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Senza pudore.

       
      Spello, 18 Settembre 2007 - Foto GRF


Queste istantanee sono state scattate dal mio compagno, durante il nostro breve viaggio fra Umbria e Toscana. Non amo essere fotografata e infatti alcune sono "rubate", ma non sono nemmeno troppo recalcitrante... Insomma non penso che mi si rubi l'anima.
Semplicemente sono brutta e non mi piace rivedermi, anzi nemmeno mi riconosco... Ma se qualcuno ne esprime il desiderio, di tanto in tanto accondiscendo. Lo devo a tutti coloro che ho ritratto in passato: decine, centinaia forse, di persone che si sono sottomesse al mio obiettivo.

Ci si chiederà dunque perché le abbia pubblicate, così "nude e crude, senza trucco e senza inganno": ebbene, per cercare di esorcizzare l'eccessivo valore che attribuisco al mio aspetto esteriore, fatto che ha condizionato - negativamente - i miei quarantanove anni di esistenza.


                                 
                                  Cortona, 17 Settembre 2007 - Foto GRF



Quando nacqui, mia madre ebbe un lunghissimo e doloroso travaglio per mettere al mondo una bimba di oltre quattro chilogrammi, non particolarmente lunga e dalle forme tonde.

Stavo per morire, mentre lei soffriva da più di un giorno distesa sullo stesso letto ove ero stata concepita, ma la perizia dell'ostetrica o il destino che aveva previsto la mia presenza per alcuni anni sulla Terra, fecero sì che il viola scuro del mio musetto, a poco a poco, si stingesse fino al rosso del pianto.
 
Era davvero molto bella la mia mamma! Ancor oggi i coetanei la ricordano con un sospiro e mio padre ne è tuttora geloso.
Era abbastanza alta per i tempi, ma soprattutto longilinea e armoniosa. Guardo le sue vecchie fotografie e non trovo un difetto: gambe lunghe e ben tornite, caviglie sottili, piedi delicati, mani lunghe e affusolate; la vita snella sulle anche ben sagomate e un fondoschiena a mandolino, come si soleva dire, il seno adatto alle coppe da champagne... E poi il collo lungo, la testa piccola con una gran massa di capelli ricci biondo scuro, la bocca appena carnosa sorrideva e rideva spesso, illuminando due lampi verde chiaro nelle pupille. Il portamento elegante ne completava la figura.

Anche mio padre era un bel ragazzo e poi un bell'uomo: formavano una splendida coppia, ammirata o invidiata.
Per loro la bellezza è sempre stato uno dei valori primari di una persona; certo, riconoscono anche la bontà d'animo, l'intelligenza, la ricchezza interiore, ma Venere è la dea che li ha conquistati.

Tralasciando i cinque nipoti, per i quali hanno un più che benevolo sguardo di nonni, dei tre figli che hanno avuto, forse solo mio fratello può reggere il loro confronto e infatti ne tessono spesso le lodi; lui e mia sorella sono entrambi molto alti, ma quest'ultima ha avuto il codice genetico "guastato" in parte da influssi parentali esteticamente corrotti; infine ci sono io, la nanerottola della famiglia.

Da sempre grassoccia, corta più che bassa, la testa troppo grossa, di costituzione brevilinea con ossatura massiccia, sono un po' un gelso tra alberi ad alto fusto, slanciati verso il cielo. Naturalmente non è solo l'altezza che mi fa difetto: sono tarchiata, la ero perfino nei periodi in cui dimagrivo tanto da potere indossare il vestito della Cresima di mio fratello.
Non ho polsi, caviglie e ginocchia leggeri, il mio fondoschiena ha l'aspetto largo e piatto di una portaerei... Col trascorrere degli anni tutto questo è naturalmente peggiorato e ormai siamo sulla via dello sfacelo inarrestabile ;-)
Il mio più pesante (in tutti i sensi!) cruccio è il seno: se da giovane suscitava gli imbarazzanti sguardi lascivi delle persone di una certa età, ora è un vero disastro che non so come nascondere, se non con specie di contenitori che fungono da vestiti.
Ecco, esteriormente questa sono io.

                                     
                  Parma, 14 Settembre 2007 - Foto VP                                  Arezzo, 16 Settembre 2007 - Foto GRF          


"E allora?" diranno i più liberi di voi, quelli che non si fanno condizionare dalla nostra società dell'apparire... Allora, io non ho mai saputo far coincidere la mia razionale convinzione che l'aspetto fisico ha  una rilevanza minima rispetto ad altre qualità, con il malessere istintivo che provo chiusa in questo corpo.

A mia parziale giustificazione posso addurre che mi è stato fatto subire da sempre: dai compagni di scuola, da qualche insegnante "burlone",  dai ragazzi che non mi hanno mai preso in considerazione... e purtroppo dai miei delusi genitori.

Ancora adesso, anche qualche giorno fa, consideravano quanto era bella mia madre e come era ammirata: lei si schermiva un po', ma lo sguardo era orgoglioso.
Che splendide mani... Che belle unghie ovali, proprio come quelle di mia cognata... Ogni volta che parlano di qualcuno, ne devono giudicare l'aspetto.
"Tu invece hai le dita corte". Invecchiando hanno anche meno reticenza: amaramente ammettono o goffamente cercano di nascondere che... insomma... Non gli sono venuta bene.
Solo che... le mie dita non saranno affusolate come le loro, ma... non sono corte!
Questo mi ha dato da pensare.

E' talmente insita in me - supportata da altre negative esperienze di cui preferisco non trattare - la consapevolezza di essere brutta, addirittura ripugnante, che ha contagiato anche il resto dell'opinione che ho di me stessa, ritenendomi pertanto poco simpatica, non intelligente, non colta e via via... fino alla completa demolizione.

Non ho mai avuto amicizie o per lo meno non durature: mi vergognavo sempre di me.
Anche recentemente ne ho lasciato morire un paio di vecchia data perché l'ansia di presentarmi è talmente forte che preferisco soffrire di solitudine.

Mi sono nascolta volentieri dietro un blog, però man mano che "conosco" le persone, mi diventa sempre più complicato scrivere: ho il timore dell'altrui giudizio, il terrore di essere sbeffeggiata, come mi è successo tante volte in passato.
Tutta la mia vita è stata condizionata da questa costante.
E se per caso trovo il coraggio di instaurare delle relazioni umane, presto la paura di deludere, di aver dato di me un'immagine positiva che mi sopravvaluta, mi spinge a fuggire o a mettere in atto strategie inconscie per farmi abbandonare.

In questi giorni le sto attuando con due cari amici di penna, uno dei quali soprattutto si è veramente stancato (e come dargli torto?) di ripetermi le medesime rassicurazioni.
E così ho deciso di denudarmi al centro della piazza, di mostrare le mie debolezze, non per essere consolata, cosa che mi darebbe piuttosto fastidio e spero che nessuno farà, ma per me, per darmi una scossa, per vedere se alla fine riuscirò a considerarmi un essere umano medio, a non provare più vergogna, a presentarmi senza trucco, come nelle foto che ho pubblicato.


                                   
                          Parma, 14 Settembre 2007 - Foto VP

Pubblicato il 2/12/2007 alle 22.44 nella rubrica Diario.

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