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Rapporto uomo - donna. Conclusione.

                  

Questo post termina la serie che ho dedicato alle donne, anzi per meglio dire alla parte patologica del rapporto uomo-donna.

Ho scelto di non affrontare - solo accenni - le violenze più crudeli che molte esponenti del nostro sesso hanno subito nel corso della storia dell'umanità e quelle che ancora troppe debbono patire da parte del maschio.

Avrei voluto porre invece l'accento sulle cause a monte e cioè sul
perché le donne siano state quasi sempre prevaricate dagli uomini e sul perché, non di rado, si siano in un certo senso rese complici esse stesse.


Le "streghe" non venivano spalleggiate dalle altre donne, forse per timore di essere esse stesse accusate di patti con il "maligno" o forse perché la religione combinata con l'ignoranza le spingeva a credere che la stregoneria esistesse e fosse un peccato grave.

La ancora attuale infibulazione è praticata da donne su altre donne. Ed è ancora debole la protesta femminile nei luoghi ove viene praticata la lapidazione delle cosiddette adultere.

Per restare da noi e ai nostri tempi, la suocera di mia sorella riguardo ai rapporti coniugali, sostiene che l'uomo ha il diritto di chiedere e la donna il dovere di accettare, sempre e comunque... e ovviamente non anche l'inverso.

Mia madre, donna che io reputo molto intelligente per quanto abbia frequentato solo le elementari, nonostante sia stata una delle prime in paese a prendere la patente di guida e ad indossare - con grave scandalo - i pantaloni, pensa che nei rapporti extra coniugali all'uomo spetti il diritto di farsi avanti e viceversa alla donna il dovere di rifiutare. Cosicché se si viene a sapere di un rapporto adulterino in paese, nessuno verrà lapidato con pietre, ma la donna lo sarà comunque con le parole.

Non si diceva già al tempo degli antichi ebrei che era la femmina a provocare il maschio con il proprio sguardo e quindi a peccare. E che era altrettanto colpevole di non saper abbassare il proprio sguardo, qualora fosse il maschio a farsi avanti?

Io credo che grande influenza su tali comportamenti maschili e femminili lo abbiano avuto le religioni, ma non solo...

C'è qualcosa di più profondo che mi sfugge. Un accanimento troppo atavico, troppo diffuso, spesso troppo feroce.


                                               Allo stesso modo mi domando che cosa ha fatto sì che in ogni epoca ci siano state donne potentissime, capaci di reggere le sorti di intere Nazioni, nell'ombra o allo scoperto?

Dai commenti ricevuti - peraltro quasi tutti femminili e me ne dispiace - non mi pare di aver raggiunto il mio intento. Soltanto Damiano
ha dato la sua versione storico-filosofica, che per quanto io non condivida appieno, ho tuttavia apprezzato.

Vorrei inoltre aggiungere che ho trattato questo tema distinguendo due fondamentali categorie, ma che sono assolutamente conscia e convinta che ognuna delle due è costituita da individui distinti e che esistono grandi donne come grandi uomini e viceversa.

Penso che
il reciproco rispetto sussista da entrambe le parti e anche l'attrazione - non solo sessuale - a conoscere ciò che è diverso da noi.

Personalmente sono molto incuriosita da come gli uomini percepiscano la realtà e da come la elaborino rispetto alla maggior parte delle donne; così come so che tanti uomini sono affascinati dal pensiero femminile.

 

Infine chiedo venia se sono stata banale, superficiale, poco fluida e - come al solito - ingenua.

Dal prossimo post tornerò alle illustrazioni e ai raccontini da libro di lettura per le scuole elementari, che pare siano molto più nelle mie corde :-)

Pubblicato il 13/1/2008 alle 14.22 nella rubrica Società.

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