andare? “Ma sei nei matti? devo, DEVO rifarmi: poi, se ho vinto prima due e poi dieci euro, di sicuro ci sarà il premio grosso”.
 
Questo hai pensato, non rendendoti conto che in quel momento, sei diventata parte del gioco, non più giocatrice. La fame di ricchezza o la voglia di uno sfizio, magari un regalo quando a ferragosto quel tuo figlio così lontano ti porterà la tua Emma, quella del bigliettino per nonna Del Mina che è la tua medaglia al Valore, ha prevalso sulla ragione e, prima di imboccare la strada di casa, hai fatto fuori una cifra importante. E quando ti sei resa conto di aver sperperato quel denaro che serviva per altre cose importanti, oramai è troppo tardi: non ti resta altro che disperarti per trovare un modo di rientrare in possesso di quel denaro buttato per “gioco”. Sei tornata a casa, quella ultima banconota tenuta da parte per la spesa di venerdi l’hai presa dal cassetto, l’hai rigirata tra le dita, concerto per artrite e prurito di rivalsa.

Quando sono entrato a pagare il mio tributo a casa Winston, eri là, intenta a grattare il pacco, cinquanta, sessanta, cento schede: non capivi che ti stavi scavando una fossa dalla quale non saresti più risalita.
Avessi avuto confidenza con te, ti avrei detto quello che ho insegnato a mia madre, a mia suocera, ai miei figli: quando acquisti un biglietto, fuggi dal negozio con il biglietto ancora integro e corri a casa, dove potrai verificare la vincita o la sconfitta (più spesso, la sconfitta): ma, almeno, non cadrai nella trappola. La fortuna non può baciare tutti, o, per meglio dire, non può dare a tutti denaro; ci sono altre forme di fortuna che non hanno nulla a che vedere con il vile denaro: come dicevano i luoghi comuni, la ricchezza (anche se comoda) non da la felicità. Ed al primo che pensa: “figuriamoci la miseria”..beh..non posso comunque dare torto…

Adelmina stanotte si è buttata giù dal balcone, e non per il caldo.
Non si parlava d’altro, adesso, dal tabaccaio: nessuna mano ha avuto la pietas di staccare dalla vetrina la fotocopia del Gratta&Vinci da 3500 euro di una vita fa.
O di svariate vite, buttate via come un tagliando perdente.
O sconfitto.
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Aggiornamento dovuto: il cappellano della parrocchia di Adelmina è andato comunque a benedire la salma, anche se non potrà celebrare il funerale: Adelmina non era titolare di rinomati studi legali, evidentemente. Figlia di un dio minore...
____________________________________________________


                    

Adelmina stanotte si è buttata giù dal balcone, e non per il caldo...
No.
Adelmina ha creduto alla sua vergogna ed alla sua disperazione...
Adelmina ha scritto un'altra pagina di questa nostra società provata e disperata...
Adelmina ha sognato, il suo sogno era quello di migliaia di altri sognatori...
Un sogno bello...lì la vita ti sorride ed i mattini sono calmi e tersi..
Lì nn conti gli spiccioli ogni mattina, nn resti a fissare il vuoto mentre la testa fa i conti per arrivare a fine mese...
Adelmina sorride guardando il piccolo uomo, quel piccolo uomo che alberga in ognuno di noi e che nn riesce a venire fuori solo nei più fortunati...gl'altri, gli sfortunati, l'hanno fatto uscire e vivono di queste piccole miserie quotidiane...
Ne vedo tanti al mattino, tutti anziani, tutti con una vita spesa a lavorare ed una misera pensione d'andare a ritirare, quasi fosse più un regalo che un diritto..Un grattino in mano ed i piedi già per metà dentro al sogno, già per metà dentro al fosso...
Un semplice funerale in Chiesa negato, perchè noi uomini abbiamo più parole in testa di quante ne abbiamo nel cuore..
Nn meritava un semplice funerale Adelmina.
Adelmina meritava una corsa nei campi, un canto di dolore, un canto d'amore...Adelmina meritava un cammino di fiori, le mani plaudenti dei bambini, fiocchi agl'angoli di strada.
Adelmina ha meritato una piccola lacrima in ognuno dei nostri cuori...

by  Missi 
http://www.splinder.com/profile/missi


                                       


Un racconto struggente che ti prende per mano e ti porta verso una tragedia annunciata.
 
Anch'io ho conosciuto una signora anziana e sola (la madre di mia cognata) che è morta per non avere più i soldi per alimentarsi adeguatamente, per curarsi...
E' morta "di un colpo", come usa dire da noi, malata di cuore e sempre in affanno per il lotto, per quei maledetti numeri che DOVEVANO uscire!
 
Le due figlie le prestavano i soldi, si facevano promettere che li avrebbe utilizzati per le sue necessità, le riempivano il frigorifero, ma lei non aveva voglia di nutrire il corpo, quanto i propri sogni.
Una vera malattia che la torturava e preoccupava le figlie, per quanto si siano rese conto di quanto avesse perso solo dopo la sua morte.
 
Qualcuno, al funerale, nelle retrovie, commentava che era stata stupida, insensata, che si trattava (mi duole perfino scriverlo) di una "poco scantata".
Non è vero! Perché la maggior parte delle persone non capisce quanto sia facile cadere nella droga del gioco?!
 
Io ho acquistato un solo "gratta e vinci" nella mia vita e ho vinto un'opzione: un altro biglietto oppure il controvalore di 5 euro (era un biglietto della lotteria, ora che ricordo, con un grattino inserito): ho tentato la fortuna e ho perso i miei 5 euro.
Tanto mi è bastato per farmi sentire in pericolo: è una dipendenza subdola il gioco, una fata morgana traditrice.
 
Povera Adelmina, almeno i funerali avrebbero potuto farglieli in chiesa, invece "senza il prete e la messa, perché di un suicida non hanno pietà"
(De Andrè).
 
                                




permalink | inviato da gatta nera il 19/7/2007 alle 21:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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"Oh Signora Threadgoode,
io mi sento troppo giovane

per essere vecchia
e troppo vecchia
per essere giovane!"
 
Fried green tomatoes
27 Dicembre 1991.


 

 "La donna nell'arte"

 

 

"Women in film"
 

 

Toutefois
l'amour vrai rare peut être,
il est moins ainsi que l'amitié vraie.

Per quanto
il vero amore possa esser raro,
lo è meno della vera amicizia. 

François Duc de La Rochefoucauld

 

 

 


 

 

 Non nascondere
il segreto del tuo cuore,
amico mio!
Dillo a me, solo a me,
in confidenza.
Tu che sorridi così gentilmente,
dimmelo piano,
il mio cuore lo ascolterà,
non le mie orecchie.
La notte è profonda,
la casa silenziosa,
i nidi degli uccelli
tacciono nel sonno.
Rivelami tra le lacrime esitanti,
tra sorrisi tremanti,
tra dolore e dolce vergogna,
il segreto del tuo cuore.

  Rabrindranath Tagore

                                     


    


    Le aleggiava sulle labbra
e le splendeva negli occhi
un sorriso tenero e radioso,
che pareva scaturire
dal cuore medesimo
della femminilità.

 
"La lettera scarlatta"
Nathaniel Hawthorne

 

 

                                               
 
                                                        
             Pierre Auguste Renoir
                 Spring bouquet, 1866


 
 


           

 

"Non permetterò a nessuno
 di mettermi in gabbia".


"Non voglio metterti in gabbia,
 io voglio amarti".

 

" E' la stessa cosa".



              
 

 

 

 


Sognare 

Fabia, sono Catullo.
Ti ricordi quando volevo baciarti
e non l'ho fatto?
Quando volevo toccarti
e non ho potuto?
Quando volevo portarti via
e me l'hanno impedito?
Ora ti sogno tutte le notti
e nessuno può farci nulla.

Da: Poesie d'amore
Enrico Galavotti

                                              
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Hanno alzato lo sguardo
a questo firmamento:


    


Adriana Libretti
Aidi
Aislinn
Ale (a destra)
Aleiorio
Alice
Alternativo 2
Amore di grafica - Kekkina
Anabasi
Animainviaggio
Annamarea - Anna Maria
Annie 80
Anelli di fumo - Sciltian
Ape_blog
Arciprete
Arraffagatto (Arfasatto-Serapione) - Elena
Attimo fuggente
Aurora 86
Barbarab
Baskerville *
Batlogreturns - Kia
Beppone
La casa di Beppone
Blue River - Mass(im)o
Bread & Roses - Simona
Broken clock
Calimero (Nuvolee)
Calma apparente - XaoS
Calzetta
Camera con vista - Claudia
Caravanserral (ex Il cavaliere
errante) - Nicola
Carezza invisibile - Irene
- ex BBMount
Carlo Rubboca *
Cat
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Coda di lupo - Gian Pietro
Concy 31
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Darkismy
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Dimensione (distrattamente) Morgana - La bottega di spezie - Laura
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Ex Rastagirl- Dina *
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