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E' nevicato. Non so se vi siete accorti.

 


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E' nevicato.
Non so se vi siete accorti.
Non era qualcuno che scuoteva il pandoro dal balcone.
Peccato che siano partiti degli emboli che neanche fosse scesa dal cielo l'apocalisse.
Tutti a gridare: "Emergenza, emergenza..." Emergenza una mazza!
E' gennaio? Nevica. 
Dovremmo essere contenti. Vuol dire che la terra ha ancora qualcosa di normale.
E' nevicato.
Se l'8 gennaio ce ne stavamo tutti in piazza Castello in mutande con le ascelle sudate e le balle dentro al frigo, allora sì che era emergenza.
A Gaza c'è l'emergenza. Non qua.

Invece è scoppiato un macello. Tutti a mettere in croce il povero Chiampa e la povera Moratti.
Che, anima santa, aveva poco sale. Anche a me capita.
Tra l'altro aveva poco sale perché l'aveva prestato a Chiamparino.
Gliel'ha dato e poi a Milano sono rimasti senza.
Quando si è accorta che nevicava forte si è messa persino a dissalare le acciughe che aveva preso a Spotorno ma non è bastato.
Lety, guarda: sei stata ben gentile, a darci il sale. Siamo in debito.
Quando hai bisogno di due uova per fare la maionese suona pure a me quando ti pare.

Comunque è strano.
La neve nelle favole rende tutti più buoni, e invece eran tutti isterici, sembrava fossero scesi dal cielo trenta centimetri di cocaina.
Una lagna mai più finita.
«Eh, ma facciam fatica a camminare...».
Certo che se ti metti i tacchi per far la figa, facile che vai lunga e tirata.
Mettiti dei bei scarponcini come le pastorelle di Fatima vedi che stai in piedi.
La figa la fai poi quando i giardini di marzo si vestono di nuovi colori, deficiente.
«Eh ma ci sono i marciapiedi pieni. E il Comune che fa?».
E cosa fa? Fa passare gli spazzaneve.

Ma nelle strade.
Non è che li fa passare sui marciapiedi se no porta via anche i citofoni.

Uno gentilmente prende la pala, si leva la neve dal marciapiede di casa sua e non rompe i marroni al sindaco.
La pulizia del marciapiede spetta ai proprietari degli stabili.
Quindi spàlati la neve davanti al tuo portone e falla finita.
Se lo fanno tutti vedi poi com'è più facile camminare.

«Eh ma dovevano chiudere le scuole». Probabilmente sì.
Però se non ce la fai a portare tuo figlio a scuola tienilo a casa.
E' un ragionamento difficilissimo?
Non credo.
«Nevica. E con l'autobus c'ho messo mezz'ora di più». Ed è colpa della Moratti?

Cosa deve fare sta disgraziata? Correre a raccogliere i fiocchi con la lingua di fuori?
O magari con le chiappe, facendosi tirare per le caviglie, come si fa in spiaggia per fare la pista per le biglie ? Non è che è nevicato solo per te.
E' nevicato per tutti.

Avran tutti dei casini.
Pazienza.
Se arrivi in ritardo Brunetta stavolta chiuderà un occhio.

«Dovevano mettere più autobus... ».
Certo. Chiampa adesso compera 20 bus in più e li tiene in garage e li tira fuori solo quando nevica. Per te.
C'è scritto nel bilancio comunale: venti autobus in più per quella lì che si lamenta.
Ma tira fuori il tuo di Suv e sparisci.
Si chiama fuoristrada no? E allora per una volta usalo per quel che è, che sei sempre lì a intasare in doppia fila davanti alla scuola col tuo autoblindo.

Insomma: quando nevica, gli unici contenti sono i bambini e i cani.
I bambini che si tirano le palle di neve e i cani che fan la cacca sul pulito.
E poi, dopo qualche giorno, quando i bambini si tirano le palle di neve con dentro la cacca dei cani, la festa è belle che finita.


Luciana Littizzetto

(dalla trasmissione "Che tempo che fa" - Rai 3)

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Pubblicato il 18/2/2009 alle 18.0 nella rubrica Articoli giornali.

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