.
Annunci online

E-le-stelle-stanno-a-guardare
Ricordi, rimorsi, rimpianti... suggestioni, impressioni, riflessioni di una gatta psicopatica.


Diario


28 agosto 2008

Senza maschera. Quinta e ultima parte.



97) Credi alla superiorità della razza bianca? Che assurdità! Ma nemmeno a quella di altre razze. Razze? Ci sono confini molto labili che le distinguono una dall’altra, forse è giusto – come diceva Einstein – parlare di razza umana.

98) Credi alla magia e al paranormale? Alla magia no; alle percezioni extrasensoriali sì, ma solo in casi ben documentati. Sono convinta che le possibilità del nostro cervello siano molto più ampie di quanto normalmente utilizziamo.

99) Gli alieni esistono? Non lo so, ma non lo escludo. Non è un pensiero ricorrente.

100) Il tuo pittore preferito? Ne ho tanti che mi piacciono; per fare un nome dirò Antonio Ligabue: dai suoi dipinti erompono vita e morte, con passione e furore.

101) La città dove vorresti vivere? Da sempre vivo e amo vivere fuori città. Abito in campagna, ma preferirei la montagna, con vista sul mare, in modo da poterlo raggiungere in fretta e da percepire il profumo della macchia mediterranea.

102) Credi nelle pari opportunità tra i sessi? Sì, in quanto opportunità di scegliere per entrambi i sessi.

103) Ti piaci? No.

104) Tim, Omnitel, Blu o 3? Tim, perché l’Azienda per cui lavoro ha una convenzione speciale con Tim. Ma è un test sponsorizzato da qualche compagnia telefonica? ;-)

105) Che cellulare hai? Nokia 1110, modello base, display verde e nero: rubato da poco! Volevo riprenderlo, ma non è più in produzione; ne ho appena acquistato un altro a 44,00 euro: il più economico, ma il display ora è a colori: Nokia 1207 blu scuro.

106) Cosa bisogna avere dalla vita? Soprattutto arrivare alla fine e poter affermare: “Ho molto amato, sono stata molto amata”.

107) Cosa NON bisogna avere nella vita? Rimpianti, troppi rimorsi, pochi ricordi felici.

108) Cosa non faresti neanche per 10 milioni di euro? Uccidere.

109) Da 1 a 10 quanto contano per te:
   I soldi: 6 Mi piacerebbe poter avere una disponibilità maggiore di denaro, ma poi non ci sono attaccata; non saprei dire - di preciso – nemmeno quanto sia il mio stipendio.
   Gli amici: 9 Non ho scritto 10 solo perché sono pochissimi e… lontani; non ho amici nella mia vita quotidiana reale. Sono una persona timorosa che mette tra sé e il mondo un corpo che non le piace.
   Il marito: 10, utopisticamente parlando; di mio marito preferisco non dare una pubblica valutazione. 
   Il look: 5/6 Presentarsi decorosamente è sufficiente per me.
   Essere alla moda: 1 (giusto perché lo 0 non è previsto).

110) Cosa pensi di:
   Quelli che vanno a puttane: Hanno una sessualità un po’ disturbata se traggono piacere dal rapporto con una donna pagata, che pensa ad altro mentre loro si sfogano (non posso scrivere fanno l’amore). In certi casi (per motivi vari) può rivelarsi l’unico modo per avere un rapporto sessuale; in ogni modo, pur trattandosi di prestazione a pagamento, entrambi dovrebbero poterlo fare in modo meno squallido che su un’automobile, con una donna mai vista, raccolta nel buio di una strada... Con un uomo che ha la faccia uguale tutte le notti, senza scambiare una parola, a parte chiedere il costo.
   Quelli che si drogano: La domanda è troppo generica e genericamente rispondo: dietro un problema di droga, c’è sempre qualche altro problema da risolvere.
  
Quelle che la danno al primo appuntamento: Sono libere di decidere per sé e per la loro vita sessuale, senza che i soliti moralisti si impiccino.
   Gli omosessuali: Ritengo che abbiano diritto al rispetto dovuto a tutti gli individui; che anche se le cose sono migliorate, ci sono ancora parecchi ostracismi nei loro confronti; che trovo di cattivo gusto quelli che se ne “vantano” pubblicamente, che sbandierano il loro orientamento sessuale, soprattutto nei palinsesti televisivi. Allo stesso modo un eterosessuale dovrebbe essere orgoglioso della propria eterosessualità e farne un vessillo? Capisco la lotta per l’emancipazione nella società, ma non le esagerazioni e le esibizioni.
   Dei poliziotti: Tra tanti che si dedicano alla propria professione con passione e senso del dovere e della giustizia, c’è anche una percentuale di esaltati che abusa del proprio potere, a volte in modo vergognoso, anche per i loro stessi colleghi.

111) Sei favorevole a:
   Donare gli organi: A diciotto anni mi sono iscritta all’AIDO, contro il volere della mia famiglia e della Chiesa, che allora frequentavo.
  
All'aborto: Favorevole alla libertà di scegliere, anche se io non lo avrei accettato per me. Mi piacerebbe che non venisse adottato come un metodo contraccettivo, ma questo non dipende dai divieti, quanto da una adeguata e precoce educazione sessuale.   All'eutanasia: Sì al testamento biologico; sì all’eutanasia, ma regolamentata da una legge “illuminata”.
   Alla legalizzazione delle droghe leggere: Personalmente non ne ho mai fatto uso e mi rendo conto della pericolosità di qualsiasi droga; tuttavia, almeno per coerenza, o si vieta il consumo di tabacco e alcolici o si liberalizza anche il fumo di marijuana.
   Ai matrimoni gay: Sì: perché solo gli eterosessuali devono sentirsi scemi per essersi imprigionati con le loro stesse mani? ;-) Ovviamente scherzo! Certo sono favorevole.

112) Come ti immagini tra 20 anni? Se ci sarò, una vecchia stramba.

113) Hai mai pensato al suicidio? Pochi quelli che non ci pensano almeno una volta nella vita. Io ci ho pensato spesso, come una liberazione. Ci ho anche provato, ma in modo del tutto inefficace: evidentemente la morte mi terrorizzava più della vita.

114) C'è vita dopo la morte? Non lo so, ma preferirei sparire soltanto. Sono agnostica, ma mi è rimasta la paura del “Giudizio” e sono certa che sarei tra i dannati.

115) Come vorresti morire? Consapevolmente, rendendomi conto del passaggio: la curiosità di sapere anche l’ultima cosa che c’è da sapere nella vita.

*** * *** * ***
Il questionario è terminato.
Devo chiedere a Carezza chi lo ha confezionato.
Non so se è stato un modo di farmi conoscere un po' di più o solo una noiosa lungaggine.
Però, se qualcuno volesse a sua volta rispondere anche a solo una parte delle domande, io sarei molto interessata a leggere le risposte.
A voi...
*** * *** * ***


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. test catena personalità

permalink | inviato da gatta nera il 28/8/2008 alle 0:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (19) | Versione per la stampa


27 agosto 2008

Senza maschera. Quarta parte.




78) Il tuo scrittore preferito? Come per i pittori e i registi e la musica, non ho una particolare spiccata preferenza: leggo di tutto e di tutti. Mah… così su due piedi… Io amo Luigi Pirandello, Giovanni Verga, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Fëdor Dostoevskij, Lev Tolstoj, Thomas Mann, John Steinbeck et cetera.

79) Un libro che consiglieresti? “Il deserto dei tartari” di Dino Buzzati; “La peste” di Albert Camus; un libro di poesie (a scelta) perché arrivano direttamente al centro spirituale di noi: non si può non leggere un libro di poesie di tanto in tanto.

80) Poseresti mai nudo per una rivista? No, sono troppo pudica, ma nemmeno me lo chiederebbero! :-) Le foto di nudi inoltre sono troppo inflazionate. Tuttavia non disdegno affatto ammirare un bel corpo ben ritratto.

81) Gireresti mai un film porno? Assolutamente no: il sesso per me è legato a un sentimento e mi piace anche perché si crea una sfera di intimità dentro la quale c’è un noi di due persone.

82) Hai mai odiato qualcuno? No, non credo di essere mai arrivata all’odio, ma alla irritazione, alla rabbia, al disprezzo, talvolta sì. Ciononostante non covo rancore, se non per breve tempo.

83) Se potessi far scomparire qualcuno con uno schiocco delle dita chi faresti scomparire? Troppi esseri umani sono più dannosi che utili… Resterebbero davvero in pochi sulla Terra. Dovendo scegliere una sola persona farei scomparire nel nulla me: sono un essere inutile e spesso fastidioso ed ho l’aggravante di rendermene conto.

84) Quanto è importante nella vita il lavoro? Per me lo è stato molto di più in passato; attualmente è il mezzo che mi permette di vivere in modo economicamente decoroso. Ritengo persone particolarmente fortunate coloro che riescono a svolgere un lavoro che hanno desiderato e li appassiona.

85) Il tuo sogno più grande?  Scrivere un libro di racconti.

86) Convivenza o matrimonio? Non avendo avuto figli, adesso sceglierei la convivenza, anzi ognuno a casa propria e si sta insieme quando entrambi lo desideriamo. La mia personale esperienza mi ha portato ad essere un po’ cinica su certe cose.

87) Gli uomini e le donne quanto sono uguali e quanto sono diversi? In ciascun uomo e in ogni donna la mascolinità e la femminilità sono presenti in percentuali diverse, cosicché si può arrivare al paradosso che un uomo possa avere un carattere più femminile di una donna e viceversa: si tratta di sfumature. Non sopporto le generalizzazioni “uomini” vs “donne”. Resta il fatto che normalmente esistano delle differenze, ma non incompatibili, anzi complementari: ad esempio l’approccio alla realtà dell’uomo tende ad essere di tipo sintetico, mentre quello della donna analitico. Si tratta di riconoscere vicendevolmente le qualità dell’altro e di non fissare la propria attenzione e il proprio fastidio sui comportamenti che non si comprendono.

88) Ti piacciono gli animali? Sì ed è un’attrazione di sovente ricambiata: una comunicazione gratificante.

89) Caccia, sei contro o a favore? Ai nostri giorni è quanto meno insensata: non abbiamo bisogno di mangiare selvaggina; inoltre l’attrezzatura a disposizione del cacciatore è troppo sofisticata in rapporto alle possibilità di fuga dell’animale. In alcuni casi (gorilla, foche, balene, delfini et cetera) è un vero e proprio sterminio praticato con una crudeltà che non trova altro esempio nel genere animale. I leoni cacciano i caribù per cibarsene, ne prendono uno (generalmente il più debole), non saccheggiano il branco; se sono sazi, possono anche stare a breve distanza, gli uni a pascolare e gli altri ad occuparsi del proprio gruppo.

90) Meno tasse e meno servizi o più tasse e più servizi? Più tasse e più servizi, ma devono essere assolutamente efficienti!

91) Il tuo gioco da tavolo preferito? Non amo i giochi da tavolo… Forse lo Shanghai, che è anche un gioco di abilità manuale e di concentrazione mentale.

92) Il tuo sogno erotico più hard? Figurarsi! Mi viene da ridere: ancora non si è realizzato quello di un rapporto regolare, tranquillo, convenzionale! Non mi ci vedo proprio in una situazione “hard” :-)

93) Scuola e sanità: pubbliche o private? Pubbliche, ma non allo sfascio.

94) Che squadra di calcio tifi? Non seguo il calcio, ma per tradizione famigliare potrei dire l’Inter. Tifare Inter non è come per le altre squadre: è una predisposizione d’animo, qualcosa legato al carattere, una vocazione a soffrire… ;-) Naturalmente scherzo: non me ne importa davvero!

95) Se tuo figlio/a fosse gay sarebbe un problema? Non ho figli, ripeto. Comunque, se dovesse essere uno dei miei nipoti, non ne sarei contenta… Per lui/lei, per i problemi di relazione sociale che questo comporterebbe. Se riuscisse ad avere una vita felice però, questo mi basterebbe.

96) Cosa ti rifaresti dal chirurgo plastico? Il seno: è esageratamente grande e mi dà anche problemi alla schiena. L’avrei già fatto, ma ho molta paura dell’intervento e delle mie reazioni psicologiche: ha un esito molto cicatriziale ed io cicatrizzo con difficoltà.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. test catena personalità

permalink | inviato da gatta nera il 27/8/2008 alle 21:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


26 agosto 2008

Senza maschera. Terza parte.




50) Film preferito? Mah, ce ne sono talmente tanti! Amo il cinema, anche se mi limito a vederlo sul piccolo schermo. Uno per tutti: “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, ma giusto per rispondere.

51) Drink preferito? Spumante.

52) Piatto preferito? Sono una “golosona”! Vediamo: pesci, insalata di mare, gamberetti; insalatone miste; patate arrosto, fritte, lesse, comunque patate; pasta all’arrabbiata o pomodoro e basilico; pizza, cioccolata, gelato, krapfen appena sfornati ripieni di crema… Se continuo rischio di ingrassare un paio di chili! :-)

53) Sport preferito? Ahi, non pratico sport… Mi piacerebbe saper nuotare. Da vedere, soprattutto la ginnastica e il pattinaggio su ghiaccio.

54) Genere musicale? Non ho un genere musicale preferito: amo ascoltare i brani che mi emozionano, a qualsiasi genere appartengano, escluse le tendenze musicali più “nuove”: sono pur sempre una signora “di una certa età”  ;-)

55) Vai in discoteca? No. Ci sono andata pochissime volte, quando ero una ventenne e non mi piaceva neppure allora.

56) Di solito compri le cianfrusaglie dei "marocchini"? No, piuttosto lascio loro qualche soldo (con gentilezza, per non ferirli), ma non mi va di riempirmi la casa di cose inutili e di qualità infima. Oppure compero una piccola cosa e la pago un po’ di più di quanto mi viene chiesto. Tuttavia, non sono mai certa di operare nel modo giusto.

57) Sei di sinistra o di destra? Sinistra, ma negli ultimi anni sono piuttosto disgustata dalla politica: so che c’è chi conta proprio sulla resa per sfinimento e mi sento un po’ in colpa.

58) Un piatto che ti disgusta? Non sono di gusti raffinati… Disgusto… Ecco, direi le pietanze “troppo”: troppo dolci, troppo salate, troppo elaborate…

59) Ti piace il minestrone? Sì, molto, ma io mi nutro in modo pessimo perché non mi piace affatto cucinare.

60) Se fosse in tuo potere di risolvere un grande problema uno solo che affligge l'umanità su cosa cadrebbe la tua scelta? Farei sparire tutti i danni da inquinamento che abbiamo causato e vorrei vedere la Terra ancora in salute.

61) Ritieni che l'Occidente sia superiore alle altre civiltà del mondo? Ogni civiltà ha le proprie peculiarità: non ce n’è una superiore, ma ci sono delle violazioni dei diritti umani in tutte e questi andrebbero eliminati. Poi tolleranza e collaborazione farebbero il resto. Riconosco l’impossibilità di un concorso di simili evenienze.

62) Per cosa ti batteresti fino al rischio della vita? Per la difesa della libertà, con piena consapevolezza; per proteggere i miei cari da violenze fisiche e psicologiche, istintivamente.

63) La violenza serve a risolvere i problemi? Serve a renderne più difficile la soluzione.

64) Meglio grassi o magri? Meglio in salute e riuscire ad accettarsi per come si è.

65) Ti potresti mai innamorare di una persona che non ti piace fisicamente? Devo ripetermi: il corpo è l’involucro che riveste l’interiorità di cui mi sono innamorata, ma ci sono delle eccezioni, altrimenti che regola sarebbe. Come deve sussistere una empatia spirituale, così deve esserci quella sensoriale: l’odore della pelle, il sapore dei baci, la gradevolezza della voce, il tocco delle mani e soprattutto la complicità dello sguardo, sono imprescindibili.

66) Ti piace disegnare? Sì, da sempre. Non ho mai ottenuto grandi risultati, anche perché non ho coltivato questa passione.

67) Cosa ti infastidisce di più al mondo? La violazione dei fondamentali diritti umani, la mancanza di rispetto per gli altri, l’intolleranza e l'insensibilità.

68) Chi è il tuo regista italiano preferito? Oh… Non sono molto ferrata… Luchino Visconti, Pietro Germi, Vittorio De Sica, Dino Risi, Gabriele Salvatores, Roberto Benigni, Pupi Avati… Non amo: Pier Paolo Pasolini (anatema!), Federico Fellini (doppio anatema!), Franco Zeffirelli.

69) Il tuo programma tv cult? Guardo raramente la tv: seguo programmi di attualità, dibattiti, documentari e film. Non ho un programma “cult”.

70) Cosa non ti compreresti mai? Una pelliccia.

71) Cosa non regaleresti mai? Gli oggetti di uso personale che possono troppo discostarsi dai gusti di colui/colei che li riceve: per esempio un profumo.

72) In vacanza dove e con chi? Ho viaggiato così poco che potrei aprire un atlante e puntare il dito a caso. Preferisco i Paesi non troppo caldi e… Con pochi serpenti ;-) Scherzi a parte, mi attira il Canada. Ci andrei con qualcuno che in viaggio non pretende troppe comodità e ama spostarsi.

73) Invidi qualcuno? No. Vorrei trovare un po’ di serenità, ma non per questo desidero che gli altri stiano male. Invidiare non mi porterebbe alcun beneficio.

74) Hai mai fatto a botte? Sono contraria alla violenza. Non sono nemmeno capace di dare uno schiaffo: una volta ho provato – per gioco – a dare uno schiaffetto a mio marito, ma proprio non ne ho nemmeno la capacità fisica, la manualità, tant’è che mi sono fatta male io.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. test catena personalità

permalink | inviato da gatta nera il 26/8/2008 alle 22:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


25 agosto 2008

Senza maschera. Seconda parte.

 


20) Le 3 cose che guardi in un uomo?
Veramente sono presa da qualità interiori, ma dovendo elencare tre particolari che noto, direi lo sguardo, il sorriso, le mani.

21) Mai avuto esperienze omosessuali? No e non ne sono attratta, nemmeno per curiosità.

22) Una persona che ti attrae fisicamente? Devo ripetermi: è la stessa persona che mi intriga spiritualmente, intellettualmente, affettivamente. Il fisico è solo l’involucro che dà la possibilità di “sperimentare sensorialmente” tutto questo: non può non attrarmi, se sono attratta dall’interiorità. Vorrei che fosse così anche nei miei confronti, ma così non è.

23) Hai mai tradito? Cos’è il tradimento?

24) Sei mai stata innamorata? Eh sì, ma mai ricambiata.

25) E adesso? Sì e no…

26) Cosa ti fa innamorare in una persona? La sua essenza, l’empatia che si crea con la mia.

27) Se lui tradisce perdoni? Soprattutto cercherei di comprendere quale disagio interno alla nostra coppia l’ha indotto a farlo. Se è una crisi che desidera superare anche lui, se ne parla e si trovano le soluzioni. Se è qualcosa di irrecuperabile, cosa devo perdonare? Era già finita prima.

28) Un sogno ricorrente? Un tempo sognavo spesso di volare: era facilissimo e meraviglioso, ma nessuno sembrava interessato a imparare e a seguirmi, nonostante io mi sforzassi di coinvolgerli.

Ora, da anni, i miei sogni ricorrenti sono:
1) Si accorgono che il mio esame di maturità non è valido ed io – data l’età - non riesco a studiare per sostenere un nuovo esame ed è terrore. Quello che mi fa sorridere (ironicamente) è che ultimamente ho sognato l’esame delle scuole medie inferiori e perfino quello di 5^ elementare! Sto regredendo :-)
2) Vengo accusata dai miei genitori, soprattutto mia madre, di non essere stata adeguata alla situazione o di altre colpe inesistenti: mi arrabatto per difendermi, ma la situazione peggiora. Mi guarda con quello sguardo tagliente, occhi verde chiaro da nazista e mi mortifica… Vorrei che mi dicessero che mi vogliono bene e invece non riesco a farmi accettare, anche se piango e supplico di credermi.

29) Una figura di ..... che hai fatto? Sono una terribile gaffeuse! La prima che mi ricordo… Anni fa svolgevo la funzione di bibliotecaria; un giorno, fuori orario, ma io ero sempre molto disponibile, venne un dottore in chimica a prendere in prestito un libro. Lui – forse – non si ricordava di me, ma io sì di lui (non per i motivi che potreste pensare…) e volendo sorprenderlo, al momento di registrare il prestito, prima che mi dicesse il suo nome, lo guardai accennando al sorriso di chi la sa lunga e gli dissi, sicura di me: Mucchetto? Senza battere ciglio, né muovere un muscolo del volto, lui mi corresse: Mucchino. Mi trattenni a stento, invocando la mia professionalità, ma appena se ne fu andato, cominciai a ridere da sola e ancora rido, ogni volta che penso alla sua faccia compunta!

30) Ti depili? Sì, non troppo spesso. Non ne faccio una questione essenziale.

31) Hai piercing? I fori ai lobi delle orecchie per gli orecchini. Mi sono stati praticati quando avevo poco più di tre anni.

32) Hai tatuaggi? No, non mi piacciono, soprattutto perché indelebili. Se proprio mi prendesse l’estro di farmene fare uno, sceglierei quelli semi-permanenti.

33) Un errore che ti riconosci? Essermi affidata al giudizio altrui pensando di non essere in grado di decidere da sola. Forse avrei sbagliato ugualmente, ma consapevole di aver scelto.

34) Hai mai rubato? Mi sembra la domanda che mi faceva il parroco in confessione da bambina: “Hai rubato la marmellata?” – Sì, in passato, quando ero una ragazzina che non si poteva permettere le matite per il trucco: ho rubato un paio di matite, più o meno con lo spirito di chi si prepara ad una rapina in banca!
Scoperta da mia madre, sono stata severamente (e in questo caso giustamente) redarguita.

35) Sei religioso? Al momento mi definisco “agnostica”.

36) Ultimo libro letto? In questo periodo avevo bisogno di qualcosa per liberare la mente da pensieri assillanti e ho ripreso alcuni gialli di Agatha Christie; l’ultimo che ho letto è “L'assassinio di Roger Ackroyd”.

37) Mai fatto una canna? No e non sono mai stata indotta in tentazione: non le ho mai viste.

38) Mai ubriacata? Sì, qualche volta, molti anni fa, in solitudine, credendo di soffocare la mia angoscia: sono stata così male!

39) Bestemmi? Assolutamente no. E’ una mancanza di rispetto e un modo di parlare molto volgare, che mi infastidisce parecchio.

40) Cosa fai se un gatto nero ti attraversa la strada? Lo saluto amichevolmente, come anche gli altri gatti. Del resto, mi chiamo “gatta nera” e convivo con una vera gatta nera…

41) La legge è uguale per tutti? Questa è una pura utopia.

42) Che animale vorresti essere? Una gatta, ovviamente... Già mi ci sento interiormente.

43) Di cosa hai paura? Vedi punto 6.

44) Dove vorresti vivere? Ovunque, purché ci fosse l’uomo con cui condividere l’Amore.

45) Che automobile hai? Una Panda con doppia alimentazione: metano/benzina.

46) Favorevole alla guerra? Mai visto risolvere una questione con una guerra.

47) Hai attaccato la bandiera della pace alla finestra? No, non vivo in una casa mia e non posso decidere autonomamente.

48) Cosa faresti se tua figlia sposasse un musulmano? Non ho avuto figli: diciamo che se mia nipote sposasse un musulmano le augurerei che fosse un’unione felice, così come se sposasse un ateo, un cristiano, un ebreo, un buddista et cetera.

49) Cosa hai pensato l'11 settembre 2001? Ho acceso casualmente il televisore quando stava bruciando la prima delle due torri e ho pensato ad un gravissimo incidente. Quando, come in un film, il secondo aereo ha bucato l’altra, sono rimasta interdetta: non ho fatto valutazioni al momento, ma le immagini degli eventi sempre più catastrofici mi hanno stordito.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. test catena personalità

permalink | inviato da gatta nera il 25/8/2008 alle 23:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa


24 agosto 2008

Senza maschera. Prima parte.



Il 10 Luglio scorso,
Carezza ha lasciato, per me e altre due amiche, una specie di compito per le vacanze.  Scriveva infatti:

Ho trovato qua e là sul web questo test, che consiste nel rispondere a 115 domande... mi scuso per la lunghezza esasperante del post, ma vi lascio questo passatempo nell'augurarvi buone vacanze.
Trasformo questo test in una catena che giro a fioredicampo, zialaura e gatta nera, sempre che abbiano voglia e tempo di farlo.
Data la lunghezza esasperante di questo post, possono scriverlo anche tra dieci o vent'anni...non c'è alcuna fretta.
Oppure potete ridurlo, dimezzarlo, o rispondere anche solo a cinque o dieci domande. Insomma, come volete!

Poiché sono sempre stata una scolara diligente, ho svolto tutti i compiti ed ora mi appresto a pubblicarli...   A puntate.
L'estate va finendo per cui non nominerò nessun altro per questa "tortura"; scherzo Carezza!

                                                                    

1) Nome? Non mi piace il mio nome vero e preferisco non scriverlo. Qualcuno in rete lo conosce, ma veramente pochi, ai quali ho raccomandato di non rivelarlo pubblicamente.

2) Soprannome? Mai avuti soprannomi… Soltanto “micia” (tanto per restare in tema di gatti, come il mio nick) talvolta, da parte di mio marito.

3) Età? 11 Dicembre 1958.

4) Professione? Impiegata amministrativa; “una farfalla imprigionata in una tavola pitagorica”, mi hanno definito.

5) 3 aggettivi per definirti? Accogliente, ingenua, vulnerabile. La mia nipotina asserisce che sono tenace (voglio raggiungere lo scopo a tutti i costi, ma solo in ciò che mi piace); gentile e troppo spesso triste.

6) Il tuo punto debole? La paura: di non essere all’altezza delle situazioni, di non essere amata, di cadere ancora in stato di depressione maggiore, del post mortem… La paura di avere paura.

7) Se vincessi dieci milioni di euro cosa ti compreresti come prima cosa? Finirei la casa iniziata nel 1994 così da “comprare” un po’ di libertà per i miei ultimi anni. La maggior parte del denaro lo donerei: cosa me ne farei di tanti soldi?

8) Come ti vesti di solito? In modo neutro, per coprirmi, affinché non mi si noti. Chiamo i miei abiti “contenitori”.

9) Cosa ti dicono più spesso? “Ti sottostimi: sei una persona intelligente e sensibile” (non ci credo, è solo la prima impressione che do); “Devi imparare a dire dei no”; “Non puoi piacere a tutti, vivi per te stessa”; “Ma sei sempre depressa!”

10) La parolaccia che dici più spesso? “E vaffan… bagno!” o il classico “C…o!” Ne ho alcune “pittoresche”, però… non posso scriverle. Cerco tuttavia di evitare che diventi una consuetudine.

11) Il giorno più bello della tua vita? Ci sono stati dei giorni belli, sparsi qua e là nella vita, ma ho difficoltà a individuarne uno in particolare, anche perché li ho pagati tutti a un prezzo molto elevato. Forse da bambina: la felicità era gratis e i temporali non lasciavano grossi danni. (Dopo qualche giorno che risposto a questo quesito, ho chiesto ancora alla mia nipotina di nove anni e lei ha esclamato, luminosa: "Tutti!"; che meravigliosa sensazione mi ha ricordato, quando la vita ti sorride ogni mattina).

12) Il giorno più brutto della tua vita? Ce ne sono alcuni: quando sono morte delle persone a me molto care.

13) Ti hanno mai picchiato? Sì, soprattutto mia madre, quando ero piccola: non tanto da lasciarmi delle ferite fisiche, ma qualche ecchimosi su braccia e gambe. I miei genitori erano estremamente severi e non manifestavano con abbracci o baci il loro affetto, però mi volevano bene.

14) Una cosa che ti rende felice? Almeno tre:
Aiutare qualcuno in difficoltà.
Leggere in una lettera o sentirmi dire "ti voglio bene".
Uno spettacolo messo in scena dalla Natura, ammirato e condiviso con qualcuno che amo.

15) La prima cosa che fai al mattino? La doccia, per igiene e per svegliarmi.

16) L'ultima cosa che fai di sera? Chiudo il libro, spengo la luce e sogno ad occhi aperti (visto che a occhi chiusi sono tormentata tutte le notti da incubi…).

17) Cosa cambieresti del tuo corpo? Il viso è accettabile, anche se invecchiato; il resto del corpo: tutto.

18) Una persona che stimi? Il mio maestro delle elementari; è morto qualche anno fa. Gli volevo bene, oltre stimarlo. Non ci ha insegnato solo le materie scolastiche, ma valori nei quali credo anche adesso: la libertà, la fratellanza, la tolleranza, l’amore per gli altri… Era presidente provinciale dell’Avis, iscritto all’Aido quando non era facile esserlo (feci le sue stesse scelte appena compiuti i diciotto anni), un vero maestro di vita.

19) Un coglione? Chi ha cura dei propri interessi, a discapito di quelli della collettività, senza rendersi conto che condanna anche se stesso: chi inquina su vasta scala e chi nel proprio piccolo, chi non raccoglie le immondizie in modo differenziato, chi spreca energia, acqua, carta, chi non ha rispetto della res publica e la danneggia et cetera.

Volendo, c’è poi tutta una serie di coglioni al mondo, in alcune categorie ci rientro anch’io.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. test catena personalità

permalink | inviato da gatta nera il 24/8/2008 alle 23:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


20 agosto 2008

1968 - Praga. La primavera, l'estate e l'inverno.





L'Espresso - 1 settembre 1968
Testimonianze / la protesta dei giovani di praga

Li ho visti danzare attorno ai carri armati

di Umberto Eco

"Perché siete venuti?”, urlano ai russi. “Non eravamo amici ?"

 Clicca sull'immagine
per ascoltare "Primavera di Praga" di Francesco Guccini.


Praga – Adesso che sono uscito, e qui a Vienna mi arrivano telefonate dall’Italia, tutti mi chiedono perché non sono restato. Ero sul posto, altri giornalisti erano partiti proprio due giorni prima, non dovevo rinunciare al colpo. Potrei rispondere che avevo problemi di famiglia, e che avevo benzina appena sufficiente per raggiungere la frontiera austriaca.
La ragione però è un’altra: potranno ancora succedere molte cose a Praga, ma i due giorni prima e dopo l’occupazione mi hanno dato tutto quel che occorreva sapere, quello che ho visto basta a definire lo stile di un popolo, l’assurdità teatrale di un momento storico.

Ero a Praga di passaggio, puntavo in macchina verso Varsavia per un congresso, un viaggio culturale, io, mia moglie e due amici. Sosta a Marienbad e a Karlovy Vary, per ritrovare il sapore dei fasti asburgici conditi con la salsa del turismo popolare, e poi Praga, a incontrare gli amici dell’Associazione Scrittori. Ma a Praga non c’erano hotel, perché c’erano quattromila geologi di tutto il mondo a congresso. Così siamo andati ad abitare a Liben, un sobborgo operaio a nord est, sulla strada per la Polonia.

Di lì, la mattina del mercoledì 21 ci siamo svegliati e abbiamo visto la sfilata dei carri armati, mentre in cucina funzionavano due radio, una ufficiale e una clandestina, e la televisione. Un gruppo di redattori s’era asserragliato negli studi e i russi, ho saputo dopo, non trovavano la chiave del posto giusto. Così sin verso mezzogiorno la televisione ha funzionato, e si avvicendavano sullo schermo i redattori in maniche di camicia, che leggevano proclami in russo, in tedesco, in inglese.

                                          

I lettori hanno già visto ormai il testo di questi appelli, ma quello che stupiva era il tono: tranquillo, colloquiale, con dialoghi tra operai seduti davanti alle telecamere a commentare i fatti, come se fosse Vivere insieme. E ritrovano quella dignità e quella serenità che mi aveva stupito la sera prima, l’ultimo giorno di pace, quando in un piazzale del centro centinaia di persone tenevano quello che chiamano il loro Hyde Park permanente, discutendo con serietà e calma, e con molto humour. Lo humour è un dato importante, e me lo ripeteva il giorno prima il segretario dell’Associazione Scrittori: siamo un grande popolo, mi diceva con orgoglio, stiamo facendo una cosa importante con molto humour, nessuno ha mai drammatizzato, e la sua collaboratrice sorrideva sui titoli che aveva letto nei giornali italiani il mese prima (“Paura a Praga”) e mi ripeteva che erano stati mesi di passione, ma tutta interiore, di nervi e di speranze, nessuno si era agitato troppo.

La figura che mi veniva in mente era quella del buon soldato Svejk di Hasek, quello che riesce a mettere nel sacco i generali militaristi facendo lo stupido e facendoli passare per stupidi. E che Svejk fosse il simbolo dei cechi me ne sono accorto il giorno dopo. Ma sin dal giorno prima era chiara una cosa, che questa volta si trattava di uno Svejk socialista, orgoglioso di come aveva realizzato il socialismo nel suo paese.

Anche le malignità antirusse o anti-Ulbricht erano di questo tipo: noi abbiamo realizzato la collettivizzazione in modo perfetto, i tedeschi dell’Est hanno ancora il cinquanta per cento di proprietà privata. La famigerata reazione di destra non l’ho vista e non c’era nella piazza dove il governo, formalmente, e per motivi di circolazione stradale, aveva proibito i comizi, consigliando di farli fuori città. Ma i cittadini avevano continuato a farli e nei dintorni non c’era neppure un poliziotto. Grande tensione, e grande serenità, dunque, e una vitalità impressionante, un’atmosfera di festa. Poi, l’occupazione.

Appena vista la televisione telefono in città e amici cechi mi consigliano di partire subito, per prudenza. Ho il serbatoio a metà, la benzina non basta fino alla frontiera, e poi l’ambasciata mi dice che le frontiere sono chiuse. Prendo la macchina e mi spingo per la grande via dell’Armata Rossa, svicolando tra i carri armati. Al primo distributore mi accorgo che di benzina non se ne parla più. Ai negozi di alimentari grandi code. Torno indietro, lascio la macchina davanti a casa e coi miei amici intraprendo il mio viaggio a piedi verso il centro: dieci chilometri circa.
 
La strada è quella dei carri armati, dei cingolati e dei mezzi blindati: il primo carro è fermo all’angolo, attorniato da una folla che si punta l’indice alla fronte e chiede al russo sulla torretta se è matto. Il russo sorride e mostra le spalline, come per dire che lui non è lì per colpa sua. Tre carri armati più in là, la situazione è più intensa: la folla discute coi soldati, e intanto i ragazzini incominciano a lordare il carro di scritte: la sigla “SSSR” è lavorata in modo da far risaltare la “SS”. “Russian go home” è scritto in tutte le lingue, le stelle rosse sono appaiate alle svastiche.

La gente parla in russo coi soldati, gli chiede perché sono lì. I soldati rispondono che a Praga c’è il colpo di Stato fascista, la gente ride, qualcuno sale su e li prende per il bavero e gli mostra la città, altri tirano fuori la tessera del partito. I russi sorridono imbambolati, qualcuno discute, altri si chiudono in un mutismo teso e guardano fissi davanti a sé. Poi si sbagliano, rispondono alla domanda, intavolano la discussione. Il controcorso è cominciato, i ragazzi salgono sul carro, traducono in russo manifestini lanciati da macchine di passaggio, spiegano cos’è il socialismo.

La scena si ripete per tutta la grande strada della Rude Armady e per l’interminabile Sokolovska, strombettando incominciano a passare autocarri carichi di capelloni (e dico capelloni in senso tecnico, ragazzi coi capelli alla moschettiera), brulicanti di bandiere cecoslovacche, che inneggiano a Dubc?ek e invitano i russi a partire. Qualcuno saluta col pugno chiuso. La faccenda comincia a diventare grottesca perché la sfilata dei carri armati mi ricorda l’8 settembre: ma allora la folla si ritirava nei portoni e i soldati italiani di passaggio venivano presi, disarmati e caricati nei camion: qui invece sembra la festa del 4 novembre con la visita alle caserme, mentre i camion con le bandiere e i giovani seduti sul parafango mi ricordano il 25 aprile (ma allora i carri tedeschi erano già partiti, e se erano lì non lasciavano passare le macchine dei partigiani). Così incomincio a rendermi conto che questa è una cosa diversa, non ha precedenti storici, ed è la cosa più inverosimile che abbia mai visto, perché la gente ha volti tristi, scuote la testa e ti dice in tedesco che è una lurida porcheria, e la tensione è spasmodica, ma la città brulica di folla come a una festa patronale, e ogni carro armato è un comizio.



Continuiamo la marcia verso il centro. Verso l’una si sente una serie di scoppi, poi delle raffiche di mitragliatrice. Sapremo dopo che un carro armato passando per una strada stretta ha dato di struscio su una fila di macchine: un carro armato che struscia non lascia una lamiera intatta, le macchine scoppiano, il carro s’incendia, gli altri si spaventano, sparano in giro. Anche più tardi, a intervalli di mezz’ora, sentiremo delle raffiche isolate, e un gruppo di studenti passa portando una bandiera insanguinata.
Questo è l’unico fatto di sangue a cui ho assistito. Il resto l’ho letto sui giornali, in Austria, ma i giornali hanno drammatizzato, hanno parlato di rivolta nelle strade, perché era l’interpretazione più ovvia. Mentre quello che sta succedendo qui non è affatto ovvio, è fuori dalle regole. Ci chiediamo perché la gente non abbia paura dei carri armati, li insulti, li copra di scritte, vada a bucare le gomme dei mezzi blindati, con questi russi che continuano a sorridere imbarazzati e si lasciano incollare i manifestini sui parabrezza, così che certi carri sembrano i muri della Sorbona.

E ci accorgiamo presto che noi, con tutti i nostri sentimenti “di sinistra”, sentiamo ancora i russi come qualcosa di estraneo, che quando arrivano abbeverano i cavalli nelle acquasantiere e mangiano i bambini.

                        

Qui invece è come se a Roma, dopo una serie di agitazioni, arrivassero i carri armati americani: l’indignazione, l’odio, la rivolta, non impedirebbero che gli americani fossero sentiti come gente di casa, quelli di cui mangiamo le gomme da masticare e di cui si ballano i dischi: e dunque si può andare sotto il naso di un americano e prenderlo in giro, perché è uno che sino a ieri girava intorno al Colosseo e si faceva rubare la macchina fotografica.
E così succede qui coi russi, sono degli amici, dal governo antipatico, ma buoni se presi uno per uno, che all’improvviso ti giocano uno scherzo. E la domanda che tutti gli fanno è una sola. «Perché?» e lo scrivono sui muri in quattro lingue: «Perché siete venuti qui, chi ve lo ha fatto fare, tornate a casa, ma non eravamo amici?». E i russi non sanno cosa rispondere, perché a molti di loro non avevano detto che stavano andando a Praga, e poi gli hanno detto che c’era l’invasione da parte della Repubblica Federale Tedesca, e ora non sanno più cosa credere. E restano sotto questa tempesta di contestazioni per ventiquattro ore, senza scendere dal carro, e devono avere ricevuto ordini severissimi di non accettare provocazioni, oppure han deciso per conto loro che non possono e non devono reagire: ho visto un carro che sembrava coperto di caccole di uccelli, tante erano le scritte, i manifestini, gli sbaffi, e non credevo che un carro armato potesse sopportare tanto.

Sono le due e mangiamo al ristorante dell’Hotel Paris, tutto una fioritura liberty dal di fuori, tutto un pullulare di geologi smarriti al di dentro, e dalle grandi vetrate si vedono i carri che si infilano in una stradina per raggiungere il centro. Raggiungiamo il centro anche noi, la piazza del municipio, dove intorno al monumento di Huss c’è una cerchia di mitragliatrici puntate su ogni edificio della piazza, e intorno a ogni mitragliatrice un gruppo di gente e per la piazza passano camionette di ragazzi con bandiere.
 
Alle tre siamo nella città alta, oltre Moldava, verso il castello e ci incontriamo in un caffè con un amico scrittore che chiameremo Jan K. Le tre ore con K. sono di una tristezza infinita. K. cerca di parlare ma poi gli viene da piangere e non vuol farlo vedere e allora finge di impappinarsi con l’italiano. È la fine del socialismo, ci dice, perché i ragazzi ci credevano e avevano creduto alla parola data a Bratislava, e ora non ci crederanno più, mio figlio da stamattina è diventato scettico come me. Ma io avevo passato le vicende dei venti anni tanto tempo fa, avevo dovuto rinunciare alla laurea, non potevo andare all’estero, avevo cominciato a rivivere da qualche anno, e ora è finita di nuovo, non ne esco più.

La polemica non è col comunismo, è con l’alleato troppo forte che li sta colonizzando, che compera sottocosto il loro zucchero, le loro o scarpe, le loro navi (ve lo giuro, le costruiamo noi che non abbiamo il mare). E non gli lascia sfruttare le miniere di uranio, tutta la gente con cui ho parlato non faceva questioni di socialismo sì o socialismo no, dava per scontato il socialismo, e all’interno del socialismo rivendicava rapporti diversi, e denunciava una politica autoritaria, ed ora è finita, dice K., ma è grave per tutto il mondo socialista, perché la nostra tragedia metterà in crisi anche gli altri.



Rientriamo verso il centro: il controcorso continua.
E questo vuol dire che l’errore tragico compiuto a Praga ha anche un altro risvolto:
cinquecentocinquantamila soldati di cinque paesi sono stati praticamente inviati a Praga per subire un corso rapido di indottrinamento politico da un milione di soldati Svejk. Non so cosa porteranno a casa, ma è certo che questa armata ha avuto oggi la sua borsa di studio per un corso accelerato di democrazia.
 
Sulla via Nazionale vediamo che la sede dell’Associazione Scrittori è stata occupata. Scende la notte, e la radio consiglia (non ordina) il coprifuoco: le stazioni clandestine sono in piena azione, la città è tutto un brusio di transistor che la gente tiene all’orecchio camminando. A Liben il nostro affittacamere ci offre venti litri di benzina normale. Ha girato tutto il giorno per trovarla, la moglie ci dà del pane e degli spaghetti, metà delle loro provviste. Il mattino dopo si alzano alle cinque per andare a lavorare. Gli ultimi appelli della televisione hanno detto di lavorare lo stretto necessario per mantenere la vita del paese, e per il resto resistenza passiva.

Noi andiamo al Park Hotel, dove si è formata una colonna italiana, con una macchina dell’ambasciata che garantisce l’uscita da Praga. Mentre ci mettiamo in cammino, la radio clandestina avvisa i delegati del Partito Comunista di non recarsi a un certo appuntamento all’Hotel Praga, perché è una trappola. Lungo i paesini di transito la kermesse è al colmo. Le strade sono piene di giovani che scrivono sull’asfalto come su di un giornale murale: non c’è posto dove i russi possano passare che non contenga messaggi, alcuni amichevoli ed altri beffardi. Ma non so per quanto passeranno ancora perché i ragazzi stanno girando tutti i cartelli indicatori. Quelli troppo grossi vengono coperti di erbe, di vernice, di stoffa, ogni tanto ne viene messo uno nuovo che dice: «Mosca Km. 3000». Verso la frontiera le scritte s’infittiscono, ogni paesino ha la piazza principale in comizio permanente.
 
Non so dove sia Dubcek adesso, ma so che mai un capo ha avuto il proprio popolo con sé in modo così compatto, senza eccezioni. A Ceske Budejovice, nei giardini una grande forca reca appeso un pupazzo che è Novotny. I russi (o i polacchi o gli ungheresi) guardano e stanno lì, sembra che abbiano voglia anche loro di fare ciao a queste macchine che portano scritto Italia sul parabrezza, e che la gente ferma lungo il tragitto per consegnare telegrammi da mandare ai famigliari in vacanza all’estero, alla frontiera lunghe file di macchine ceche stanno rientrando e noi usciamo. Siamo in Austria. Cessato pericolo. In un certo senso siamo a casa.
 
Che devo fare? Suonare la marcia dei marines?

Ma i socialisti traditi che ho lasciato a Praga, questo non lo vorrebbero.
______________________________




                                                   

                                          

La primavera.
Quell'anno a Praga la primavera arrivò con largo anticipo sul calendario. Era infatti ancora pieno inverno il 3 Gennaio 1968, giorno in cui il Plenum del partito comunista cecoslovacco, con un colpo di scena che stava covando da qualche mese, costrinse Antonin Novotny a cedere il suo mandato di segretario generale al giovane Alexander Dubcek, esponente moderato del partito comunista slovacco. [...]

L'estate.
Dubcek invece continuò a confidare, nonostante il calendario non lasciasse più speranze, in una primavera senza fine. A nulla valse anche un ultimo tentativo segreto, portato avanti dal segretario magiaro Kadar il giorno di ferragosto, per indurre Dubcek a recedere dal suo programma politico.
La calda notte tra il 20 e il 21 Agosto vide l'intervento militare di Unione Sovietica, Polonia, Germania Orientale, Ungheria e Bulgaria nel territorio cecoslovacco. Non ci furono scontri significativi, purtuttavia si ebbero 30 vittime e qualche centinaio di feriti.
Il governo di Praga, così come aveva fatto contro Hitler, non si oppose alla forza bruta degli invasori. Dubcek fu arrestato assieme ai suoi più stretti collaboratori. Altri preferirono collaborare con i nuovi padroni. [...]

L'inverno.
L'appuntamento con la libertà, assaporato per così pochi mesi, era rimandato. Sarebbero dovuti passare ventidue anni prima che Vaclav Havel, da libero e democratico presidente della Cecoslovacchia, nel Gennaio 1990 potesse finalmente affermare: "Tvà vlàda, lide, se k tobe navràtila!" (Popolo, il tuo governo  ti è stato restituito!)

E dopo la primavera di Praga, un "inverno" di ventidue anni, di Alessandro Frigerio.
http://cronologia.leonardo.it/storia/a1969h.htm

______________________________________




Quel giorno... a Praga.
Era iniziata una "primavera", venne un'estate di carri armati.
Poi finì così, il 25 Gennaio 1969. I funerali di Jan Palach.
Il giovane divenne il simbolo di una Cecoslovacchia silenziosa e angosciata.

Praga era tranquilla quel giorno. D'improvviso il rombo dei tanks russi..., di Paolo Tomaselli
Martedì 20 Agosto fu un tipico giorno estivo, caldo, con un sole velato [...]

http://cronologia.leonardo.it/storia/a1969g.htm


 


8 agosto 2008

Chi sono gli amici "difficili"?

                                                            

 

Quelli come me, che se trovano un amico, invece di tenerselo ben stretto, lo sfiancano fino a perderlo.

Gli mancano di rispetto e lo trattano come una stampella sempre pronta a sorreggerli.

Sono ossessionati dai loro problemi e coinvolgono l'altro parlandogli troppo spesso dei propri guai: sono egocentrici.

In buona fede chiedono aiuto, ma poi non mettono in pratica i consigli ricevuti e si fossilizzano, diventando davvero ingombranti.

Quelli dai quali, infine, si fugge come davanti alla minaccia di uno tsunami.

 

sfoglia     luglio        settembre
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
Parma
Politica
Società
Poesia
Spunti
Riflessioni
Storia
Articoli giornali
ARTE

VAI A VEDERE





"Oh Signora Threadgoode,
io mi sento troppo giovane

per essere vecchia
e troppo vecchia
per essere giovane!"
 
Fried green tomatoes
27 Dicembre 1991.


 

 "La donna nell'arte"

 

 

"Women in film"
 

 

Toutefois
l'amour vrai rare peut être,
il est moins ainsi que l'amitié vraie.

Per quanto
il vero amore possa esser raro,
lo è meno della vera amicizia. 

François Duc de La Rochefoucauld

 

 

 


 

 

 Non nascondere
il segreto del tuo cuore,
amico mio!
Dillo a me, solo a me,
in confidenza.
Tu che sorridi così gentilmente,
dimmelo piano,
il mio cuore lo ascolterà,
non le mie orecchie.
La notte è profonda,
la casa silenziosa,
i nidi degli uccelli
tacciono nel sonno.
Rivelami tra le lacrime esitanti,
tra sorrisi tremanti,
tra dolore e dolce vergogna,
il segreto del tuo cuore.

  Rabrindranath Tagore

                                     


    


    Le aleggiava sulle labbra
e le splendeva negli occhi
un sorriso tenero e radioso,
che pareva scaturire
dal cuore medesimo
della femminilità.

 
"La lettera scarlatta"
Nathaniel Hawthorne

 

 

                                               
 
                                                        
             Pierre Auguste Renoir
                 Spring bouquet, 1866


 
 


           

 

"Non permetterò a nessuno
 di mettermi in gabbia".


"Non voglio metterti in gabbia,
 io voglio amarti".

 

" E' la stessa cosa".



              
 

 

 

 


Sognare 

Fabia, sono Catullo.
Ti ricordi quando volevo baciarti
e non l'ho fatto?
Quando volevo toccarti
e non ho potuto?
Quando volevo portarti via
e me l'hanno impedito?
Ora ti sogno tutte le notti
e nessuno può farci nulla.

Da: Poesie d'amore
Enrico Galavotti

                                              
_______________________________________




Upgrade your email with 1000's of cool animations

Hanno alzato lo sguardo
a questo firmamento:


    


Adriana Libretti
Aidi
Aislinn
Ale (a destra)
Aleiorio
Alice
Alternativo 2
Amore di grafica - Kekkina
Anabasi
Animainviaggio
Annamarea - Anna Maria
Annie 80
Anelli di fumo - Sciltian
Ape_blog
Arciprete
Arraffagatto (Arfasatto-Serapione) - Elena
Attimo fuggente
Aurora 86
Barbarab
Baskerville *
Batlogreturns - Kia
Beppone
La casa di Beppone
Blue River - Mass(im)o
Bread & Roses - Simona
Broken clock
Calimero (Nuvolee)
Calma apparente - XaoS
Calzetta
Camera con vista - Claudia
Caravanserral (ex Il cavaliere
errante) - Nicola
Carezza invisibile - Irene
- ex BBMount
Carlo Rubboca *
Cat
Chiamami aquila
Coda di lupo - Gian Pietro
Concy 31
Cristiana G.
Darkismy
Devarim
Dimensione (distrattamente) Morgana - La bottega di spezie - Laura
Eleonora blog
Esperimento
Estrella Vanilla
Esseno - Giuseppe
Eta-beta - Gabriella
Ex Rastagirl- Dina *
Exit - Enrico
Exodus Raian - Mauro Dino *  (doppio link)
Fiore di campo - Gianna
Fort
Forum valdese
Fotogramma
Francesca01
Galarico
Garbage
Gatta randagia
Ghezzi Christian
Glitter my passion
Grillo (parlante)
Hellsnymph
Heartprocession
HeavenonEarth - Marco
Herzog_1
Il blog di Barbara
Il cavaliere errante - Nicola
Ile89 - Ilenia
Il gatto silver
Il laicista
Il laicista 2
Il pane e le rose - Aradia - Simona
ImPrecario
Io e lui - Susy
Ivan Jaacov Steinberger   *
Kurtz
La chiesa delle storie - Roberto
La donna che visse più volte
La mia nuova casa
Lapidaria
La rosa in più - Salvatore
La scrittura creativa - Francesca
Le silence de la musique
Liberi di essere
Lupo abruzzese - Giovanni
Maralai - Mario
Marcello *?
Mia Essenza
Mietta - Maria Antonietta
Mokella
Mostro Joe
My sweet gloom
Non lo dico
Note bianche
Ombra
Paolo
Paparazza
Passerotta
Pdecaspita - Pietro *
Peana
Penelope 1951 - Elena
Per sbaglio - Adriana
Petali di antehemis
Piccoli soli arancioni - Lia
Pink and dark elf
Punk princess
Pyperita
Raffaella Del Greco
Rosa bianca
Rumore di niente
Sabrina di Napoli
Sbriciolina
Senzanomealcuno
Senzapaura - Dyo(tana) - Nicoletta
Sinistra maldestra - Damiano
Skan's exexperiences
Specchio
Stefania 75
Testa bislacca - ex Senzapaura
Triton
Una perfetta stronza
Valigetta
Vedere oltre
Veglie
Vent mauvais
Vetro
Viler - Vito
Violetta Color - Futura3000
W la matematica - Sebastiano
Zemzem
Zlatan - Pino Giuseppe *
1dobby8 - Monica
2 stella a destra







Ivan Jacoov Steinberger

 



        

         Odùsseia 360°   e

Yahoo Answers Odùsseia




                           -  HOMOLAICUS
                           - Amici di Misurina

                           *Luce del mattino
                           *La rosa sul fiume


                          


 

_______________________________________

 


        


   Mi dà sempre un brivido
   quando osservo un gatto
 che sta osservando qualcosa
  che io non riesco a vedere.

       Eleanor Farjeon   




 

- Gatto amico
- Amore di gatto
- Gattomania (fusa)
- Gatti e Arte
- Gatti and gatti
- Gatti e non solo
- Gattivity
- Micimiao
- Miciolandia
- IDAG gatti
- 44 gatti
- Vita Gatta

 






 

  _______________________________________


 ________________________

 




        

 

     MARINA GARAVENTA

                 

    http://laprincipessasulpisello.splinder.com/

 

             

 

   

 

              

             Il disagio mentale

 

 



 immagine

         

 

___________________________

Le immagini inserite in questo blog
sono in gran parte tratte da Internet;
se la loro pubblicazione violasse
eventuali diritti d'autore, vogliate
comunicarlo a gattanera58@yahoo.it

___________________________

 

 

 

 

CERCA