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La Parma e l'Oltretorrente.

              

Per rimanere in tema di nevicate, finché ce n'è ancora traccia, vi presento un altro scorcio della mia città, in versione invernale.

Il torrente che vedete scorrere tra la neve è la Parma. No, non mi sono sbagliata: a differenza degli altri fiumi italiani, da noi c'è la Parma, il cui nome non eccelle per fantasia, ma assume un valore di appartenenza proprio per quell'articolo femminile. Se dici il Parma, parli della squadra di calcio o sei un forestiero.

Non è il Tevere o l'Arno o l'Adige... E' un torrente soggetto a siccità o piene, tuttavia è l'acqua che scorre sotto i ponti cittadini e come tale amata dai parmigiani.

Sulla riva occidentale sorge l'Oltretorrente, parte di Parma vecchia. Pur se ristrutturate, le strette case attaccate le une alle altre, a picco sulla sponda e spesso soggette ad alluvioni nei piani più bassi, costituiscono ancora uno dei quartieri tipici della città.

Un tempo abitato dal popolo più povero, l'Oltretorrente è stato anche teatro di aspre battaglie contro il fascismo. Storica e unica in Italia, fu la vittoria riportata dalla popolazione in occasione dello sciopero generale nazionale in "difesa delle libertà politiche e sindacali", nell'Agosto 1922. Furono scavate trincee ed innalzate barricate, sopportate rappresaglie e affrontati combattimenti, ma alla fine i fascisti dovettero cedere e trattare.

                   


Qui sotto - fortunosamente fotografati da un concittadino - due caprioli arrivati dalle colline fin sotto il ponte Caprazucca, in un periodo di siccità.

         

Termina la breve rassegna, l'insolitamente innevato Lungoparma, che si stende lungo le rive di tutta la Parma, collegando i vari ponti.

                                                               

Pubblicato il 4/1/2008 alle 6.41 nella rubrica Parma.

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