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Le candele del tempo.




Cosa sono gli anni, se non una condivisa convenzione per scandire l'avvicendarsi  inesorabile di una continua trasformazione, in una dimensione che la nostra ragione è troppo limitata per comprendere?

Facciamo rientrare tutto nei binari del tempo per non impazzire, per stabilire inizio e fine e non mutamento, nell’illusione di detenerne in qualche modo il controllo.

Così stanotte parte dell’umanità (e già questo dovrebbe far riflettere) festeggerà la morte di un anno, chiamato 2008 e la nascita di un altro, il cui nome – 2009 - fu stabilito da antiche generazioni.

Una magia propiziatoria, una cerimonia che va celebrata secondo precisi rituali, primo fra tutti lo scambio di auguri: se è stato un anno funesto, che passi in fretta al passato e se è stato felice che lo sia meno del prossimo.

Non consideriamo che si sta spegnendo un pezzetto della nostra vita? Io credo di sì, ma esorcizziamo la nostra paura con una festa, anzi “la festa”, condannando al rogo il passato e guardando a un futuro che sappiamo incerto, ma che fortemente vorremmo splendido.

Parole iperboliche corrono sul filo del telefono, negli sms, nelle voci eccitate: ha un senso tutto questo? Possono gli auguri generare tanta energia collettiva da influenzare la realtà?

Forse sì, lo potrebbero se non fosse che questa energia è intensa, potente, ma si brucia in fretta nei primi giorni del nuovo anno, non appena la nostra vita riprende il ritmo usuale, proprio quello dell’anno appena lasciato.

Gli auguri sono l’espressione dei nostri sentimenti, ci fanno sentire il reciproco affetto, ci provano che non siamo soli, che siamo amati, ci circonfondono di un’aura di energia positiva che non dovremmo permettere di sciogliersi, ma tenere cara anche per i mesi a venire.

Con questo stato d’animo dovremmo affrontare il mutamento; chiamiamolo pure tempo se questo ci aiuta, dimentichiamo il passato e proiettiamoci nel futuro, che non sia una festa fine a se stessa.

A tutti dunque auguro un 2009 pregno d’amore e di passione per la vita, una candela che non faccia in tempo a spegnersi, ma che, giunta al suo termine, accenda e rinvigorisca quella di un altro nuovo anno. 
                                                                   
 

Pubblicato il 31/12/2008 alle 23.58 nella rubrica Riflessioni.

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