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A come Amicizia.

 





Sovente mi sono chiesta cosa sia l'amicizia.
Per me è un sentimento quasi inesplorato, che mi ha inferto parecchie ferite e donato poche gioie; molto più numerose le disillusioni.

Mi è stato detto che tendo ad amare troppo e che questo atteggiamento spaventa; forse è così anche nelle amicizie, considerando gli scarsi risultati che ho ottenuto nella mia vita.

Il fatto è che io attribuisco a tal termine una valenza molto alta, quasi più che all'amore; o per meglio dire: non concepisco amore senza amicizia. 

E dunque cos'è l'amicizia, sulla quale tanto si è scritto fin dall'antichità?
Cosa distingue i semplici conoscenti dagli amici, dal momento che anche i primi ormai vengono onorati di tal nome?

Cosa l'amicizia gentile, cortese, semplice dall'Amicizia con la A maiuscola, come si suol dire?

Lo sbocciare in età giovanile e l'essere cresciuti insieme?  O ha pari dignità un'amicizia fra due anziani, conosciutisi durante una partita a bocce?  E quella - così attuale - sostenuta dagli scambi epistolari in internet si può definire tale?

E' la durata nel tempo?  L'intensità di incontri?  La profondità del sentimento? Ma un sentimento può divenire profondo anche se nasce in tarda età, anche se i momenti di contatto sono brevi e fugaci?

E cosa determina l'attrazione che poi si svilupperà in un legame amichevole? Stessi interessi? Medesimo background? Ambiente culturale simile?
No, non credo.
Forse una questione chimica, come pare sia per l'amore?

Talvolta mi è capitato di sentirmi definire "amica" da persone per le quali io nutro stima e simpatia, ma non quell'affetto profondo che giudico indispensabile per poter parlare di amicizia e di provare per questo un certo imbarazzo.

Ciò mi è successo soprattutto nei rapporti creatisi tramite la lettura dei blog. Le persone sono più o meno sempre le stesse: si formano delle aggregazioni, con varie propaggini, che girano intorno a pochi nuclei, tanto che se ci trovassimo tutti in una piazza, forse ci riconosceremmo anche senza esserci mai visti.

In ogni modo, mi accorgo che basta poco per essere incensati e accarezzati. In un primo momento questo mi infastidiva; ora ho imparato non a essere falsa, ma meno ritrosa di quanto sarei di natura.

Sto imparando però anche a fare una cernita, molto selettiva. Infatti a leggere e lasciare commenti sul mio blog non passa quasi più nessuno.  Non è soltanto perché è poco interessante, ma perché le "amicizie" vanno coltivate, altrimenti sublimano.  E questo io non so farlo a comando.

Nella vita reale non ho persone che considero amiche. Sì ho rapporti buoni o discreti con i colleghi, ci si fanno anche confidenze, si ride insieme, ma quando sono sola difficilmente penso a loro. Non voglio qui dilungarmi a spiegare il perché sia così isolata.

Mi succede invece di portare con me, durante la giornata, pochissime persone conosciute tramite i due blog che ho tenuto. Il rapporto che ho con ciascuno di loro è di diversa intensità, ma mi procura una tale gioia che non pensavo potesse accadermi sul far dell'autunno della vita.

Ero sul punto di parlarne, ma non lo farò.
Voglio lasciare tutte le domande che mi sono posta in sospeso... Per chi avrà la generosità di leggere e di aggiungere un proprio contributo.



                                                             

                                                              Alberto Cristini
                                                              Statua dell'Amicizia
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Pubblicato il 7/8/2007 alle 19.17 nella rubrica Diario.

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