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Il malessere giovanile è un fallimento dell’intera società?

                                          

                          


SERAPIDE61
ha scritto:


Il malessere giovanile è un fallimento dell’intera società?

Spesso il sabato sera lo dedichiamo ad una bella rentrée tra vecchi e nuovi amici nostri più o meno coetanei. Tra una chiacchiera e l’altra, ci dilettiamo tra i fornelli improvvisandoci tutti chef di grido, io sono lo specialista dei dolci; l’ultima volta ero indeciso se portare il mio famoso tiramisù o i miei mitici profiteroles, optai per una sacher all’ultimo grido, quando sono indeciso tra due opzioni è facile che ne scelgo una terza, sò strano lo so.

La serata scorreva piacevolmente, quando ad un tratto dissi alla padrona di casa se era il momento di tirare fuori la mia confezione custodita in frigo, la prese e la portò in tavola, quando scartammo l’involucro tutti rimasero sorpresi per la sacher, si aspettavano i soliti dolci ed invece la “terza” soluzione fu ottima, almeno apparentemente, l’avremmo dovuta assaggiare per convincere anche gli altri sensi, oltre alla vista, della bontà del mio operato e venir finalmente consacrato il mastro dei chef della serata.

Al ché il mio amico Gigi disse: “dobbiamo onorare questa magnifica sacher con uno spumantino dei migliori, è il caso di prendere quello imbottigliato da mio suocero proveniente dalla sua vigna di falanghina, è eccezionale, vedrete … “ detto fatto, spuntò dalla cantina con una bottiglia impolverata e con un sorriso stampato sulle labbra, certo della riuscita dello spumante casareccio, “lo facciamo respirare e l’apriamo un po’ prima” cominciò ad armeggiare intorno al collo della bottiglia quando all’improvviso la bottiglia letteralmente esplose andando in frantumi e procurandogli un taglio profondo sul braccio, alla vista del sangue tutti diventammo seri e, accorsogli vicino, mi resi conto della profondità del taglio, con un tovagliolo chiusi la ferita e tamponai il sangue; lo caricai in auto e andammo in ospedale.


                                                    
               

Al pronto soccorso attendevo Gigi nella sala d’attesa e c’era una confusione pazzesca nonostante la tarda ora, un po’ disturbato da quell’atmosfera, sentire lamenti di gente che soffre mi fa star male, uscì fuori e mi avvicinai ad un infermiere che stava fumando una sigaretta, gli chiesi se mi faceva accendere, era una scusa per parlare un po’ (avevo l’accendino in tasca) e gli dissi “il sabato sera si lavora un po’ di più, vero ?” e lui “beh sì, alla fine ci si abitua pure ma ultimamente c’è qualcosa a cui non mi abituerò mai … “ ed io “cosa ?” e lui riprendendo “… arrivano di continuo ragazzini, 13, 14, 15 anni in coma etilico e qualche volta non c’è stato nulla da fare … veder morire ragazzini è atroce, fosse per un incidente, una malattia o per altro ci si può persino fare una ragione ma per un maledettissimo alcol party, che oggi sono tanto in voga, è incomprensibile, fuori da qualsiasi logica … “ proprio in quel momento un’autoambulanza arriva a tutto spiano, scendono i dottori e gli infermieri e aprono la porta dell’ambulanza proprio a due passi da noi, una barella con su una ragazzina svenuta e l’infermiere riprende “ecco, stavamo parlando proprio di loro … è un continuo arrivare, straziante vero ?” ed io, con un filino di voce, allucinato e sorpreso da questa realtà a me così sconosciuta quasi da sentirmi come un marziano “direi allucinante … “ e rimango senza parole immerso nei miei pensieri e su cosa possa spingere a questi giovani verso queste azioni così distruttive, mancanza d’amore, voglia di crescere e tante altre infinite ipotesi.

Ancora immerso nei miei pensieri, turbato da quella scena vista poco prima sento Gigi che mi chiama “we bella gioia sono ancora vivo, non sarà lo spumantino di mio suocero ad uccidermi ahahahah “ lui sorridente con una evidente fasciatura al braccio si avvicina ed io, che non ho reagito alle sue parole, gli vado incontro e ci avviamo all’auto per tornare a casa.

In auto rimango in silenzio ancora scosso non tanto per l’episodio di Gigi, un piccolo incidente in fondo, ma per la visione di quella bella ragazzina su quella barella, “E’ una sciocchezza, sai mi hanno messo appena tre punti, nulla di grave, ti ha turbato molto questa cosa?” ed io gli spiego un po’ l’accaduto e le motivazioni del mio stato, arrivati a casa sua, la discussione prosegue con le mogli e gli altri amici, passiamo l’intera parte della restante serata a domandarci ed interrogarci sul mondo dei giovani, quali sono e se ne abbiamo le nostre colpe, la società che responsabilità ha, la scuola inadeguata, e tante altre valutazioni e riflessioni, che ci portano a nessuna soluzione se non ad un insieme contorto e disarticolato di vari possibili motivazioni, l’argomento ci riguarda da vicino, considerato che siamo tutti genitori, qualcuno di adolescenti qualcun’altro di giovani un po’ più maturi ma questa cosa tocca un po’ tutti sul vivo.

Il malessere giovanile da cosa deriva? Possiamo dare tante e svariate risposte, non cerco queste, noi appartenenti al mondo dei presunti adulti dobbiamo lavorare affinché possiamo dare ai giovani un mondo migliore, il migliore a noi possibile, ma, a prescindere da questo, i giovani devonono trovare altri ideali, altri riferimenti, rimanendo consapevoli che la vita che hanno in prestito, è preziosa e solo loro ne hanno la gestione, gettarla alle ortiche può far male soprattutto a loro, devono credere che si possono divertire consapevolmente senza necessariamente trasgredire, non c’è bisogno di trasgredire ed eccedere in situazioni pericolose, devono trovare l’adrenalina di cui necessitano in situazioni che non rechino danni alla loro vita, è davvero impossibile da realizzare questo?

Se c’è un solo ragazzo/a che ha letto questo scritto ritrovandosi coinvolto emotivamente in quanto ha partecipato ad un alcol party o altre sciocchezze similari, se ha capito il mio messaggio e ne prende atto, posso considerarmi l’uomo più felice di questa terra, pensateci, … la gioia, la felicità non sono nell’effimero, trovatele in cose durature e terrene, auguri e bella vita  ;-)




Odùsseia ha risposto:

Ritengo che nella gioventù sia insita la sfida agli adulti E il voler dimostrare di essere invincibili: la morte è così lontana!

Tuttavia, quando si arriva ai limiti che tu hai descritto, quando si fa fenomeno di massa, a mio avviso c'è qualcosa che non con va nell'intera società.

Non ho figli (purtroppo) e posso solo basarmi sulle esperienze dei miei cinque nipoti: ragazzi e bambini fantastici per ora. I maggiori sono stati seguiti dalla famiglia (non solo genitori, ma nonni, zii, tante voci da confrontare, tante persone che volevano il loro bene) fin da piccini e hanno potuto trovare in essa (e ancora adesso lo possono) il conforto alle loro normali insicurezze: qualcuno disposto ad accoglierli e ad ascoltarli con amore e tolleranza, con pazienza e interesse.
Il disagio dell'unico nipote maschio, che a vent'anni non esce quasi mai per timidezza e difficoltà caratteriali dimostrate fin da bambino) è un problema di tutti e tutti cercano qualche soluzione e si confrontano.

Se una società si ritrova con tanti ragazzi allo sbando, sì, è una società che ha fallito: ha sbagliato sugli investimenti fatti sul proprio futuro.
Perfino gli animali (e noi cosa siamo, se non animali un po' più evoluti?) hanno come priorità la continuazione della specie e nel modo migliore possibile.

NON E' SOLA COLPA DEI GENITORI, ma di una comunità che ha perso il senso del termine "comunità" per diventare individualista, superficiale, perfino così idiota da non rendersi conto che il futuro sono le piantine che stanno crescendo.

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Altri hanno commentato:
http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20090628020510AAPNVGP&r=w#PIduBmrUAnfjvMkU2IqT



                               E VOI, CHE NE PENSATE?

Pubblicato il 28/6/2009 alle 14.31 nella rubrica Società.

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