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Parco Ducale sotto la neve.

Andando alla ricerca di fotografie da pubblicare, sto riscoprendo Parma da un differente punto di vista. E' normale che gli abitanti non apprezzino come un turista le bellezze della città in cui dimorano, lavorano, vivono... A meno che non siano talmente sfolgoranti da essere universalmente note.

Mi piace passeggiare - per il momento virtualmente, ma già domani dovrei recarmi in centro - e rimirare con una diversa consapevolezza.

E siccome si dice che... Non ci sia il due senza il tre, questo è il terzo e probabilmente l'ultimo - almeno per qualche tempo - post in cui vi porto con me, a spasso sotto la neve.

           Oggi facciamo un giretto nel Parco Ducale di Maria Luigia D'Austria.

                 


Il Palazzo Ducale. Il primo nucleo dell'attuale palazzo fu forse un castello visconteo posto in riva al torrente Parma, a difesa delle mura cittadine. Da quel castello, tramutato in casino dai Sancitale ai primi del XVI secolo, Ottavio Farnese decise di ricavare la sua nuova residenza, creando un giardino nella grande area verde circostante. Nel tempo schiere di pittori si alternarono a decorare la reggia ducale. Ancora ammirabili sono gli affreschi cinquecenteschi del Mirola e del Bertoia, quelli seicenteschi di Alessandro Tiarini e le raffigurazioni mitologiche di Agostino Carracci, Carlo Cignani e Gian Battista Trotti, detto il Malosso. In un androne interno, ancora nel Seicento, trovava spazio una grande fontana comunicante con l'esterno, poi demolita. Per volere dei Borbone, nel Settecento l'architetto Ennemond Alexandre Petitot intervenne sull'edificio, dandogli un aspetto più classicheggiante. Nuove decorazioni vennero eseguite nelle sale interne tra cui quella spettacolare del Bossi, sulla volta della Sala degli Uccelli. Nell'Ottocento anche Maria Luigia ordinò rimaneggiamenti ad opera di Nicolò Bettoli, il progettista del Teatro Regio. Parte del Palazzo venne distrutta durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e in seguito ricostruita. Dagli scavi effettuati nell'area prospiciente il palazzo sono emerse tracce delle mura a difesa della città, di epoca medievale, e un tratto del probabile canale di adduzione per l'acqua della fontana monumentale del palazzo o per le fortificazioni del castello visconteo.


                      

Tempietto d'Arcadia. Progettato da Petitot in occasione delle feste per il matrimonio di Ferdinando, figlio di don Filippo di Borbone, e Maria Amalia d'Austria (1769), il tempietto doveva costituire un luogo privilegiato ed esclusivo per la ricreazione all'interno del Giardino. Più volte fece da sfondo per rappresentazioni arcadiche e gare di poesia.
Negli scavi  eseguiti in seguito ad un intervento conservativo, di restauro e di risistemazione dell'area circostante secondo lo schema originario del Petitot,  si sono rinvenute tracce di una canalizzazione in legno che doveva portare acqua per simulare la sorgente da cui sgorgava un ruscelletto. La struttura, temporanea, era volta a ricreare un ambiente arcadico-bucolico per le nozze ducali del 1769.


Nel progetto settecentesco del Parco, era contemplato lo spargimento di statue e arredi finto boscherecci e arcadici, congrui all'epoca. Il
Gruppo del Sileno, opera di Jean-Baptiste Boudard (1710-1768), posizionato come in origine nei pressi del tempietto d'Arcadia, è una copia da poco realizzata per preservare l'originale dal degrado.


          

La costruzione della peschiera, il laghetto al centro del parco, fu voluta da Ranuccio II nel 1690, per rappresentarvi una naumachia in occasione delle nozze del primogenito Odoardo con la figlia dell'Elettore Palatino.

La Fontana del Trianon (1712-1719) sull'isolotto al centro della peschiera era stata realizzata in origine per il giardino della Reggia di Colorno da Giuliano Mozzani, e solo nel 1920 venne collocata nell'attuale posizione, assecondando il gusto scenografico dei parchi alla francese. Rappresenta i fiumi Parma e Taro, e il nome è solo un riferimento alla fontana nei giardini di Versailles, a cui quella del Mozzani si ispira.

 

Vi siete già stancati? Come dite? Avete freddo?

Va bene, allora vi lascio riposare: ritorneremo in primavera :-)





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Pubblicato il 5/1/2008 alle 2.8 nella rubrica Parma.

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