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E-le-stelle-stanno-a-guardare
Ricordi, rimorsi, rimpianti... suggestioni, impressioni, riflessioni di una gatta psicopatica.


Diario


17 ottobre 2008

I "nuovi" dottori.


 

 

Al Consiglio di Corso di laurea

Il sottoscritto Cognome Nome TBL
Matricola 000000 Chiede la richiesta
del Consiglio di facoltà se possibile
frequentare dando la firma anche se
ripetente al 1° anno accademico può
lo stesso frequentare le lezioni del 2° anno

Data il 02/10/08 Parma          Cognome nome


La suddetta richiesta, scritta a mano in una calligrafia piuttosto disordinata, è stata consegnata da uno studente universitario del 2° anno.
Appena l'ho vista e letta, la prima cosa che ho pensato è stata: "Questo dovrebbero cacciarlo dall'Università all'istante".
Poi mi sono detta: "Lo sai, vero, che la maggior parte degli studenti che si laureano in tre anni ha una cultura di questo livello?"
Cosa posso commentare? Come ha fatto uno studente ad essere ammesso al 2° anno di università, senza avere la minima nozione di come si redige una domanda e soprattutto non avendo la più pallida idea di come si parli la lingua nazionale? In che lingua si sta esprimendo?
Eppure è così. Ogni anno i nostri Atenei sfornano laureati su laureati, dottori in... Come questo.
Non faccio di tutte le erbe un fascio, ma vi assicuro che lavorando nel settore, si vedono arrivare studenti dalle superiori che sembrano usciti dalle medie inferiori e alcuni nemmeno.  Eccezioni a parte, ovviamente.
Di chi la colpa?

Al Consiglio di corso di laurea: di che facoltà? Di quale università?
Non ci sono né virgole, né punti, nemmeno alla fine.
La firma fa precedere il cognome al nome.
La data riporta la dicitura Data e la città in fondo (a parte che andrebbe scritta con il mese in corsivo e l'anno intero).

Ma il testo!   Cosa significa?
Si rivolge al Consiglio di Corso di Laurea di Tecnico di Laboratorio Biomedico o al Consiglio di Facoltà di Medicina e Chirurgia?
Chiede la richiesta?!
E tutto quanto segue...

Ripeto:
come è possibile che uno studente che scrive in cotal maniera possa accedere al secondo anno di università?
__________________________________

Vorrei precisare che le osservazioni di cui sopra esulano dalla mia opinione - pessima - riguardo la riforma della scuola e i tagli di fondi alle università, previsti dal ministro Mariastella Gelmini.
Nel post ho preso in considerazione l'oggettiva e riscontrabile dequalificazione della preparazione degli studenti provenienti dalla scuola media superiore; ovviamente generalizzando e facendo salva una minoranza di giovani responsabili, maturi e pronti per l'istruzione universitaria.

Per questo mi e vi chiedo: di chi la colpa? Quali le cause?
Della scuola?
Della tv spazzatura?
Della scarsa lettura di libri e giornali?
Dei genitori sempre pronti a difendere i figli dalle critiche dei docenti?
Di una società in decadenza?
... O di che altro?


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16 ottobre 2008

FATECI USCIRE!

 



Fateci uscire


Una nuova emergenza bussa alle nostre porte. Ha qualcosa di simile alle tante dei nostri 37 anni di vita, perché sempre di bilanci in rosso si tratta. Ma è molto diversa da tutte le altre che l’hanno preceduta, perché stavolta non si tratta di raccogliere qualche soldo per sopravvivere ma di trovare le risorse per una battaglia di libertà che non riguarda solo noi.

Quello che ci assumiamo e a cui vi chiediamo di partecipare è un compito tutto politico. I tagli ai finanziamenti per l’editoria cooperativa e politica non sono misurabili «solo» in euro, in bilanci che precipitano nel rosso, in giornalisti e poligrafici che rischiano la disoccupazione. Sono lo specchio fedele di una «cultura» politica che, dall’alto di un oligopolio informativo, trasforma i diritti in concessioni, i cittadini in sudditi. Non sarà più lo stato (con le sue leggi) a sostenere giornali, radio, tv che non hanno un padrone né scopi di lucro. Sarà il governo (con i suoi regolamenti) a elargire qualcosa, se qualcosa ci sarà al fondo del bilancio annuale. Il meccanismo «tecnico» di questa controrivoluzione lo abbiamo spiegato tante volte in queste settimane (e continueremo a ricordarlo), ma il senso politico-culturale dell’operazione è una sorta di pulizia etnica dell’informazione, il considerare la comunicazione giornalistica una merce come tante altre. Ed è la filosofia che ha colpito in questi ultimi anni tanti altri beni comuni, dal lavoro all’acqua.

Noi ci batteremo con tutte le nostre forze e pubblicamente contro questa stretta: porteremo questo obiettivo in tutte le manifestazioni dell’autunno appena iniziato, stringeremo la cinghia come abbiamo imparato a fare in 37 anni di vita difficile ma libera, incalzeremo la politica e le istituzioni perché ne va della democrazia, spenderemo l’unico nostro patrimonio, cioè il nostro lavoro, per fornire il supporto giornalistico a questa battaglia di civiltà. E ci apriremo all’esterno ancor di più di quanto abbiamo fatto fino a oggi per raccogliere forze e saperi nuovi e capire come essere più utili a chi si oppone ai poteri che ci vogliono morti.

Faremo tutto questo, come sempre e più di sempre. Ma oggi siamo di nuovo qui a chiedere aiuto ai nostri lettori e a tutti coloro che considerano un bene essenziale il pluralismo e la libertà d’informazione. A chiedervi di sostituire ciò che questo governo ci nega con uno sforzo collettivo. In un panorama politico e culturale disastrato, di fronte alla lunga sconfitta che in un ventennio ha smantellato la stessa idea di «sinistra», non ci rassegneremo alla scomparsa. Perché, a differenza del protagonista di «Buio a mezzogiorno» di Arthur Koestler, non crediamo che «morire in silenzio» sia una lodevole testimonianza finale. Se questo governo e i poteri che rappresenta vogliono chiuderci, noi vogliamo riaprire. Con tutti voi, perché altrimenti è impossibile.


 


Ecco come potete partecipare alla nostra campagna di sottoscrizione
:

- On line, versamenti con carta di credito sul sito  ed è il metodo più veloce ed efficace.

- telefonicamente, sempre con carta di credito, al numero 06-68719888, o via fax al numero 06-68719689. Dal lunedì al sabato, dalle ore 10,30 alle 18,30. Dove potete telefonare anche per segnalare, suggerire e organizzare iniziative di sostegno.

- Con bonifico bancario presso la Banca popolare etica – Agenzia di Roma – intestato a il manifesto – IBAN IT40K0501803200000000535353.

- Con Conto corrente postale numero 708016, intestato a il manifesto Coop. Ed. Arl. - via Bargoni 8 – 00153 Roma.


 
Senza di noi -
Gabriele Polo

Sembra che molti non ci credano. L'abitudine agli allarmi di un giornale in perenne difficoltà economica induce i più a pensare: «alla fine si salveranno comunque». L'impoverimento politico (con una sinistra ridotta ai minimi termini) e quello materiale (con tanti che fanno fatica ad arrivare a fine mese) fanno il resto.
E così il nostro ultimo grido d'allarme - «fateci uscire» - non è stato compreso appieno. Pochi credono davvero che il manifesto potrebbe scomparire dalle edicole da un giorno all'altro. Invece è così.

E anche se arrivasse una piccola dilazione nel tempo dei perfidi provvedimenti del governo che ci scavano la fossa, i nostri problemi non sarebbero affatto risolti: se non viene ristabilito il diritto per legge ai finanziamenti pubblici per l'editoria cooperativa, questo giornale chiude. A meno che un'altra mano pubblica - dei tanti che ci considerano un bene comune - non si sostituisca a quella che Tremonti ha mozzato.

Sottoscrivendo e mobilitandosi per far fronte al vulnus governativo. Non c'è altro modo. Ed è un problema politico, che chiama in causa qualcosa di più della già importantissima libertà d'espressione. Riguarda la natura di questo giornale.

Nato 37 anni fa per dire che un'altra sinistra era possibile, diversa da quella che si avviava lentamente ma inesorabilmente all'implosione delle proprie colpe. Un'operazione eretica, sulla stregua di altre che avevano rianimato la storia della sinistra europea e mondiale; magari «perdendo», ma fornendo linfa vitale al movimento operaio del '900. Il manifesto è stato ed è un'operazione «pubblica», una sfida «collettiva», non un esercizio autoreferenziale per pochi.
 
Era - quella di 37 anni fa - una stagione molto diversa dall'attuale.
Ma visto che viviamo nell'oggi la domanda va posta: se il comunismo è diventato pubblicamente «impronunciabile» - e ricondotto alla sfera privata di un'elaborazione individuale - che senso ha un giornale nato per dire che il comunismo poteva essere tutt'altro da quei regimi e partiti che lo stavano rendendo impronunciabile? Non è questo ragionamento a spingere molti all'abbandono di una ricerca comune?

Non è forse curioso che chi (pagando anche personalmente) ha coltivato la critica del socialismo reale guardando a sinistra e si è confrontato in piena libertà (cambiando anche se stesso) con altre culture alternative al capitalismo, debba oggi giustificare la propria esistenza? Non è bizzarro che sia soffocato da un mercato di cui ha sempre denunciato l'ipocrisia liberista e che oggi ricorre al vituperato aiuto pubblico?
 
Sono queste le domande a monte del nostro «fateci uscire», gli interrogativi cui ognuno è chiamato a dare risposta. Per proseguire un percorso. La nostra «fastidiosa» informazione che lavora per un'opinione comune. E non affidare a un qualunque creditore il compito di farci fallire
.
Per un pugno di euro, lasciandovi un po' più soli. Senza di noi.
 



Guarda lo spot


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15 ottobre 2008

Petizione per Edison Duraj

Edison Duraj Blog 

  Il purgatorio di un giovane albanese:

                                         compiuti i 18 anni rischia il rimpatrio.


Momenti importanti del processo di integrazione di Edison sono stati il lavoro teatrale, la realizzazione di diversi spettacoli e la realizzazione del docu-film “Sognavo le nuvole colorate”.

Edison compie 18 anni il 19 novembre 2008. Per la legge attualmente in vigore (Legge 30 luglio 2002, n. 189), dovrebbe ritornare al suo paese oppure diventare clandestino; a meno che non abbia un lavoro a tempo indeterminato e una fissa dimora.

Se pensi di poter contribuire con una qualche soluzione a questo problema lascia qui un contatto. Anche, se non puoi dare un contributo concreto, lascia comunque un tuo messaggio a sostegno della causa di Edison.

PETIZIONE
     
  


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15 ottobre 2008

DISINTOSSICAZIONE.

 



Onde disintossicarsi dalle precedenti immagini,

si consiglia di respirare a fondo per almeno dieci minuti.
 
Ripetere due - tre volte al giorno, dopo la visione del telegiornale

o la lettura di alcuni quotidiani e riviste

liberando la mente e lasciando andare i pensieri solo sul blu.


*


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14 ottobre 2008

George and Silvio - Love... Forever!

   


13 Ottobre 2008 - Silvio Berlusconi ospite di George W. Bush a Washington per le celebrazioni del Columbus day.

«Con Berlusconi ho un rapporto eccellente, e un genuino rispetto. Ne ho apprezzato l'amicizia e la saggezza. È un uomo sincero, capace di parole chiare e leali, capace di mantenere la parola data e mi piace il suo ottimismo senza limiti. Sono orgoglioso dell'alleanza dell'Italia», ha affermato il capo della Casa Bianca.
 
«La storia dirà che George W. Bush è stato un grandissimo presidente degli Stati Uniti», ha risposto Berlusconi.
«Bush è un uomo di grandi principi, grandi ideali, grande visione, ma soprattutto uno che ha il coraggio di perseguire questa visione. In lui non ho mai visto il calcolo del politico, ma la spontaneità e la sincerità di colui che crede in quello che fa. Mi è stato facile condividere le decisioni di Bush fondate sull'amore della libertà, la democrazia e il rispetto per gli altri».

Berlusconi ha concluso ribadendo che l'Italia continuerà a «servire la causa della pace e della stabilità in Libano, Kosovo e Bosnia, la crescita delle democrazie e la difesa degli innocenti in Afghanistan e in Iraq. Continueremo a restare al vostro fianco finché i nemici della libertà, che non hanno alla base delle loro decisioni l'amore, non saranno completamente sconfitti».





L'album fotografico:

l'incontro, il corteggiamento, l'innamoramento,
l'amore, in viaggio, litigi e gelosie,
la riconciliazione, la proposta di matrimonio,
le nozze e la timidezza della "sposa",
la commozione, la festa,
la felicità.



Silvio era un fanciullo allegro e... ottimista, ma inaspettatamente timoroso e riservato,
che abbassava lo sguardo sotto quello affascinante di George...


 

Poi un sorriso timido, la proposta di G.W. e gli occhi levati a un... "Sì, manderemo anche le nostre truppe"...

 

"Furono baci e furono sorrisi..."                  
 

           

"...Poi furono soltanto i fiordalisi, che videro con gli occhi delle stelle fremere al vento (del Texas) e ai baci la sua pelle..."

 


        


Ma, come in tutte le storie d'amore, ci furono momenti dolorosi, dissapori e litigi...

         
"E accuse...

              E scuse..." 

  

E infine la riconciliazione, i sorrisi ritrovati e G.W. chiese la mano di Silvio, che rispose... "Cribbio!"

La data delle nozze venne stabilita in fretta perhé George presto sarebbe dovuto partire.
Silvio era intimorito, titubante all'idea di affrontare la cerimonia in pubblico, ma il suo George gli stava al fianco,
lo sosteneva, lo... Spingeva proprio!
E così, rincuorato, mano nella mano, dita intrecciate, si avviarono all'altare...
Pardon... Al leggio. 


                         

                               

"Parla tu per primo, no vai tu"...
Si scambiarono parole d'amore che sarebbero passate alla storia
e Silvio promise che sarebbe stato fedele a George per sempre,
anche quando fossero arrivati il giovane e aitante Barack
o il fascinoso John dalla bianca criniera.

 

 


Aaah... Permettetemi un sospiro di commozione... 

                  
                                              
          La festa fu magnificente.
Il tavolo adorno di candele e fiori, ricoperto di cibi raffinati e vini...

Forse Silvio brindò un po' troppe volte, perché per accorrere presso l'amato,
fece cadere rovinosamente a terra un altro leggio...
Ma non si arrese e con un pezzo solo del medesimo, quello dove era attaccato il microfono,
dichiarò al mondo il suo amore per George... Forever!






  e vissero per sempre
                                                                                             felici e contenti... Loro!







Ed ora perdonatemi, ma avrei una leggerissima... nausea...

Sorry Silvio, sorry George!


Spero che Fabrizio De André - dall'aldilà - perdoni l'uso "improprio" dei suoi versi


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14 ottobre 2008

Bush accoglie Berlusconi con tutti gli onori.

 

Bush accoglie Berlusconi con tutti gli onori

di Cristiano Del Riccio

WASHINGTON - Ha ascoltato sull'attenti l'Inno di Mameli, Silvio Berlusconi, sul palco del giardino della Casa Bianca, con lo sguardo puntato sulla piccola folla di italo-americani che agitavano le bandierine dei due paesi. E quando e' poi giunto il momento dell'inno americano il premier ha sollevato d'istinto per un attimo la mano, imitando il gesto di Bush che la portava al cuore, in perfetta sintonia con l'amico George.

Ma Berlusconi si e' fermato subito e si e' rimesso sull'attenti, con lo sguardo pieno d'orgoglio. Orgoglio di essere un italiano a Washington in questo perfetto Columbus Day. Orgoglio della sua grande amicizia con George Bush, che oggi gli ha regalato un benvenuto alla Casa Bianca degno di un capo di stato, con salve di cannone e picchetti e bande militari, per rendere omaggio, nel giorno della festa degli italiani d'America, ''ad un grande amico'', ''ad una grande nazione'' e al ''contributo di milioni di immigrati italiani all'America''.

 I due leader non hanno risparmiato lodi reciproche nei due discorsi, prima nella cerimonia di benvenuto e quindi nella conferenza stampa seguita al loro colloquio di un'ora nello Studio Ovale. Bush, che ha accolto Berlusconi alla Casa Bianca con un sonoro 'Buongiorno! in italiano, ha definito il premier italiano ''un uomo sincero e di grandi principi, che dice quello che pensa e rispetta sempre la parola data''. Il tutto alla presenza del vicepresidente Dick Cheney e del segretario di Stato Condoleezza Rice. Berlusconi, quando e' giunto il suo turno, ha allargato le braccia: ''Anch'io avevo preparato un discorso scritto, ma tu hai gia' detto tutte le cose belle che volevo dire anch'io e quindi ti voglio parlare dal cuore''. ''Mai una volta, in tutti questi incontri, ho visto in te il calcolo del politico: ho trovato in te la spontaneita' e la sincerita' di un uomo che crede sinceramente a profondamente in tutto quello che fa'', ha affermato Berlusconi. Il tono del premier ha assunto a volte il sapore di un commiato: ''Mi e' stato facile stare al tuo fianco, condividere le tue decisioni'', ha detto ad un certo punto.

Berlusconi ha cercato anche di guardare oltre: ''Continuero' in questi quattro anni di governo - ha detto - ad avere verso l'America il comportamento che ho sempre avuto: di profonda gratitudine''. Bush e' entrato da ieri nei suoi ultimi 100 giorni alla Casa Bianca. Ma ancor piu' delle parole la sintonia tra i due leader emergeva dal linguaggio dei gesti. Le mani che sfioravano spesso le rispettive schiene, le pacche sulle spalle - Berlusconi, durante il suo discorso a 'cuore aperto', ha collocato per alcuni secondi la sua mano saldamente sulla spalla del presidente americano - gli sguardi d'intesa. ''La storia dira' che George W. Bush e' stato un grande, grandissimo presidente degli Stati Uniti'', ha esclamato ad un certo punto Berlusconi.

La festa del Columbus Day ha offerto una occasione perfetta ai due leader per celebrare l'enorme contributo degli italiani alla vita e alla cultura dell'America. E per sottolineare ''il superbo stato delle relazioni tra Italia e Stati Uniti'', come ha messo in evidenza Bush. Facendo numerosi esempi concreti: le missioni Nato in Afghanistan, i compiti di addestramento in Iraq, l'impegno delle forze italiane in Libano, Kosovo e Bosnia, la cooperazione nella lotta al terrorismo e adesso nell'affrontare insieme la crisi dei mercati finanziari. ''Il presidente Bush vuole che questa sia veramente una giornata speciale per il suo grande amico Berlusconi'', aveva spiegato un funzionario della Casa Bianca alla vigilia della visita. A giudicare dalla espressione raggiante di Berlusconi sul prato della Casa Bianca, negato a cosi' tanti altri leader italiani, lo scopo e' stato raggiunto.

http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_789186032.html


Italia USA. Bush gli regala una cena di gala. Berlusconi si emoziona. Silvio, riflessi pronti.

di Cristiano Del Riccio

15-10-2008

WASHINGTON. È finita con un podio a pezzi e con le note vibranti di ‘Oh, What a Night' la lunga giornata di Silvio Berlusconi alla Casa Bianca: l'omaggio di George Bush alla grande amicizia tra due leader e due nazioni si è concluso con una ‘notte italiana', piena di commozione ed allegria. L'emozione del premier italiano è apparsa evidente quando, dopo aver concluso il suo brindisi con un commosso "George, resteremo amici per sempre!", Berlusconi è inciampato nel filo del microfono mentre tentava di abbracciare il sorridente Bush.
Con grande prontezza di riflessi, Berlusconi ha preso al volo il leggio del podio, mentre la base crollava sul pavimento della ‘State Dining Room', continuando a parlare come se nulla fosse, conquistando una standing ovation da parte dei 130 invitati e un abbraccio da parte del presidente Usa.
 "Questo è ciò che può fare il troppo amore", ha esclamato il premier italiano.

La promessa di Bush di regalare una ‘serata speciale' al ‘grande amico' italiano è stata mantenuta. Il presidente americano ha riservato a Berlusconi tutti gli onori possibili e immaginabili - pedane rosse e picchetti militari, bande dei marine e salve di cannone - sottolineando in ogni discorso la sua stima per l'amico italiano.

Il tema italiano della serata, organizzata mentre l'America festeggiava il Columbus Day, è emerso in mille modi: dal cibo (la cena si è aperta con i ravioli e si è chiusa con il ‘Santa Maria', un dolce di cioccolata a forma di caravella), alla scelta della musica. La lista degli invitati comprendeva i Vip dell'amministrazione Bush - inclusi il vicepresidente Dick Cheney (accompagnato da tutta la famiglia, compresa la partner della figlia omosessuale) e il segretario di stato Condoleezza Rice - e il Gotha dei politici di origine italiana (dalla speaker del Congresso Nancy Pelosi, all'ex-sindaco di New York Rudy Giuliani). C'erano anche i due giudici ‘italiani' della Corte Suprema, Antonino Scalia e Samuel Alito.

Quando Bush ha ricordato nel suo brindisi che la Pelosi è diventata la ‘first woman' a guidare la Camera, la traduzione italiana della frase, ‘prima donna', ha prodotto una grande risata, per l'uso americano dell'espressione intesa ad indicare qualcuno che vuole essere sempre al centro dell'attenzione. Un gioco di parole azzeccatissimo nel caso della Pelosi, che si è unita alla allegra risata.

Lo scambio di attestati di stima tra Bush e Berlusconi - già iniziato lunedì mattina sul prato della Casa Bianca quando il premier aveva pronosticato che "la storia dirà che George W. Bush è stato un grande, grandissimo presidente degli Stati Uniti" - è proseguito al gala. Berlusconi, che lunedì pomeriggio aveva parlato per telefono sia con Barack Obama che con John McCain, nel brindisi serale ha parlato anche del dopo Bush: "Gli Usa avranno presto un nuovo presidente con il quale collaborerò con tutto il cuore - ha detto - ma lasciatemi dire che sarà molto difficile trovare un altro uomo idealista e coraggioso come George: resteremo amici per sempre".

È scattato da qui l'abbraccio commosso con Bush che, grazie all'incidente del podio, è stata ieri tra le ‘news' più cliccate sui siti Usa. La serata si è chiusa con un altro omaggio all'Italia: con le canzoni del musical ‘Jersey Boys', la storia di un gruppo rock italo-americano (creato negli anni '60 da Frankie Valli). Il ritmo trascinante della musica ha contagiato la platea raccolta nella East Room: Berlusconi, seduto tra la Rice e Laura Bush, ha sorriso piu' volte, visibilmente soddisfatto. Le note finali di ‘Oh, What a Night' sono state la conclusione perfetta di una serata veramente diversa anche per la Casa Bianca.

 http://www.americaoggi.info/2008/10/15/8019-italia-usa-bush-gli-regala-una-cena-di-gala-berlusconi-si-emoziona-silvio-riflessi-p




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8 ottobre 2008

Sull'onda del post precedente...




Che posso farci?
In questi giorni, mentre viaggio per altre ricerche, mi sbucano sempre le foto del Papa!
Deve essere un "segno"...  E allora ve le propongo, senza commenti.
Ognuno giudichi come meglio crede.

Interessante il sito da cui sono state tratte: 
http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=355148





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6 ottobre 2008

Crollo delle banche - La parola del Papa.

 

ANSA.it  -  2008-10-06 13:40

Papa: ''Solo la parola di Dio e' una solida realtà.''
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CITTA' DEL VATICANO - "Vediamo adesso nel crollo delle grandi banche che i soldi scompaiono, sono niente, e tutte queste cose che sembrano vere in realtà sono di secondo ordine".

Lo ricordi chi "costruisce solo sulle cose sono visibili, come il successo, la carriera, i soldi". Lo ha detto il Papa, parlando a braccio, in apertura dei lavori del sinodo dei vescovi sulla Bibbia. "Solo la parola di Dio - ha detto - e' una realtà solida".

La riflessione del Papa é partita dal brano evangelico sulla casa costruita "sulla sabbia o sulla roccia". "Costruisce sulla sabbia la casa della propria vita - ha osservato Benedetto XVI - chi costruisce solo sulle cose visibili e toccabili, come il successo, la carriera, i soldi". "Apparentemente - ha commentato - queste sono le vere realtà, ma questa realtà prima o poi passa: vediamo adesso nel crollo delle grandi banche, che scompaiono questi soldi, che non sono niente".

"Di per sé - ha aggiunto - tutte queste cose che sembrano la vera realtà sono solo realtà di secondo ordine e chi costruisce su questo costruisce sulla sabbia".

"Solo la parola di Dio è fondamento della realtà e cambia il nostro concetto di realismo: realista è chi riconosce la realtà nella parola di Dio".



MONS.CELLI: RIFLESSIONE CHIESA APPENA COMINCIATA

La Chiesa non ha "soluzioni o risposte prefabbricate" alla crisi finanziaria, perché non è suo compito averle.
Incoraggia piuttosto i finanzieri cristiani a operare cristianamente. C'é comunque da dire che "non ci sono molti interventi del magistero su questo tema, e nella chiesa una riflessione su questi campi è appena cominciata". Lo ha detto mons. Claudio Maria Celli interpellato sulla osservazione che ha fatto il Papa sulla crisi dei mutui, questa mattina in apertura del sinodo. Il presidente del Pontificio consiglio per la cultura è intervenuto alla presentazione ai media dei lavori sinodali, nella sala stampa vaticana. "Nella Chiesa - ha osservato mons. Celli - una riflessione su questi campi e appena cominciata, non abbiamo su finanza grandi interventi del magistero, c'é qualcosa della conferenza episcopale italiana e di quella tedesca, ma credo che ancora si debba fare una analisi più approfondita e vedere come la parola di Dio ha significato in questo settore così particolare nella vita di oggi per la vita dell'uomo". Celli ha ricordato che la riflessione del Papa muoveva dal salmo 118 e dal valore della parola di Dio come realtà ultima. "L'economia - ha specificato mons. Celli - è una realtà penultima, per quanto importante".


                 


Effettivamente come mettere in dubbio che la Chiesa Cattolica si sia mai interessata di politica, di economia, di maneggiare denaro?
Lo IOR gestisce i soldi per la carità cristiana, non lo sapevate? Per questo non vi è nulla che risulti scritto e i soldi vi entrano in "valigette" e altrettanto ne escono... Non sarebbe che complicare una cosa semplice come la carità! Si porge la mano e si offre.
Per festeggiare il compleanno dell'attuale Papa i cardinali, generosamente, gli hanno regalato 100.000 euro da utilizzare per le sue "personali" opere di carità.
Così come quando è stato eletto, mi sono vista recapitare a casa una busta con un bollettino postale e una foto del nuovo Papa: si chiedeva l'Obolo di San Pietro, una specie di "colletta" da consegnare direttamente nelle mani del Ponteficie, come da tradizione, ad ogni nuova elezione.
Ma se i soldi sono così insignificanti, com'è che la Chiesa Cattolica si presenta in vesti tanto sfarzose da disgustare? Io non possiedo nemmeno lontanamente tutte le "mises" che ha sfoggiato Benedetto XVI in questi tre anni! I colori più variopinti o delicati, le croci d'oro sempre diverse e abbinate ai paramenti, così la croce del bastone pastorale... E che ricami in oro, che costi!
Palchi sopraelevati immensi, affinché tutti i pellegrini possano vedere e rimanere accecati da tanta magnificenza, quella che dovrebbe rappresentare lo Splendore di Dio. 

                                     

E regali di oggetti sacri in oro, magari antichi e ornati da pietre preziose.
Cosa ne direbbe Cristo, se scendesse in Terra, in mezzo ai suoi successori, a chi lo rappresenta indegnamente?
Crollano le borse e le banche annaspano... Dovevamo capire prima che il denaro è un valore effimero!
Come se fossimo tutti dei Berlusconi e affini e non come se i più indigenti non avessero incominciato a rubare - vergognandosi - qualche genere alimentare.
Avrei avuto centinaia di fotografie da allegare a commento, ma ne sarebbe uscito un album della ipocrisia!

Ah i Dulciniani... Uccidere non è un atto che condivido, ma quanto comprendo le motivazioni che li spingevano!


     

                     Meglio non mostrare la faccia.


1 ottobre 2008

L'altra faccia di Parma.





L'ALTRA FACCIA DI PARMA





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Toutefois
l'amour vrai rare peut être,
il est moins ainsi que l'amitié vraie.

Per quanto
il vero amore possa esser raro,
lo è meno della vera amicizia. 

François Duc de La Rochefoucauld

 

 

 


 

 

 Non nascondere
il segreto del tuo cuore,
amico mio!
Dillo a me, solo a me,
in confidenza.
Tu che sorridi così gentilmente,
dimmelo piano,
il mio cuore lo ascolterà,
non le mie orecchie.
La notte è profonda,
la casa silenziosa,
i nidi degli uccelli
tacciono nel sonno.
Rivelami tra le lacrime esitanti,
tra sorrisi tremanti,
tra dolore e dolce vergogna,
il segreto del tuo cuore.

  Rabrindranath Tagore

                                     


    


    Le aleggiava sulle labbra
e le splendeva negli occhi
un sorriso tenero e radioso,
che pareva scaturire
dal cuore medesimo
della femminilità.

 
"La lettera scarlatta"
Nathaniel Hawthorne

 

 

                                               
 
                                                        
             Pierre Auguste Renoir
                 Spring bouquet, 1866


 
 


           

 

"Non permetterò a nessuno
 di mettermi in gabbia".


"Non voglio metterti in gabbia,
 io voglio amarti".

 

" E' la stessa cosa".



              
 

 

 

 


Sognare 

Fabia, sono Catullo.
Ti ricordi quando volevo baciarti
e non l'ho fatto?
Quando volevo toccarti
e non ho potuto?
Quando volevo portarti via
e me l'hanno impedito?
Ora ti sogno tutte le notti
e nessuno può farci nulla.

Da: Poesie d'amore
Enrico Galavotti

                                              
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