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Lettera di un amore - Dario Chioli


                                                  Amica mia, da quando hai offerto, a me viandante, acqua 
dal tuo pozzo di pietra, tutta la mia percezione è filtrata dalla tua immagine.

L'immagine della tua figura seduta presso il pozzo, del passo lieve con cui te ne sei andata, dei tuoi occhi che riflettevano la luce del meriggio, del calice della tua mano da cui ho bevuto, è costantemente presente in una finestra della mia mente.

L'odore del muschio del pozzo e di te sono fusi nelle mie narici.

Il sibilo del vento che fischiava contro le tue parole, e le tue parole stesse, sono nelle mie orecchie.

Quelle che non ho potuto intendere sono l'enigma che mi lega all'ignoto.

Stanotte ti ho veduta, tra le maglie di uno scialle argenteo, nelle profondità del bosco. Dagli alberi fluivano liquori d'oro, un fiume profondo e vorticoso mi separava da te. Avevo timore, ma la tua immagine mi esaltava, e mi son gettato in acqua per raggiungerti. Ho perso coscienza, e mi son ritrovato dentro il bosco, tu protesa su di me che mormoravi una canzone di dolcezza indescrivibile. Proprio allora sono tornato in me, e cercavo intorno, quella meraviglia, che una donna come te porgesse rimedio alla mia sete, e col rimedio se stessa.

Spero contro ogni probabilità che questa sensazione non cessi mai, che mai l'irripetibile venga da noi ridotto al consueto.

Quel pozzo a cui abbiamo attinto, quello sguardo che ci siamo scambiati, sono doni che non possiamo sprecare.

Non possiamo e non dobbiamo dimenticare mai come, uniti, fummo liberi.

Hai fuso in me sonno veglia ed immaginazione, la mia percezione è adesso un diamante inattaccabile, immortale. Tutto ciò che perisce, fluisce su di esso senza permanere.

Non parlerò a nessuno di noi due. Questo segreto illumina la mia vita. Anche tu, credo, non ne parlerai, perché questi non sono giorni di cui si possa dire, non sono giorni di tempo, ma giorni d'anima, giorni d'immortalità.

Amica mia, ho paura che la limpidezza possa offuscarsi, ho paura che il passato sopraffaccia il presente. Mi sento come la vedetta in attesa contro l'imperscrutabile. Sarebbe felice di poter finire i suoi giorni senza che l'ignoto arrivi.

Vieni e abbracciami fino ad allora.

Mio specchio, mia anima.
                                      Dario Chioli  
  
 

 

Pubblicato il 30/7/2007 alle 21.37 nella rubrica Diario.

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